

Si è aperta ormai una vera stagione di guerra verso tutti gli animali selvatici ed è arrivato il momento di farci sentire, non solo dimostrando il nostro sdegno sui social ma denunciando quanto accade alle autorità competenti.
Ringrazio sentitamente l’avvocata Patrizia d'Elia Palmieri
per essersi immediatamente e gratuitamente messa a disposizione per redarre l’esposto che segue.
Questo si può presentare in due modi:
Di persona presso il più vicino comando di Polizia o Carabinieri, oppure telematicamente, attraverso l’avvocata d’Elia che lo farà gratuitamente, inviandole una mail a
animalaiuto@gmail.com
o contattandola per telefono al numero 335 267975
Penso che più facile di così non possa essere!
Quindi Forza, Coraggio e Azione!
Condividiamo e invitiamo a denunciare!
Testo da copiare e incollare in caso di presentazione fisica
Potete fare delle piccole modifiche aggiungendo il vostro personale stato d’animo evitando insulti.
Potete modificare il testo in base al vostro sesso.
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ALL’ILLUSTRISSIMA PROCURA
PRESSO IL TRIBUNALE DI LUCCA
ESPOSTO
Io sottoscritta ………………………………………………………………………….. nata a ………………….. il ……………………
C.F. …………………………….residente a ………………………….. in via …………………………………………….
CAP ………..
Premesso
* Che, sono un animalista convinta e mi prodigo per diffondere il rispetto e la protezione anche della fauna selvatica oltre che degli animali da compagnia e da reddito;
* che, sono venuta a sapere, anche tramite i giornali che ne hanno dato rilievo, di un evento di rara brutalità avvenuto a Massarosa, Zona Piano di Mommio, (LU) per la malvagità dell'azione posta in essere, ove un povero giovanissimo cinghiale ferito da un pregresso investimento stradale, è stato ucciso con un'arma da fuoco da un agente della provinciale.
* Il cinghialetto si trovava in un canale ove era caduto e, trovandosi ferito, non poteva né uscire dall'acqua del rio né, in alcun modo, allontanarsi di lì.
* Che non vi era quindi il benché minimo pericolo che l'animale, così come si trovava, dolorante e infreddolito dopo una notte passata in acqua, potesse arrecare danni a persone o cose.
* Che, perdippiù, già una associazione animalista si stava interessando a che l'animale venisse raccolto e curato, senza spese per la P.A. E con l'aiuto dei vari volontari.
* Che era quindi possibile ed auspicabile una soluzione alternativa all'abbattimento del povero cinghialetto, dato che ci sarebbe stato chi si sarebbe occupato di lui ed avrebbe fatto effettuare, da un veterinario, rigorosi controlli sulle sue condizioni di salute, oltre che le terapie necessarie finché si fosse ristabilito e poi affidato ad una struttura per fauna selvatica, ove avrebbe vissuto come tanti altri suoi simili, lontano da fame, pericoli e violenze.
* Che la normativa volta alla tutela della fauna selvatica prevede che l'animale venga preso in carico dai veterinari, i quali hanno l'obbligo di soccorso nei confronti di un animale ferito e poco rileva la direttiva di cui al DL. 9/2022, recepita dalla Regione Toscana con la delibera 809 del 18 luglio 2022, che prevede, onde limitare il pericolo di diffusione della peste suina, l'abbattimento del capo, sia perché non vi era neppure il benché minimo indizio che il cinghiale ne fosse affetto, sia perché, anche qualora, dopo opportuni esami clinici volti a stabilire se avesse contratto tale patologia, ne fosse risultato positivo, avrebbe dovuto essere abbattuto con ben altri mezzi, più civili, meno invasivi e cruenti rispetto al colpo di arma da fuoco che lo ha ammazzato.
* Che il fatto che invece al povero animale sia stato usato il brutale e sanguinario trattamento, oltretutto alla presenza delle persone intervenute a proteggerlo e salvarlo, non solo non è stato umano e giusto nei confronti del cinghialetto, ma ha determinato nei presenti una sensazione di orrore, angoscia e sconforto, che ha causato anche a loro – esseri umani – danni psicologici di notevole entità.
* , che ben integrano quantomeno il reato di cui all'art. 727 c. p. che mira a tutelare non l'animale, ma la sensibilità del pubblico umano al quale andrebbe evitato questo sentimento di sgomento e di raccapriccio.
