GIU' LE MANI DAL PATRIMONIO UNESCO DELLA SARDEGNA

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Il problema

GIÙ LE MANI DAL PATRIMONIO UNESCO!

NO ALLA LEGGE CHE AGGREDISCE NURAGHI E DOMUS DE JANAS

Petizione popolare per IMPUGNARE DAVANTI ALLA CORTE COSTITUZIONALE la legge che DEVASTA e le zone di protezione dei patrimoni UNESCO, LA REGGIA NURAGICA DI BARUMINI E LE DOMUS DE JANAS, ai grandi impianti eolici e fotovoltaici

Destinatari:

UNESCO – Centro del Patrimonio Mondiale e Comitato del Patrimonio Mondiale
Presidente della Regione autonoma della Sardegna
Presidenti di tutte le Regioni
Governo e Parlamento della Repubblica italiana


Un gravissimo attacco al patrimonio dell'umanità

Il Parlamento italiano ha approvato una legge che modifica profondamente le regole di protezione delle zone cuscinetto dei siti riconosciuti Patrimonio Mondiale UNESCO

Una scelta gravissima che mette a rischio la tutela di luoghi unici al mondo e apre nuovi scenari di trasformazione industriale nei territori destinati alla loro salvaguardia

Con la conversione del decreto-legge n. 157 del 2026, il Parlamento ha modificato l'articolo 11-quinquies del decreto legislativo n. 190 del 2024

Prima nelle zone di protezione UNESCO erano ammessi soltanto gli interventi previsti dall'allegato A

Adesso vengono ammessi anche quelli degli allegati B e C, compresi grandi impianti eolici e fotovoltaici, nelle zone cuscinetto di tutela del patrimonio UNESCO 

E' stata rimossa una limitazione legislativa che prima escludeva queste categorie di interventi

Nuraghi e Domus de Janas, una civiltà da difendere

La Sardegna custodisce testimonianze straordinarie di una civiltà millenaria

Su Nuraxi di Barumini, patrimonio UNESCO dal 1997, rappresenta uno dei simboli più importanti della civiltà nuragica

Le Domus de Janas, riconosciute Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2025, testimoniano una cultura preistorica di eccezionale valore universale

Questo patrimonio non appartiene soltanto alla Sardegna, appartiene all'intera umanità

La transizione energetica non può trasformarsi in una devastazione della tutela dei beni culturali e archeologici

Non si può chiedere al mondo di riconoscere e proteggere la nostra civiltà millenaria e contemporaneamente approvare norme che ampliano gli interventi industriali nelle aree destinate alla sua salvaguardia

La legge deve essere contestata davanti alla Corte costituzionale

L'articolo 9 della Costituzione tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione

La Convenzione UNESCO del 1972, ratificata dall'Italia con legge n. 184 del 1977, impegna lo Stato a identificare, proteggere, conservare e trasmettere alle future generazioni i patrimoni di valore universale eccezionale

In Sardegna, alla questione della tutela culturale e paesaggistica si aggiunge quella delle competenze urbanistiche riconosciute dallo Statuto speciale di autonomia

L'intervento legislativo dello Stato richiede pertanto una rigorosa verifica di legittimità costituzionale, anche in relazione agli articoli 9, 117 e 127 della Costituzione e alle competenze delle Regioni

La nuova legge deve essere immediatamente impugnata davanti alla Corte costituzionale

Il tempo è limitato

L'articolo 127 della Costituzione stabilisce il termine di 60 giorni dalla pubblicazione della legge per proporre il ricorso regionale

CHIEDIAMO INTERVENTI IMMEDIATI 

ALL'UNESCO

Di attivare con urgenza gli strumenti di verifica e monitoraggio previsti dalla Convenzione sul Patrimonio Mondiale, richiedendo allo Stato italiano chiarimenti sulle conseguenze della nuova legge e sulle garanzie di conservazione dei siti riconosciuti

Di valutare i possibili effetti degli interventi energetici sul valore universale eccezionale, sull'integrità, sull'autenticità e sulle zone di protezione dei siti UNESCO

AL PRESIDENTE DELLA REGIONE SARDEGNA

Di promuovere senza indugio, attraverso gli organi regionali competenti, un ricorso alla Corte costituzionale contro le disposizioni della nuova legge che possano ledere le competenze statutarie della Sardegna

Di assumere ogni iniziativa istituzionale necessaria per difendere Barumini, le Domus de Janas e l'intero patrimonio archeologico e paesaggistico dell'Isola

AI PRESIDENTI DI TUTTE LE REGIONI

Di verificare immediatamente l'incidenza della legge sui siti UNESCO presenti nei rispettivi territori e di promuovere, quando ricorrano i presupposti costituzionali, propri ricorsi davanti alla Corte costituzionale

Di coordinare un'iniziativa comune per il ripristino delle garanzie di protezione dei patrimoni dell'umanità

AL GOVERNO E AL PARLAMENTO

Di abrogare la disposizione che estende agli interventi degli allegati B e C la possibilità di realizzazione nelle zone cuscinetto UNESCO, ripristinando la precedente limitazione legislativa

Di assicurare che le esigenze della produzione energetica non prevalgano sulle necessità di conservazione dei siti riconosciuti patrimonio mondiale

UNA MOBILITAZIONE POPOLARE SENZA CONFINI

Questa petizione è un appello alla responsabilità di tutti

Alle istituzioni, ai Comuni, agli studiosi, agli archeologi, alle associazioni culturali e ambientaliste, alle università, ai cittadini

La tutela del patrimonio dell'umanità non può essere subordinata agli interessi economici di chi vuole devastare questi territori

I patrimoni UNESCO sono irripetibili

Una volta compromessi, nessuna compensazione economica potrà restituire loro il valore perduto

Chiediamo una mobilitazione civile e istituzionale immediata affinché questa modifica legislativa venga cancellata e le garanzie di conservazione siano pienamente ristabilite

LE REGIONI AGISCANO ENTRO I 60 GIORNI PREVISTI DALLA COSTITUZIONE

L'UNESCO VERIFICHI URGENTEMENTE I RISCHI PER I SITI PROTETTI

IL PARLAMENTO CANCELLI LA NORMA CHE AMPLIA GLI INTERVENTI NELLE ZONE CUSCINETTO

GIÙ LE MANI DAL PATRIMONIO UNESCO!
NO ALLA LEGGE CHE AGGREDISCE NURAGHI E DOMUS DE JANAS

DIFENDIAMO LA NOSTRA STORIA E IL PATRIMONIO DELL'INTERA UMANITA'

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Mauro PiliPromotore della petizioneGIORNALISTA D'INCHIESTA

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