Vittoria confermata

Aggiungere il Sud d'Italia nella legge di stabilità.

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Sarebbero 94 i milioni di euro che saranno inseriti all'interno della legge di stabilità per i prossimi tre anni e che serviranno a finanziare ciclovie ad uso turistico e, in particolare, le tre grandi-piccole opere: la ciclovia Venezia-Torino (VenTo), il raccordo Verona-Firenze e il Grande Raccordo Anulare delle Biciclette di Roma (GRAB).

Tutto bene, no?

No, perché basta prendere una cartina geografica per rendersi conto che, ancora una volta, i fondi dello stato centrale saranno distribuiti con grande generosità sulle regioni del centro e del nord Italia, mentre il Meridione sarà lasciato privo anche delle briciole.

Eppure non dovrebbe essere difficile: immaginate di essere un ministro della repubblica di un qualunque paese e che vi venga chiesto di decidere in quale luogo favorire lo sviluppo di attività turistiche all'aria aperta, dove interverreste?

Preferireste regioni in cui il clima consente la fruizione del territorio per 365 giorni l'anno, oppure dove pioggia e neve rendono fruibili i percorsi solo per un paio di mesi l'anno?

Preferireste zone in cui i processi di iperindustrializzazione e cementificazione hanno già divorato il territorio, oppure regioni in cui il turista possa godere di paesaggi ancora incontaminati?

Preferireste intervenire in aree che potrebbero rifiorire grazie al turismo, oppure in zone in cui non mancano industria, artigianato e agricoltura su larga scala?

A Roma, invece, hanno avuto pochi dubbi e con quest'ultimo provvedimento hanno voluto rimarcare ulteriormente l'esistenza (e forse la necessità) di avere un'Italia a due velocità arrivando a penalizzare il sud Italia nonostante questo possieda tutti i requisti per sbaragliare sul fronte del cicloturismo qualunque regione europea.

 Sembra che il motivo di questa scelta derivi dallo stato di avanzamento dei progetti che saranno finanziati in via prioritaria, eppure a Roma sicuramente non sarà sfuggito che esiste un progetto di ciclovia di ben 450 km, tutti in discesa, che, partendo dalla Campania, attraversa la Basilicata e si snoda attraverso tutta la Puglia per arrivare fino a Santa Maria di Leuca salutata da una cascata monumentale: è la Ciclovia dell'Acquedotto Pugliese.

 Dei 450 km complessivi, 250 km sono già fruibili attraverso le strade di servizio dell'Acquedotto Pugliese s.p.a. e molti altri sono in fase di completamento grazie a interventi della Regione e dei comuni attraversati.

 Perché fare finta che questo percorso non esista?

Perché decidere di non valorizzare chi non temerebbe alcuna competizione se messo in condizione di gareggiare ad armi pari?

È per questo che chiediamo al governo di rivedere la propria posizione e di inserire anche la Ciclovia dell'Acquedotto tra le opere di finanziamento prioritario all'interno della legge di stabilità.

Perché il Sud non può rimanere indietro perché qualcuno al nord ha deciso deliberatamente che così deve essere.



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