Actualización de la peticiónIL CENTRO DI TRIESTE #CARFREE ... La Città ritorna alle persone!Ipotesi progettuale percorsi ciclabili e pedonali zona Fiera, piazza Foraggi, galleria Montebello
TRIESTE IN BICI
17 sept 2020

A nostro avviso l'ipotesi del progetto zona Fiera può essere migliorata:

con più sicurezza per gli attori che la percorreranno,  diversificando la viabilità all'interno e all'esterno della galleria con una ciclabile bidirezionale contraflow illuminata e protetta da apposito guardrail per la sicurezza di tutti gli utenti e in particolare dei conducenti di velocipedi (biciclette, monopattini e mezzi della micro mobilità elettrica) che vi transiteranno sia in entrata che in uscita. Dall'altro lato in galleria un marciapiedi di metri 1,50 protetto, illuminato e privo di barriere architettoniche.


La citata ciclabile in ipotesi può essere quindi prolungata e collegata, nei due sensi con le necessarie varianti ed intersezioni:

  • alla bidirezionale in progetto del Comune di Muggia oltre la frazione di Aquilinia;
  • da Largo Mioni al centro Città con percorso ancora da decidere(ipotesi provvisoria per velocipedi su corsie oggi riservate al TPL: Conti, Pascoli, D'Azeglio, piazza Ospitale, Tarabocchia, piazza Goldoni andata e ritorno);
  • da piazza Foraggi, marciapiedi alberato solo sul lato fiera di viale Ippodromo e in carreggiata, come dai servizi comunali ipotizzate: due corsie per i veicoli di cui una con svolta a destra verso via Vergerio.
  • Sul lato opposto ciclabile bidirezionale contraflow in sede propria delimitata da siepe divisoria con una sola corsia di marcia per veicoli in direzione fiera, per moderare e limitare la velocità a 30 km/h degli stessi.  L'attuale fermata bus presente va spostata di una cinquantina di metri sul piazzale De Gasperi.

 

La nostra Trieste non può piu permettersi di dipendere ancora dalle auto private!

Non solo alla nostra associazione, bensì alla Città e a tanti, forse tutti i concittadini, non piacerebbe ritrovare la stessa Trieste del pre Covid19. Intendiamoci, la nostra è la città più bella del mondo, ma l’insufficiente regolamentazione e controllo dell'area pubblica negli ultimi decenni ha determinato un'invasione da parte dei veicoli a motore privati con grande snaturamento della Città stessa, dai viali, alle vie, alle piazze.

E' necessario incoraggiare le persone a scegliere intermodalità attive o ad associare gli spostamenti a piedi, in velocipede e con i mezzi della micro mobilità elettrica, con i mezzi pubblici distanziati. Oltre alla flessibilità, tali spostamenti offrono numerosi altri vantaggi tra cui l'accessibilità sociale ed economica, l’affidabilità, l’assenza di emissioni e un impatto positivo sulla salute. Dove prevale la mobilità attiva la Città si trasforma e questo per la nostra Trieste è un aspetto ancora più importante.

L'Amministrazione pubblica seppur in ritardo ha capito che deve fornire le infrastrutture necessarie e trovare modi e finanziamenti(che in parte ci sono) per far sì che i concittadini non siano più un'utenza vulnerabile della strada, bensì tali infrastrutture permettano loro di spostarsi in sicurezza sentendosi al sicuro nella nostra bella Città.

TRIESTE IN BICI, partecipa con idee ed esperienze maturate sul territorio al tavolo tecnico mobilità post-Covid e prende esempio da quanto è già fatto in altre realtà urbane, ma guarda con occhio critico anche alle ciclabili temporanee di cui si sta discutendo anche qui in questi giorni, alla luce del fatto che l'alternativa, quella di più auto, sarebbe insostenibile.

 

SERVONO PERCORSI SICURI PER TUTTE LE ETÀ, CONTINUATIVI, RICONOSCIBILI E VELOCITÀ MODERATA:

  • La strada è di tutti, ma non tutti possono stare sulla stessa strada, senza i dovuti e attesi provvedimenti.
  • Basta adeguare l'utenza vulnerabile al senso di marcia pre Covid dei veicoli!
  • Dobbiamo fare in modo che i mezzi a motore si adeguino ai bisogni reali di maggior sicurezza, di salute e di più mobilità per le persone!

