Sindaco Sala: un trasgressore in viale Testi a Milano non è una vacca da mungere!!

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Egregio signor sindaco Giuseppe Sala,

la mobilità a Milano è un diritto ed è una risorsa. Ma è una risorsa  per la città di Milano, nella quale ogni giorno affluiscono 700mila pendolari, o è una risorsa per le casse municipali?

Dall’11 dicembre sono attivi 2 autovelox lungo viale Fulvio Testi, uno per ogni senso di marcia, che ad oggi risulta abbiano multato qualche migliaio di cittadini, qualcuno anche 30 volte!! (no, non è un errore di battitura). Molti di loro non sono cittadini milanesi, non sono suoi elettori, ma vogliamo confidare che democratico non sia stata  solo un’etichetta che ha utilizzato come taxi per arrivare dove è ma che  democratico si dimostri effettivamente. E comunque quegli avutovelo ricadono sotto la sua responsabilità amministrativa, essendo stati posti in funzione con determinazione dell’11 dicembre 2017 dalla Direzione Mobilità del Comune di Milano.

Lei che è stato il responsabile di Expo converrà che chi viene da fuori è una ricchezza per Milano, vuole forse dimostrare che si tratta di una ricchezza meramente erariale per le casse del Comune di Milano?

Non si intende qui mettere in discussione la sicurezza della viabilità, che è obiettivamente una condizione della mobilità. Ma quale effetto di prevenzione, di instradamento verso una corretta educazione stradale, pensa di ottenere consentendo di multare 2 volte nell’arco della stessa giornata lo stesso conducente, quando poi quelle multe gli vengono recapitate a settimane di distanza? I tempi di consegna, certo, peccato che nel frattempo l’ignaro e malaccorto conducente abbia fatto in tempo a prendere chissà quante altre multe: l’efficacia preventiva ed educativa della sanzione non può che accompagnarsi alla tempestività con la quale essa è consegnata al destinatario, rendere noto il ‘misfatto’ compiuto a settimane di distanza vanifica quell’efficacia (sentenza 1835/2015 del giudice di pace di Parma: «la funzione educativa della sanzione non può esercitarsi sul soggetto fintantoché questi non sia stato reso edotto della sanzione erogata). Lascia solo il dubbio che si voglia trasformare una delle vie di accesso alla città in una ‘tonnara’, in cui pescare a mani basse, in barba a ogni certezza del diritto. E suscita di conseguenza un senso di distacco e di ribellione degli amministrati (tosati?) verso gli amministratori.

Noi non discutiamo di aver contravvenuto alla legge, ma come cittadini - in teoria sovrani, in uno Stato di diritto che si fregia di essere una democrazia - chiediamo di godere di quella certezza del diritto, sanzioni comprese, di cui invece non abbiamo avuto alcuna prova da parte della sua amministrazione dallo scorso dicembre.

Le obiezioni che si possono sollevare, sulla legittimità della determinazione, sui tempi e la correttezza delle segnalazioni, sulla disparità con analoghe vie d’accesso (cos’ha di diverso viale Fulvio Testi, da via Palmanova, strada che attraversa un contesto urbano ma per la quale il limite è di 70 km/h?) sono innumerevoli e sappiamo che non si farà sfuggire l’occasione di prestarci ascolto.Ma noi chiediamo di più: chiediamo il diritto di riparare agli errori che abbiamo commesso ma anche il diritto di essere rispettati, chiediamo che i nostri torti non siano cavalcati per fare cassa di continuo additandoci come irresponsabili e reprimendi. Una colpa l’abbiamo sicuramente avuta, ma non siamo stati messi in grado di non ripeterla. Non per questo possiamo essere messi all’indice e tartassati. Giovanni Falcone disse che ‘mascariare’ (mettere all’indice) una persona era il primo passo per toglierlo di mezzo. Non ha bisogno che le si spieghi chi volesse ‘mascariare’ Falcone e come sia stato tolto di mezzo.



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