

IL CALCIO FEMMINILE NELLE TRASMISSIONI RAI
Il problema
SOLO UNA FIRMA - NO DONAZIONI PER QUESTA SPECIFICA CAMPAGNA
IL GENDER PAY GAP NEL CALCIO FEMMINILE. PRIMO PASSO: PORTARLO NELLA TV PUBBLICA CON SPAZI DEDICATI NELLE RUBRICHE SPORTIVE DI PRIMO PIANO (90° MINUTO, LA DOMENICA SPORTIVA, TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO)
L’obiettivo di questa campagna, costituita anche dalla presente raccolta firme è individuare nel mondo del calcio, un settore capace di imprimere un nuovo punto di vista su un argomento tendenzialmente lasciato indietro.
Lo scopo è quello di portare sotto la lente il fenomeno negativo del gender gap pay (differenza di salario tra uomini e donne in contesti identici) in un settore come quello del calcio che è appunto di dominanza maschile (economica, dirigenziale e numerica per spettatori, solo per fare alcuni esempi).
Partire dal mondo del calcio dove attori e spettatori sono in prevalenza maschile, è un punto di partenza per una presa di coscienza che possa essere presa anche nella vita lavorativa quotidiani di tutti gli altri settori economici, altri sport compresi.
Chiediamo il supporto di chiunque in questi anni abbia espresso il proprio NO ALLA VIOLENZA DI GENERE per diffondere questa petizione (compresi testimonial, Dirigenti, Istituzioni, mediapartner).
Di seguito alcune considerazioni a supporto della nostra tesi.
Considerato che :
- Il gender pay gap è parte integrante delle voci che compongono quella che viene denominata “la piramide della violenza di genere” e che proprio contro la violenza di genere la Lega Serie A ha preso posizione fin dal 2018 anche per voce dei suoi massimi Dirigenti dando voce alla campagna “un rosso alla violenza”.
- I dati per quello che riguarda il gender pay gap in Italia mettono in luce una forte diseguaglianza tra i lavoratori e le lavoratrici a favore appunto dei primi. I dati dell'Osservatorio per la parità di genere sui lavoratori dipendenti del settore privato dell’Inps, registrano un gender pay gap di 7.922 euro.
- Più nello specifico risulta che il mondo del calcio è uno dei settori dove gender pay gap è più evidente per via dell’enorme disparità degli stipendi, legata certamente anche alla visibilità, alla storia e agli sponsor.
- E’ di recente approvazione da parte della FICG l’accordo che prevede di uniformare i salari minimi della nuova Serie A femminile professionistica a quelli della Serie C, ovvero 26 mila euro lordi l’anno.
- Il Gruppo Tim, top partner della Lega Serie A maschile e della Nazionale di calcio femminile, ha iniziato la campagna informativa “La parità non può aspettare”, dove tra i vari dati si riporta che la copertura mediatica dello sport femminile si aggira intorno al 5% nonostante una partecipazione femminile totale di circa il 40% degli eventi sportivi, per questo a titolo esemplificativo si riportano brevemente due episodi:
- Guardando al passato: le ultime notizie riguardanti il calcio femminile nel mondo della tv pubblica risalgono al 2016, con l’approfondimento dedicato al calcio femminile all’interno dello speciale serie B maschile.
- Guardando al presente: sono state non poche le difficoltà per l’acquisizione dei diritti dei passati Mondiali di calcio femminile e che, stando a quanto riportato da diverse testate tra cui LFOOTBALL.IT, le offerte relative proprio all’acquisizione dei diritti televisivi hanno visto l’Italia offrire l’importo più basso tra tutti e cinque i paesi Europei in gara.
- Guardando al passato: le ultime notizie riguardanti il calcio femminile nel mondo della tv pubblica risalgono al 2016, con l’approfondimento dedicato al calcio femminile all’interno dello speciale serie B maschile.
- Che in Italia la televisione pubblica, per sua espressa missione, è parte di un "servizio culturale" che lo Stato eroga potenzialmente a tutti i cittadini per la loro educazione, formazione e informazione e che nel “Monitoraggio sulla rappresentazione della figura femminile, sulla capacità di garantire il pluralismo di temi, soggetti e linguaggi e contribuire alla creazione di coesione sociale nella programmazione Rai trasmessa nell'anno solare 2021” è emerso a titolo esemplificativo quanto segue: “tra i tipi di programmi meno operosi nel contrasto spiccano invece le rubriche sportive, coerentemente con quanto già visto.
Appare perciò lecito, tutto considerato, parlare di un recepimento non completamente adeguato, da parte delle trasmissioni sportive - e al netto dell'assenza dal monitoraggio di tutte le trasmissioni sportive dei palinsesti estivi -, dei progressi che il mondo sportivo ha compiuto su questo terreno, nella promozione delle discipline al femminile e miste, olimpiche e paralimpiche, e nel superamento di tradizionali subalternità rispetto alla pratica agonistica maschile”.