* Che, perdippiù la responsabile del rifugio associativo di Alma Libre, posto a Camaiore, avrebbe soccorso e ospitato il cinghiale, che si trova a pochissima distanza dal luogo in cui l'animale era intrappolato nell'acqua, si è addirittura frapposta tra l'animale e l'operante, supplicando di attendere perché il cinghiale sarebbe stato rimosso, curato da un veterinario e ricollocato nel rifugio, ma ciò nonostante, l'agente della Provinciale ha aperto il fuoco incurante dello shock dei presenti e della barbarità del fatto.
* che, restavo sconvolta, sia come persona sia come animalista e come facente parte di un'Associazione che tenta in tutti i modi di evitare soprusi e prevaricazioni nei confronti degli animali, dalla ferocia manifestata dall'autore del reato, ferocia tale da renderlo pericoloso per tutta la comunità. L'uomo, infatti, freddamente e con premeditazione, sparava a bruciapelo al cinghiale, indifeso e impotente. E non rileva il fatto che stesse ritenendo di eseguire un ordine o di rispettare la normativa locale, perché ben avrebbe potuto attendere quanto meno di scoprire se l'animale fosse stato affetto dalla pericolosa patologia o meno. Il fatto che egli ritenesse di dover obbedire ad un ordine non gli impediva certo di mostrare la sua umanità anche perché la normativa in questione si appalesa in aperto contrasto con la normativa nazionale che impone il soccorso dell'animale selvatico, ferito e in difficoltà. Poiché è intollerabile che avvengano fatti di tale gravità in danno agli animali che non possono difendersi e che la legge tutela, sia con l'art. 727 c.p., che però è volto più a proteggere la sensibilità degli umani, sia con l'art. 544 ter e bis del codice penale (se alla tortura e alle sofferenze segue la morte si applica l'art. 544 ter e bis cp., in questo caso più appropriato e che commina pene più severe ai trasgressori). Non è tollerabile il procrastinare condotte di tal genere, in cui l'essere umano si arroga il diritto di distruggere la fauna e l'ambiente senza rendersi conto che ogni atto di violenza o di uccisione nei confronti di un essere senziente e indifeso porta l'umanità e il pianeta sempre più vicini al baratro della distruzione.
* Che, avendo denotano una scarsa considerazione per la vita, non posso fare a meno di richiedere alla Magistratura, essendo anche a conoscenza che varie associazioni animaliste si sono mosse in tal senso, e che certe situazioni vanno affrontate unitamente tra persone civili che hanno a cuore la salvezza degli animali, affinché indaghi e faccia luce sulla condotta che doveva essere attuata e se, nel caso di specie, si ravvisino ipotesi delittuose.
CHIEDO
che Ill.ma Procura della Repubblica di Lucca voglia indagare sulle modalità di commissione del reato ex art. 544 ter o 544 bis c.p, accertando l'effettiva dinamica dei fatti, se si poteva attuare altra condotta e provveda di conseguenza.
Il presente da valere come istanza di punizione per violazione dell'art. 544 ter o 544 bis c.p., e/o degli altri reati che la Procura competente ravvisi nel caso di specie.
La notizia pubblicata su vari giornali online locali, a titolo esemplificativo “Luccaindiretta” (all.4), e diffusa sui social network ha provocato un forte sgomento nel mondo animalista, ma anche nelle persone comuni, le quali sono rimaste shockate dalla ferocia e crudeltà con cui il povero animale, già dolorante e ferito, è stato ucciso.
Con riserva di costituirmi parte civile nell'instaurando procedimento penale per conseguire, con la condanna dell'imputato che sarà stato pienamente identificato dagli inquirenti, il soddisfacimento di tutti i danni patiti e patiendi, conseguenti e correlativi alla condotta criminosa, consistenti anche nel senso di disperazione ed impotenza che un'associazione animalista, la quale tenta in tutti i modi di salvaguardare il bene degli indifesi, prova quando viene a conoscenza di situazioni simili.
Chiedo, ai sensi dell'art. 408 c.p.p. comma 2 c.p.p. che mi venga notificato, a cura del Pubblico Ministero, l'avviso dell'eventuale richiesta di archiviazione.
Ciò al fine di poter esercitare, nei termini di legge, la facoltà di cui al comma 3 del medesimo articolo.
Chiedo, infine, ai sensi dell'art 406, comma 3 c.p.p., che mi venga notificata eventuale richiesta di proroga delle indagini preliminari.
Made in Bunny O.d.v. in collaborazione con Marina Kodros