 

LE CICLABILI CHE AUSPICHIAMO

Le ciclabili vanno progettate o riprogettate riconvertendo le strade in modo tale che le persone abbiano percorsi dedicati e protetti e oltre a ciò è necessario un Codice della Strada(in continua evoluzione) che dia loro la precedenza agli incroci e il promiscuo con i mezzi a motore limitato. Questo sarà un successo sia per la sicurezza stradale di tutti gli utenti che per la diffusione dei velocipedi tra quelle centinaia di migliaia di persone di tutte le età che nel nostro bel Paese vorrebbero usare le biciclette, i monopattini e i mezzi della micromobilità come loro primo mezzo di trasporto in città.

Gli assi ciclabili principali e portanti devono essere bidirezionali e avere attiguo un marciapiedi di metri 1,50 di larghezza (o maggiore) per la socializzazione, anche nei percorsi in galleria se il tracciato lo permette.

Il velocipede che entra in ciclabile potrà:

  • percorrerla dall'inizio alla fine con diritto di precedenza agli incroci o se necessario presidiati da impianto semaforico informatizzato;
  • invertire il senso di marcia cambiando corsia senza il pericolo di attraversare la carreggiata;
  • sortire dalla ciclabile ad ogni intersezione consentita in cui l'uscita è strada a mobilità lenta presidiata da "porta urbana" in zona 30 con isola ambientale(*) residenziale o strada scolastica)
     

(*) Le isole ambientali sono strade a mobilità lenta in zone circoscritte più o meno vaste in cui prevale la funzione residenziale e/o scolastica. Sono parti di città interessate da particolari regole di circolazione che limitano la velocità dei veicoli che le percorrono e in genere sono delimitate da assi scorrevoli della viabilità principale. Non si tratta di zone riservate ai pedoni, tutti i veicoli possono circolare liberamente rispettando i limiti di velocità considerati non mortali in caso di investimento(da 10 a 30 km/h secondo necessità) e parcheggiando negli stalli indicati. Inoltre l'attraversamento e il transito ciclopedonale è reso più sicuro su tutta la rete stradale interna.

Riqualificare la Città creando le isole ambientali e altre nuove infrastrutture a tutela dell' ambiente urbano e del cittadino presenta molteplici vantaggi: minor traffico, molto meno inquinamento, minor rumore, una sosta ordinata, più verde pubblico, il piacere di camminare, di andare più sicuri in velocipede (bicicletta e monopattino), quindi, maggior sicurezza stradale e sociale recuperando pure i valori civici persi con l'uso ritrovato dello spazio pubblico. E infine un vantaggio economico: aumenta il valore delle abitazioni.

 

CIRCOLAZIONE E TRANSITO DEI VELOCIPEDI E PARIFICATI:

  • LIBERA CIRCOLAZIONE dei velocipedi e parificati in Città nelle strade a mobilità lenta e nelle aree pedonali con deroga e limite di velocità a 6 km/h.
  • OBBLIGO DI TRANSITO IN CICLABILE  su strade scorrevoli con limite di velocità di 50 km/h o superiori.

Cfr. TRIESTE IN BICI propone al Tavolo Mobilità Dolce 20/7/2020 "Individuazione e mappatura strade urbane a mobilità lenta e arterie scorrevoli"

Subito quindi:

  • TANTE bici, e-bike, monopattini e mezzi micromobilità elettrica;
  • CREARE confidenza con nuove modalità di spostamento;
  • RINNOVO e REGOLAMENTAZIONE dell'area pubblica scolastica e residenziale con #stradescolastiche, #isoleambientali e #Zone30;
  • DARE la possibilità di sperimentare nuovi stili di vita che sostituiscono quelli del vecchio mondo pre Covid19;
  • SPINGERE ed EDUCARE al #welfaremobilità le imprese, gli Enti Pubblici, scolari e studenti nelle scuole e nell'Università.
     

Cordiali saluti

TRIESTE IN BICI

mail inviata al Tavolo Mobilità Dolce 17 agosto 2020

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