Si fa presente che in tale Monitoraggio un occhio particolare si ferma sulle seguenti tavole:- Tavola 66a - la capacità di contribuire alla coesione sociale - la voce “rubriche sportive” la voce no è percentualmente la più alta di tutte le voci presenti
- Tavola 72 f - gli ambiti delle rappresentazioni che riproducono stereotipi e confermano discriminazioni - l’orientamento sessuale 100%
- Sponsor e visibilità mediatica sono fattori tra loro collegati e necessari ad un conseguente e speranzoso aumento degli ingaggi nel mondo del calcio femminile
PETIZIONE CHIUSA
Il problema
SOLO UNA FIRMA - NO DONAZIONI PER QUESTA SPECIFICA CAMPAGNA
IL GENDER PAY GAP NEL CALCIO FEMMINILE. PRIMO PASSO: PORTARLO NELLA TV PUBBLICA CON SPAZI DEDICATI NELLE RUBRICHE SPORTIVE DI PRIMO PIANO (90° MINUTO, LA DOMENICA SPORTIVA, TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO)
L’obiettivo di questa campagna, costituita anche dalla presente raccolta firme è individuare nel mondo del calcio, un settore capace di imprimere un nuovo punto di vista su un argomento tendenzialmente lasciato indietro.
Lo scopo è quello di portare sotto la lente il fenomeno negativo del gender gap pay (differenza di salario tra uomini e donne in contesti identici) in un settore come quello del calcio che è appunto di dominanza maschile (economica, dirigenziale e numerica per spettatori, solo per fare alcuni esempi).
Partire dal mondo del calcio dove attori e spettatori sono in prevalenza maschile, è un punto di partenza per una presa di coscienza che possa essere presa anche nella vita lavorativa quotidiani di tutti gli altri settori economici, altri sport compresi.
Chiediamo il supporto di chiunque in questi anni abbia espresso il proprio NO ALLA VIOLENZA DI GENERE per diffondere questa petizione (compresi testimonial, Dirigenti, Istituzioni, mediapartner).
Di seguito alcune considerazioni a supporto della nostra tesi.
Considerato che :
- Il gender pay gap è parte integrante delle voci che compongono quella che viene denominata “la piramide della violenza di genere” e che proprio contro la violenza di genere la Lega Serie A ha preso posizione fin dal 2018 anche per voce dei suoi massimi Dirigenti dando voce alla campagna “un rosso alla violenza”.
- I dati per quello che riguarda il gender pay gap in Italia mettono in luce una forte diseguaglianza tra i lavoratori e le lavoratrici a favore appunto dei primi. I dati dell'Osservatorio per la parità di genere sui lavoratori dipendenti del settore privato dell’Inps, registrano un gender pay gap di 7.922 euro.
- Più nello specifico risulta che il mondo del calcio è uno dei settori dove gender pay gap è più evidente per via dell’enorme disparità degli stipendi, legata certamente anche alla visibilità, alla storia e agli sponsor.
- E’ di recente approvazione da parte della FICG l’accordo che prevede di uniformare i salari minimi della nuova Serie A femminile professionistica a quelli della Serie C, ovvero 26 mila euro lordi l’anno.
- Il Gruppo Tim, top partner della Lega Serie A maschile e della Nazionale di calcio femminile, ha iniziato la campagna informativa “La parità non può aspettare”, dove tra i vari dati si riporta che la copertura mediatica dello sport femminile si aggira intorno al 5% nonostante una partecipazione femminile totale di circa il 40% degli eventi sportivi, per questo a titolo esemplificativo si riportano brevemente due episodi:
- Guardando al passato: le ultime notizie riguardanti il calcio femminile nel mondo della tv pubblica risalgono al 2016, con l’approfondimento dedicato al calcio femminile all’interno dello speciale serie B maschile.
- Guardando al presente: sono state non poche le difficoltà per l’acquisizione dei diritti dei passati Mondiali di calcio femminile e che, stando a quanto riportato da diverse testate tra cui LFOOTBALL.IT, le offerte relative proprio all’acquisizione dei diritti televisivi hanno visto l’Italia offrire l’importo più basso tra tutti e cinque i paesi Europei in gara.
- Guardando al passato: le ultime notizie riguardanti il calcio femminile nel mondo della tv pubblica risalgono al 2016, con l’approfondimento dedicato al calcio femminile all’interno dello speciale serie B maschile.
- Che in Italia la televisione pubblica, per sua espressa missione, è parte di un "servizio culturale" che lo Stato eroga potenzialmente a tutti i cittadini per la loro educazione, formazione e informazione e che nel “Monitoraggio sulla rappresentazione della figura femminile, sulla capacità di garantire il pluralismo di temi, soggetti e linguaggi e contribuire alla creazione di coesione sociale nella programmazione Rai trasmessa nell'anno solare 2021” è emerso a titolo esemplificativo quanto segue: “tra i tipi di programmi meno operosi nel contrasto spiccano invece le rubriche sportive, coerentemente con quanto già visto.
Appare perciò lecito, tutto considerato, parlare di un recepimento non completamente adeguato, da parte delle trasmissioni sportive - e al netto dell'assenza dal monitoraggio di tutte le trasmissioni sportive dei palinsesti estivi -, dei progressi che il mondo sportivo ha compiuto su questo terreno, nella promozione delle discipline al femminile e miste, olimpiche e paralimpiche, e nel superamento di tradizionali subalternità rispetto alla pratica agonistica maschile”.
Si fa presente che in tale Monitoraggio un occhio particolare si ferma sulle seguenti tavole:- Tavola 66a - la capacità di contribuire alla coesione sociale - la voce “rubriche sportive” la voce no è percentualmente la più alta di tutte le voci presenti
- Tavola 72 f - gli ambiti delle rappresentazioni che riproducono stereotipi e confermano discriminazioni - l’orientamento sessuale 100%
- Sponsor e visibilità mediatica sono fattori tra loro collegati e necessari ad un conseguente e speranzoso aumento degli ingaggi nel mondo del calcio femminile
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Petizione creata in data 24 gennaio 2024