Petition updateSalviamo il Centro antiviolenza di Tor Bella MonacaLA PROMESSA DISATTESA DEL PARCO MARIE ANNE ERIZE A TOR BELLA MONACA. NOI NON CI FERMIAMO.
stefania catalloroma, Italy
Apr 24, 2016
Ecco il video: http://libera.tv/2016/04/20/parco-marie-anne-erize-cosa-succede-a-tor-bella-monaca/ Roma, Parco Pubblico di via Amico Aspertini, quartiere di Tor Bella Monaca : racconta una storia eloquente del difficile vivere nella Capitale strozzata, immalinconita, umiliata da tutta una serie di sfavorevoli combinazioni che, tuttavia, certificano il definitivo declino. A Roma, ormai i cittadini sono costretti a vivere sotto il "cappio" di tre corde che stanno anestetizzando tutti gli anticorpi possibili : la città è sotto l'assedio del Commissario straordinario Tronca - un nome e un programma - che ha ulteriormente reso difficile la convivenza di chi a Roma è nato e continua a viverci; è la città sommersa da #MafiaCapitale che ha definitivamente scoperto che qui, a queste latitudini, nulla poteva essere deciso senza l'avvallo della mafia. La città vive in un perenne stato di crisi dovuto al crollo verticale dell'economia. E sullo sfondo, in questa situazione del tutto drammatica, la città sta vivendo l'ennesima beffa orchestrata dal "balletto della politica" che, in pratica sta facendo di tutto per non vincere le prossime elezioni, quelle di giugno... Roma, Parco Pubblico di via Amico Aspertini, quartiere Tor Bella Monca, è una storia che racconta ancora una volta cosa significhi vivere in una città soffocata dal degrado istituzionale, sociale e morale. L'amministrazione locale aveva promesso al Centro Anti-violenza che è stato dedicato e intitolato alla memoria della Desaparecida, franco-argentina, Marie Anne Erize - vittima della cosiddetta "Guerra Sucia" dell'ultima dittatura argentina - di intestare il parco pubblico alla memoria di Marie Anne Erize ma, sul più bello, si sono rimangiati la parola data. Per quale motivo? Il motivo è facilmente riscontrabile nella volontà di costruire un'altro supermercato o, peggio, l'ennesimo centro commerciale a dimostrazione che, la denuncia della presidente del Centro Anti-violenza, Stefania Catallo, corrisponde alla nuova situazione, da circa una settimana, il parco è stato recintato. Non solo. Il presidente Maurizio Mattei, titolare della Commissione lavoro del Municipio VI Le Torri, afferma, senza problemi che "...si tratta di un piano di zona 22 e vi dovrebbe essere costruita una piastra commerciale a piano zero". Insomma, siamo alle solite : del resto Roma, negli ultimi 20 anni non ha fatto altro che prestare il fianco alle speculazioni edilizie - grandi e piccole che siano - che hanno soffocato la Città Eterna, nei vari e scandalosi "sacchi di cemento" a danno della comunità collettiva e, dell'ennesimo scippo di un area verde che, appartiene all'intera cittadinanza. "Lo scorso anno - afferma la presidente Stefania Catallo - il nostro Centro Anti-violenza aveva fatto regolare richiesta alle autorità locali competenti per intitolare il Parco alla memoria di Marie Anne Erize e, a tutte le vittime della dittatura civico-militare del Paese Latinoamericano. Eravamo stati ricevuti in data 30 Aprile 2015 dal commissione urbanistica e ambiente dove la richiesta era stasta accolta", dice Stefania Catallo soffermandosi anche sul fatto che, prima del 30A, c'era stata la riunione col presidente del Municipio, Sciopioni. Non solo. La presidente del Centro Anti-violenza aggiunge altri dettagli, confermati anche in un comunicato stampa ufficiale in cui ribadisce : "La richiesta era stata anche accolta positivamente e verbalmente dal direttore del Municipio, Taccioli". Stefania Catallo nel comunicato menziona anche un'altro dettaglio non secondario : "Era stata protocollata la richiesta formale, alla quale avevano aderito tantissime sia dall'Italia sia dall'Argentina. Per seguire l'iter istituzionale, era inoltre stata mandata lettera di richiesta sia dal Centro Anti-violenza che dall'ambasciata argentina, al sindaco Marino". Adesso invece l'amara sorpresa dell'ennesimo scippo di un'area verde da parte delle istituzioni capitoline sempre pronte a favorire le speculazioni edilizie, figurarsi poi se questa avviene a ridosso delle elezioni amministrative per decidere il nuovo sindaco di una Roma sfibrata, grigia, irriconoscibile e allo sbando.
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