Petition updateOpere di urbanizzazione primaria : abrogate il comma 2-bis dell'art. 16 del DPR 380/2001D.L. 32/2019: sblocca (forse) i cantieri ma non bloccherà la Corte di Giustizia UE
MARCO ERAMORome, Italy
Sep 27, 2019

Con il Decreto legge 32/2019 sono state introdotte alcune modifiche al Codice dei Contratti mirate a prevenire la possibilità di incorrere in una procedura di infrazione comunitaria ed in successive condanne della Corte di Giustizia UE, che è l'istanza alla quale la Commissione Europea può deferire lo Stato membro per chiedere che vengano accertate e sanzionate eventuali violazioni del diritto dell'Unione Europea. E' questo il caso della modifica alle norme relative al subappalto (art. 105 commi 2 e 5) rispetto alle quali la Commissione Europea aveva ravvisato violazioni delle disposizioni in materia contenute nelle Direttive UE e messo in mora le Autorità italiane con la lettera del 24 gennaio di quest'anno. La violazione consisteva - e consiste - nella fissazione di un limite (una soglia percentuale) rispetto ai lavori servizi e forniture che il soggetto affidatario può subappaltare a terzi. L'introduzione di una restrizione quantitativa del subappalto non è prevista dalla Direttiva UE e dunque viene considerata incompatibile dagli Uffici della Commissione. Con il Decreto Sbloccacantieri si è tentato di porre rimedio alla questione ma senza procedere nella direzione auspicata dalla Commissione ma stabilendo, con una disposizione transitoria derogatoria (art. 1 comma 18 - destinata a rimanere in vigore "nelle more di una complessiva revisione del codice dei contratti pubblici"  - in base alla quale la quota parte dei lavori forniture e servizi subappaltabile, da indicarsi nel bando di gara, è elevata dal 30 al 40 per cento.

Tenendo da parte ogni valutazione sulla durata indefinita di questo regime derogatorio transitorio, si può dire che difficilmente la Commissione Europea potrà considerare soddisfatta la richiesta formale avanzata con la lettera del 24 gennaio e dunque interrompere la procedura avviata con riferimento a questa (come pure rispetto ad altre( disposizione del Codice dei Contratti finita sotto osservazione. Ma c'è di più, nel caso in cui la procedura avviata porterà ad un deferimento dell'Italia davanti alla Corte di Giustizia UE, il nostro paese sarà esposto ad essere condannato (almeno) per la seconda volta sulla stessa questione, vista la sentenza della Corte di Giustizia UE riguardante la causa della Vitali contro Autostrade per l'Italia, pubblicata nella giornata di ieri. Secondo i giudici della Corte la normativa italiana che fissa una soglia (quella del 30% ma poco cambia con quella transitoria del 40%) per il subappalto è in contrasto con la Direttiva 2014/24/UE. 

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