Salviamo lo sport dal doping: chiediamo la radiazione a vita!

0 hanno firmato. Arriviamo a 100.


Chi fa uso di doping tradisce il principio della lealtà sportiva, che rappresenta e riassume in sé l’intera etica dello sport.

Cosa chiediamo di ottenere:
Chiediamo la radiazione a vita dei dopati come deterrente.

Piccoli, grandi, enormi fori dilaniano la grande tela dello sport, eclissando etica e principi di lealtà, rettitudine e correttezza. Morti sospette, casi di doping, inchieste, perquisizioni, arresti e condanne rimbombano come macigni lungo le strade del  movimento sportivo che ha il potere di bucare gli schermi con i suoi lati oscuri che gettano inquietanti ombre sulla lucentezza dei suoi migliori traguardi, della sua lunga e grande storia, del suo futuro.

Il ruolo dello sport:

Considerato il prezioso ruolo che lo sport ricopre all’interno della società, sancito e tutelato anche nella “Carta Europea dello Sport” del 1992, garantirne l’etica e perseguirne i principi è fondamentale affinché continui ad essere un ambiente sano in cui crescere e confrontarsi, senza far vacillare il suo essere un esempio di vita.

I dati del doping nello sport in Italia:
Da www.nadoitalia.it - report statistico anti-doping Nado Italia Anno 2017

Ripartizione esiti avversi riscontrati nei campioni anno 2017
FCI - Ciclistica: 11
FIDAL - Atletica: 10
FIGC - Calcio: 7
FIPE - Pesistica: 5
FIDAF - American Football: 4
FIR - Rugby: 3
FIS - Scherma: 2
FIN - Nuoto: 2
FITARCO - Tiro con l’Arco: 2
FIWuK - Wushu-Kung Fu: 2
FIPAV - Pallavolo: 2
FISR - Sport Rotellistici: 2
FPI - Pugilistica: 2
FIGB - Bridge: 2
FIP - Pallacanestro: 2
FISI - Sport Invernali: 1
FIH - Hockey: 1
FIGH - Handball: 1
FITRI - Triathlon: 1
FIM - Motonautica: 1
FIT - Tennis: 1
FIPE-CIP - Pesistica Paralimpica: 1
FIC - Canottaggio: 1
FICK - Canoa Kayak: 1

CSI - Centro Sportivo Italiano: 2
ASC - Attività Sportive Confederate: 3
FIGEST - Giochi e Sport Tradizionali: 1
ACSI - Associazione Centri Sportivi Italiani: 5
UISP - Unione Italiana Sport per Tutti: 1
CSAIN - Centri Sportivi Aziendali Industriali: 5
CSEN - Centro Sportivo Educativo Nazionale: 3
ASI - Associazioni Sportive Sociali Italiane: 4
CNS LIBERTAS: 1
AICS - Associazione Italiana Cultura Sport: 1
FINA - Federazione Internazionale di Nuoto: 1
IAAF - Associazione Internazionale Federazioni Atletica: 1
IWUF - Federazione Internazionale Wushu: 2

TOTALE 97

Lo sport e il doping
In Italia il doping è un reato penale. Infatti, il reato di "frode sportiva" è stato introdotto con l'art. 1 della Legge n. 401 del 13 dicembre 1989, in modo da superare le difficoltà applicative del più generale delitto di truffa (art. 640 codice penale). Successivamente, il Parlamento italiano emanò una legge specifica nel 2000.

È infatti del 14 dicembre 2000 la legge n. 376 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping", che consente un'individuazione precisa del fenomeno doping e permette di colpire più efficacemente una pratica che in precedenza era sanzionabile solo sul piano sportivo. La definizione di doping è data dall'art. 1 comma 2 che recita:

« Costituiscono doping la somministrazione o l'assunzione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l'adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell'organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti »

Con l'art.3 la legge istituisce presso il Ministero della sanità la Commissione per la vigilanza ed il controllo sul doping e per la tutela della salute nelle attività sportive, stabilisce nell'art.4 che il controllo sanitario sulle competizioni e sulle attività sportive individuate dalla Commissione è svolto da laboratori accreditati e pagati dal CIO, ma sottoposti alla vigilanza dell'Istituto superiore di sanità.
Con l'art.7 la legge stabilisce che le confezioni di tutti i farmaci in commercio, ma inseriti nella lista di quelli con effetto dopante, devono recare un apposito contrassegno di "doping" e nel foglio illustrativo una sezione sulle "Precauzioni per coloro che praticano attività sportiva".

