Petition updateSalviamo gli Alberi del Campus Bassini del Politecnico di MilanoSi è tenuta la Conferenza di Ateneo richiesta da 150 docenti
Arianna AzzellinoSan Donato milanese, Italy
Nov 16, 2019

In occasione della Conferenza di Ateneo che, molto partecipata si è tenuta lo scorso 14.11.2019, molti sono stati gli interventi e le richieste di chiarimento e revisione del Progetto rivolte al Rettore e all’Ateneo e sono stati toccati i seguenti temi:

1. Il tema dell’immagine di un Politecnico che si fa bandiera della sostenibilità e poi si rende protagonista di un intervento edilizio spregiudicato, degno del peggiore dei palazzinari

2. Il tema delle compensazioni previste, largamente insufficienti: a fronte di quasi 9000 mq di verde che sarà perduto e di 140-160 alberi che saranno abbattuti, si promette il recupero dell’area dell’ex-Cesnef di Nucleare per la creazione di un parco di 4000 mq e a nuova messa a dimora di 62 alberi - che potrà essere utilizzata però solo dopo chiusura della procedura di decommissioning del reattore sperimentale che vi era istallato, i cui tempi sono del tutto incerti (potrebbe anche volerci 10-20 anni).

3. La richiesta di chiarimenti sull’istruttoria del progetto che, stando a quanto ricostruito da alcuni senatori, dopo una prima discussione e approvazione avvenuta in Senato nel 2014, con una previsione di volumetrie e un impatto sul parco del Campus Bassini significativamente inferiore rispetto al progetto attuale, fosse diventato invece quell’edificio enorme (l'immagine qui allegata riporta il rendering della vista dell'Edificio in costruzione dalla via Bassini) che andrà a distruggere integralmente l’area verde del Campus Bassini. Un ulteriore punto nebuloso dell’istruttoria è il costo della struttura lievitato da 37.5 a più di 40 milioni di euro e il ruolo della Commissione Infrastrutture istituita dal Senato che si è riunita in 3 anni solo 3 volte e i cui verbali sembrano quasi lasciar presupporre che il progetto del nuovo edificio non sia mai cambiato dal 2014 data dell’ultima delibera del Senato all’approvazione dei costi legati all’edificio avvenuta in Consiglio di Amministrazione nel 2018.

4. Il tema della comunicazione del progetto, risultata del tutto inesistente per buona parte della comunità Politecnica e quasi nascosta sotto l’ombra del progetto Renzo Piano di riqualificazione dell’area Bonardi.

A tutte queste domande il Rettore con un intervento finale che ha posto fine alla Conferenza, senza possibilità di contraddittorio, ha evitato di fornire risposta salvo il sottolineare un guadagno netto di verde atteso dall’intera riqualificazione del Campus Leonardo di 2000 mq (nulla rispetto a quanto perso) e la messa a dimora di più di 400 alberi che non si riesce a capire dove verrà fatta vista l’esiguità delle aree a verde previste. Anche sul fronte economico il Rettore ha negato che vi fossero state delle modifiche significative rispetto alla previsione iniziale e ha glissato sulle ragioni che avrebbero comportato la modifica sostanziale della volumetria dell’edificio così come sul tema della valutazione delle alternative. Infine, sulla comunicazione ha dichiarato che, nella sua percezione, questa sia invece stata fatta esaustivamente, persino in Consiglio di Zona 3, anche se il tema della distruzione del Parco Bassini per far posto al nuovo edificio non è mai stato debitamente evidenziato in precedenza in nessuno degli eventi dedicati al riassetto del Campus Leonardo e i residenti della zona non sono minimamente informati di quanto sta per succedere. Il cantiere per l’abbattimento degli alberi è già partito e solo le agitazioni interne dell'Ateneo lo hanno momentaneamente fermato.  

Lunedì 18.11.2019 la vicenda verrà portata nuovamente in Senato dove si proverà a chiedere nuovamente ai Senatori di rivalutare almeno in parte il progetto in un’ottica di minimizzazione e reale compensazione del verde che sarà perduto ma l’atteggiamento del Rettore visto alla Conferenza di Ateneo purtroppo non lascia presupporre troppe aperture.

Sempre lunedì 18.11.2019 studenti e docenti stanno organizzando un presidio in Piazza Leonardo da Vinci, davanti alla sede del Rettorato  dove il Senato Accademico sarà riunito per valutare la richiesta di ripensamento sostenuta dai 150 docenti. 

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