Mise à jour sur la pétition#nessunoescluso Appello per sostegno urgente ai lavoratori dello spettacoloStima dell'impatto economico dell'emergenza Coronavirus sul mondo dello spettacolo
Fondazione Centro Studi Doc
11 Mar 2020

All'attenzione dei sostenitori dell'Appello per sostegno urgente ai lavoratori dello spettacolo:

In questi giorni sempre più drammatici, la Fondazione Centro Studi Doc ha elaborato una stima sull’impatto economico del Coronavirus sul mondo dello spettacolo. Ad oggi, sono circa 340.000 i lavoratori fermi e, considerando tutta la filiera, si stima una perdita di 8 miliardi in un solo mese di fermo. In una situazione sempre più disperata, si chiedono con ancora più urgenza al Governo misure a sostegno del settore.

In primo luogo, è stato stimato il numero di lavoratori fermi in questo momento. Estrapolando i dati della cooperativa Doc Servizi, la più grande cooperativa nel settore dello spettacolo in Italia, e confrontandosi con i suoi esperti, la Fondazione ha scoperto che dall’emanazione dell’ultimo decreto vi è tra il 76 e l’80% di lavoratori fermi nel settore dell’eventistica live (fiere, teatro, concerti di ogni tipo, convegnisti, ecc.). Togliendo anche tutte le attività sportive si arriva molto probabilmente al 90% di lavoratori fermi. Il 10% rimanente corrisponde ai lavoratori impegnati nel settore televisivo a porte chiuse, che comunque sta attivando a sua volta le prime cancellazioni. 

Per capire di quante persone si tratta concretamente si possono utilizzare diversi dati di partenza. Nel 2018 i lavoratori Inps ex-Enpals recensiti (cioè che hanno fatto almeno una giornata in chiaro come lavoratori dello spettacolo) erano 324.614. Questo significa che al momento non stanno lavorando poco meno di 300.000 persone.

Se si considerano invece i numeri del 2019 della Fondazione Symbola, che include tutti lavoratori della “event industry”, il numero di lavoratori impiegati nel 2019 era di 416.080 addetti. Questo porta il numero di persone che oggi non stanno lavorando a circa 374.000

In questo momento, dunque, a seconda delle stime, ci sono tra le 300.000 e le 380.000 persone legate al mondo dello spettacolo e della cultura che in Italia non stanno lavorando.

A partire da questo dato, la Fondazione Centro Studi Doc ha realizzato anche la stima dell’impatto economico sul settore spettacolo a causa dello stato di emergenza per il Coronavirus.

Sin dai primi giorni, la SIAE ha stimato che l’impatto economico del Coronavirus sullo spettacolo sia stato di oltre 10 milioni di euro di mancato incasso al botteghino dei teatri. Questi dati si riferiscono solo alle regioni interessate nella settimana dal 24 febbraio al 1° marzo con 7.700 spettacoli cancellati. La SIAE aggiunge poi oltre 3 milioni di euro a settimana per la chiusura delle sale cinematografiche.

La Fondazione Centro Studi Doc ha deciso di provare ad allargare le stime di SIAE, che si riferiscono solo allo sbigliettamento, considerando i numeri di tutta la “event industry”. Secondo Fondazione Symbola, la event industry include tutte le attività delle performing arts, quindi gli eventi di spettacolo (teatri, concerti, ecc.) e anche tutti servizi culturali (musei, mostre, ecc.).

Per una stima dell’impatto economico dell’emergenza Coronavirus sul settore spettacolo, sono usati ancora i dati di Fondazione Symbola. Nell’ultimo report, il settore incide per il 6,8% sulle attività economiche del Paese, per un totale di 96 miliardi di euro nel 2019. Facendo una stima, questo significa che solo in un mese di blocco l’intero comparto può perdere – considerando il blocco fino al 5 aprile – fino a 8 miliardi di euro

Si tratta di un numero calcolato senza contare le perdite già avvenute fino a oggi per le cancellazioni di eventi in zone che erano rosse, gialle e in Italia in generale a causa delle restrizioni precedenti. 

Inoltre, considerando l’effetto a cascata di questa crisi che ha portato al rinvio e, nel peggiore dei casi, all’annullamento di eventi in programma in tutta Italia anche nei mesi successivi sin dal decreto del 25 febbraio scorso, le cifre sono da considerare ancora più alte se si guarda in prospettiva ai prossimi mesi.

Vi scriviamo perché è sempre più importante continuare a firmare e diffondere la petizione per farsi sentire, soprattutto in questi giorni che il Governo è nel pieno delle decisioni su come stanziare i fondi che ha messo a disposizione per l’emergenza, anche grazie alla breccia aperta dall’Unione Europea. È fondamentale che per contrastare gli effetti dell’impatto economico dello stato di emergenza sullo spettacolo, anche i lavoratori e le imprese dello spettacolo non siano dimenticati e quindi è sempre più necessario far sentire la propria voce.

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