

Giustizia per Green - Riconoscere la violenza domestica vicaria, anche sugli animali
Il problema
L'uomo che lo ha massacrato il gatto Green, per ritorsione contro la sua fidanzata, ha patteggiato la pena e non andrà in carcere. Questo mentre la Spagna porta avanti una legge che riconosce gli animali come membri della famiglia e punisce la violenza vicaria, quella esercitata per attuare sofferenze al partner.
Non è tollerabile che, mentre il resto d'Europa va avanti, il nostro Paese non punisca severamente chi uccide gli animali, soprattutto nell'ambito di violenza domestica, dove queste azioni sono diffuse.
L’uccisione del gatto Green a Chioggia, finito barbaramente per mano del compagno della sua proprietaria a causa di una cieca e possessiva gelosia, non è un semplice caso di crudeltà isolata, ma la manifestazione di un fenomeno criminale specifico: la violenza vicaria.
In questo atroce episodio, l'animale non è stato solo una vittima, ma un mezzo per infliggere alla donna un dolore straziante e un messaggio di dominio assoluto. Eppure, in Italia, Green e le migliaia di vittime come lui restano invisibili per il diritto. Purtroppo, nel nostro Paese non esiste ancora un riconoscimento giuridico della violenza vicaria, quando essa colpisce gli animali domestici, nonostante la nuova norma approvata nel 2025 che inasprisce le tutele per gli animali.
Questa assenza di legge impedisce di riconoscere e punire chi usa gli affetti più cari per annientare psicologicamente la propria partner, riducendo atti di tortura emotiva a reati minori o frammentati.
Il contrasto con la Spagna è netto e impietoso per la nostra giustizia. Il legislatore spagnolo, attraverso la Legge Organica 8/2021 e la successiva riforma del Codice Penale con la Legge 3/2023, ha ufficialmente riconosciuto che colpire i figli o gli animali domestici costituisce una forma di violenza di genere indiretta ma devastante. In Spagna, gli animali sono considerati per legge "esseri senzienti" e non oggetti, e l'articolo 340 bis del Codice Penale prevede aggravanti specifiche quando il maltrattamento animale è finalizzato a causare danno psicologico a un partner o ex partner. Inoltre, nel 2024, il governo spagnolo ha approvato un nuovo anteprogetto di legge che definisce la violenza vicaria come un reato autonomo, estendendo la protezione non solo ai figli, ma a chiunque (animali inclusi) venga strumentalizzato per colpire la donna nel suo nucleo affettivo.
Chiediamo che l’Italia colmi immediatamente questo vuoto normativo e segua l’esempio spagnolo. Non è più accettabile che la morte di un animale come Green venga trattata come un mero danno patrimoniale o un maltrattamento generico, ignorando la matrice di genere che ne sta alla base. È urgente una riforma che introduca la violenza vicaria nel nostro ordinamento, permettendo ai giudici di riconoscere la pericolosità sociale di chi colpisce gli esseri indifesi per terrorizzare le donne. Chiediamo giustizia per Green e protezione per tutte le donne e gli animali che vivono sotto scacco: la legge deve smettere di essere cieca davanti a questa strategia di terrore e deve iniziare a proteggere ogni forma di vita che viene usata come ostaggio della violenza patriarcale.


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Il problema
L'uomo che lo ha massacrato il gatto Green, per ritorsione contro la sua fidanzata, ha patteggiato la pena e non andrà in carcere. Questo mentre la Spagna porta avanti una legge che riconosce gli animali come membri della famiglia e punisce la violenza vicaria, quella esercitata per attuare sofferenze al partner.
Non è tollerabile che, mentre il resto d'Europa va avanti, il nostro Paese non punisca severamente chi uccide gli animali, soprattutto nell'ambito di violenza domestica, dove queste azioni sono diffuse.
L’uccisione del gatto Green a Chioggia, finito barbaramente per mano del compagno della sua proprietaria a causa di una cieca e possessiva gelosia, non è un semplice caso di crudeltà isolata, ma la manifestazione di un fenomeno criminale specifico: la violenza vicaria.
In questo atroce episodio, l'animale non è stato solo una vittima, ma un mezzo per infliggere alla donna un dolore straziante e un messaggio di dominio assoluto. Eppure, in Italia, Green e le migliaia di vittime come lui restano invisibili per il diritto. Purtroppo, nel nostro Paese non esiste ancora un riconoscimento giuridico della violenza vicaria, quando essa colpisce gli animali domestici, nonostante la nuova norma approvata nel 2025 che inasprisce le tutele per gli animali.
Questa assenza di legge impedisce di riconoscere e punire chi usa gli affetti più cari per annientare psicologicamente la propria partner, riducendo atti di tortura emotiva a reati minori o frammentati.
Il contrasto con la Spagna è netto e impietoso per la nostra giustizia. Il legislatore spagnolo, attraverso la Legge Organica 8/2021 e la successiva riforma del Codice Penale con la Legge 3/2023, ha ufficialmente riconosciuto che colpire i figli o gli animali domestici costituisce una forma di violenza di genere indiretta ma devastante. In Spagna, gli animali sono considerati per legge "esseri senzienti" e non oggetti, e l'articolo 340 bis del Codice Penale prevede aggravanti specifiche quando il maltrattamento animale è finalizzato a causare danno psicologico a un partner o ex partner. Inoltre, nel 2024, il governo spagnolo ha approvato un nuovo anteprogetto di legge che definisce la violenza vicaria come un reato autonomo, estendendo la protezione non solo ai figli, ma a chiunque (animali inclusi) venga strumentalizzato per colpire la donna nel suo nucleo affettivo.
Chiediamo che l’Italia colmi immediatamente questo vuoto normativo e segua l’esempio spagnolo. Non è più accettabile che la morte di un animale come Green venga trattata come un mero danno patrimoniale o un maltrattamento generico, ignorando la matrice di genere che ne sta alla base. È urgente una riforma che introduca la violenza vicaria nel nostro ordinamento, permettendo ai giudici di riconoscere la pericolosità sociale di chi colpisce gli esseri indifesi per terrorizzare le donne. Chiediamo giustizia per Green e protezione per tutte le donne e gli animali che vivono sotto scacco: la legge deve smettere di essere cieca davanti a questa strategia di terrore e deve iniziare a proteggere ogni forma di vita che viene usata come ostaggio della violenza patriarcale.


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Petizione creata in data 21 dicembre 2025