

Per un’università delle competenze, un’università interdisciplinare
Il problema
Un mondo in costante evoluzione richiede competenze trasversali e capacità riflessive e d’intervento flessibile di fronte alle sfide complesse del nostro presente e del futuro. Le ‘riforme di sistema’ dell’Università italiana, sebbene abbiano favorito una maggiore apertura all’esterno della realtà accademica, non sono ancora state in grado di colmare il divario con le competenze richieste dal mercato del lavoro. Tra gli interventi di immediata attuazione, è necessario quanto prima procedere con l’abrogazione dell’articolo 142 del regio decreto 1592/1933, che pone il divieto di conseguire contemporaneamente due titoli accademici (doppio titolo di laurea / laurea e master universitario), possibilità finora consentita solo con accordi stipulati tra atenei italiani e stranieri (double degree). Gli effetti positivi di questo intervento si rifletterebbero, in modo immediato, sulla maggiore mobilità di studenti tra le facoltà di uno stesso Ateneo e tra i diversi atenei italiani, contributo positivo per la scambio culturale e l’arricchimento del tessuto sociale del Paese. Inoltre, a partire da una misura ad hoc, si potrebbe aprire un dibattito di più ampia portata che vada dalla necessità di un maggior orientamento interdisciplinare dell’offerta formativa al dialogo tra discipline scientifiche e umanistiche, nell’ottica di una formazione e di una ricerca nell’Università italiana sempre più consapevoli e capaci di restituire la complessità del mondo contemporaneo. Per riprendere le sue parole a sostegno della presente proposta, signor ministro Bussetti, è necessario assicurare «una interdisciplinarietà del sapere per creare figure professionali che meglio rispondano alla variabilità e complessità del mondo del lavoro».
Ringraziandovi per l’attenzione, mi auguro possiate prendere in considerazione e discutere in modo fattivo il presente appello.
Cordiali saluti e un augurio di buon lavoro,
Michele Valente

Il problema
Un mondo in costante evoluzione richiede competenze trasversali e capacità riflessive e d’intervento flessibile di fronte alle sfide complesse del nostro presente e del futuro. Le ‘riforme di sistema’ dell’Università italiana, sebbene abbiano favorito una maggiore apertura all’esterno della realtà accademica, non sono ancora state in grado di colmare il divario con le competenze richieste dal mercato del lavoro. Tra gli interventi di immediata attuazione, è necessario quanto prima procedere con l’abrogazione dell’articolo 142 del regio decreto 1592/1933, che pone il divieto di conseguire contemporaneamente due titoli accademici (doppio titolo di laurea / laurea e master universitario), possibilità finora consentita solo con accordi stipulati tra atenei italiani e stranieri (double degree). Gli effetti positivi di questo intervento si rifletterebbero, in modo immediato, sulla maggiore mobilità di studenti tra le facoltà di uno stesso Ateneo e tra i diversi atenei italiani, contributo positivo per la scambio culturale e l’arricchimento del tessuto sociale del Paese. Inoltre, a partire da una misura ad hoc, si potrebbe aprire un dibattito di più ampia portata che vada dalla necessità di un maggior orientamento interdisciplinare dell’offerta formativa al dialogo tra discipline scientifiche e umanistiche, nell’ottica di una formazione e di una ricerca nell’Università italiana sempre più consapevoli e capaci di restituire la complessità del mondo contemporaneo. Per riprendere le sue parole a sostegno della presente proposta, signor ministro Bussetti, è necessario assicurare «una interdisciplinarietà del sapere per creare figure professionali che meglio rispondano alla variabilità e complessità del mondo del lavoro».
Ringraziandovi per l’attenzione, mi auguro possiate prendere in considerazione e discutere in modo fattivo il presente appello.
Cordiali saluti e un augurio di buon lavoro,
Michele Valente

I decisori




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Petizione creata in data 22 aprile 2019