

A Sanremo, gli artisti in gara e i loro ospiti, nella serata dedicata ai duetti, giovedì 4 marzo, hanno portato sul palco i simboli della campagna che vuole tenere alta l’attenzione su uno dei settori più penalizzati dagli effetti della pandemia. La Fondazione Centro Studi Doc aderisce alla campagna.
Lo spettacolo dal vivo è un settore che da tempo necessita di una riforma strutturale e di un cambio di percezione volto a riconoscerne il valore culturale, produttivo - in termini economici e occupazionali - e sociale - come elemento di aggregazione e presidio di città, province e periferie.
La pandemia è stata e continua ad essere per il settore culturale un acceleratore di consapevolezza: senza un intervento definitivo e il più possibile unitario, le conseguenze di questa crisi saranno drammatiche e avranno ricadute insostenibili sulla vita dei lavoratori, sulla salute dell’intero settore e sul PIL del nostro paese.
In questi lunghi mesi caratterizzati dallo stop forzato delle attività culturali abbiamo preso atto che teatri, cinema, sale da concerto e in generale gli spazi culturali, nonostante si siano dimostrati luoghi sicuri, sono costantemente considerati attività produttive sacrificabili.
Avvertiamo sempre più forte quanto questo settore abbia bisogno di essere compreso e considerato dalle istituzioni per poter ottenere un riconoscimento sociale e economico congruo a quanto produce.
È passato un anno. Non c’è più tempo. È tempo di agire.