Dal punto di vista penale la legge 376/2000 commina la reclusione da tre mesi a tre anni e una sanzione pecuniaria sia a chiunque procura ad altri, somministra, assume o favorisce l'utilizzo di sostanze dopanti sia a chi adotta o si sottopone alle pratiche mediche al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti (art.9).

Viene punito anche chi commercia i farmaci o le sostanze con effetto dopante attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico. La pena è aumentata se dall'uso deriva un danno per la salute, in caso di soggetti minorenni, se il fatto è commesso da un componente o da un dipendente del CONI o di una federazione sportiva nazionale, di una società, di un'associazione o di un ente riconosciuti dal CONI (art.9).

Non ho mai sentito dire però che un'atleta dopato abbia scontato un giorno di reclusione, al massimo una squalifica, spesso patteggiata e scontata la pena inflittagli può tornare a gareggiare.
Non voglio fare il cattivo e l'intransigente (come invece sono), però penso che qualcosa in più si dovrebbe garantire a tutti gli atleti che gareggiano lealmente nei limiti consentiti.

Ci aveva provato la Federciclismo ...
Una ciclista pro di livello internazionale nel 2009 era stata infatti squalificata per una positività riscontrata nel 2008. La ciclista scontava regolarmente la pena inflittale e successivamente riprendeva l’attività agonistica prendendo regolarmente parte alle varie competizioni con il club di appartenenza e con la nazionale azzurra. Nel maggio del 2011, tuttavia, la Federciclismo vietava la partecipazione ai campionati italiani e la maglia azzurra agli atleti sanzionati per doping traendo spunto dalla cosiddetta “Osaka rule”, la regola 45 della Carta olimpica che disciplinava la partecipazione degli atleti ai Giochi olimpici. Una norma che ha di fatto impedito alla ciclista di gareggiare e che le ha sbarrato la porta della Nazionale e quindi la possibilità di giocarsi la qualificazione per le Olimpiadi di Londra 2012.
La Regola 45 della Carta Olimpica veniva però dichiarata invalida e inapplicabile dal Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna con sentenza del 4 ottobre 2011, e, successivamente, anche il Comitato Olimpico Internazionale, in ottemperanza alla pronuncia del Tas, provvedeva a rimuovere la norma in questione. A livello dell’ordinamento sportivo ciclistico italiano, tuttavia, permaneva la limitazione introdotta nel maggio 2011.
La ciclista ha dunque svolto un ricorso basando la richiesta di annullamento della norma regolamentare della FCI sul concetto della violazione del principio di irretroattività delle sanzioni, sancito dal codice penale italiano e dalla Costituzione. Tale principio prevede che la legge non possa disporre che per l’avvenire: essa non ha effetto retroattivo e soprattutto nessuno può essere punito se non in forza di una legge entrata in vigore prima del fatto commesso.

La parola al legale
Come abbiamo visto la Federciclismo e i Comitati Regionali nulla possono per inasprire ulteriormente le pene scontate dagli atleti dopati ma forse le società e gli organizzatori potrebbero fare qualcosa: se nel regolamento di una manifestazione/gara è prevista l'esclusione di una squadra o atleta che è stato macchiato di doping, l'organizzatore può escluderli. Anche se il regolamento Federale ed Internazionale prevede che per determinati tipi di illeciti come il doping ci siano delle sanzioni che una volta scontate, atleti e società possono partecipare alle gare senza alcuna discriminazione.

Per concludere
Chi fa uso di sostanze non consentite o le assume in quantità eccessiva e non permessa non merita di praticare lo sport agonistico. Noi crediamo che l'unico deterrente sia la radiazione da tutto lo sport agonistico.
Da un sondaggio effettuato sul nostro sito web www.cicliste.eu è risultato dalla (quasi) unanimità dei votanti ha chiesto la radiazione come deterrente. Concedere sconti di pena significa, a nostro avviso, giustificare chi compete slealmente.
Lo sport deve ritornare ad essere un sano stile di vita e di esempio per tutti.

Walter Pettinati & Ilenia Milanese

 



Oggi: Cicliste.eu conta su di te

Cicliste.eu ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Giovanni Malagò: Salviamo lo sport dal doping: chiediamo la radiazione a vita!". Unisciti con Cicliste.eu ed 80 sostenitori più oggi.