Dietrofront del Comune di Bologna: «Sarà altrove la Casa del dialogo tra religioni e culture»

La petizione lanciata il 7 agosto ha raggiunto il suo principale obiettivo: venerdì pomeriggio l'agenzia di stampa DIRE ha ricevuto una comunicazione firmata da Rita Monticelli, delegata del Sindaco per i diritti e il dialogo interreligioso. Dunque un grande grazie a tuttə voi! La petizione è chiusa : )
Sabato 12 ottobre, Giornata del Contemporaneo, gli organi di informazione cittadini titolavano: Villa delle Rose, il dietrofront del Comune di Bologna: «Sarà altrove la Casa del dialogo tra religioni».
Passo indietro sulla Casa dell’incontro e del dialogo tra religioni e culture. Il progetto, presentato qualche mese fa da Comune di Bologna, Città metropolitana, Università di Bologna, Chiesa di Bologna, Comunità islamica e Comunità ebraica, aveva previsto la propria sede all’interno della Villa delle Rose, ma la decisione aveva provocato molte polemiche e una petizione online che ha superato le 2700 firme chiedendo di salvaguardarne la vocazione artistica. Ieri è arrivato il dietrofront. Ad annunciarlo è Rita Monticelli, delegata del Sindaco per i diritti e il dialogo interreligioso.
Come spiega la docente universitaria, la “casa del dialogo non può nascere dentro ad un conflitto”, pur “continuando a ritenere quella collocazione assolutamente coerente con la vocazione artistica dello spazio”. Per questo, come scrive l’agenzia Dire, “si è valutato di rivedere l’iniziale proposta di collocazione, per aprire una fase di ascolto ed individuare una nuova sede per un progetto che sentiamo essere oggi fondamentale per la pace e l’incontro tra persone di religioni e culture diverse”.
A questo proposito, continua Monticelli, “avvieremo un programma di incontri pubblici al più presto, e ragioneremo comunemente su un concorso di architettura per recuperare anche uno spazio nel medio lungo periodo, dove collocare stabilmente il progetto, che nel frattempo continuerà anche in diverse dimensioni e in spazi di dialogo diffusi in città”.
Ieri lunedì 14 ottobre il plico con le 2770 firme è stato consegnato al Comune di Bologna per essere protocollato.
Il plico è accompagnato da una breve lettera:
Bologna, 14 ottobre 2024
Alla c.a. del sindaco Matteo Lepore e dei sigg.ri
Lorenzo Balbi direttore artistico MAMbo; Eva Degl'Innocenti direttrice dei Musei civici di Bologna; Daniele De Paz presidente della Comunità ebraica di Bologna; cardinale Matteo Zuppi arcivescovo metropolita di Bologna; Yassine Lafram presidente dell’Unione comunità islamiche d’Italia; Giovanni Molari rettore Unibo; Rita Monticelli consigliera delegata per i Diritti umani e il Dialogo interreligioso e interculturale; Lorenzo Cipriani presidente del Quartiere Porto-Saragozza
Gentilissimi, ci rallegriamo per la saggia decisione comunicata alla stampa venerdì 12 dalla prof. Monticelli.
Siamo lieti che grazie a questa decisione Villa delle Rose sia definitivamente liberata dalla minaccia di essere trasformata in Casa del dialogo fra culture e religioni e che possa proseguire la sua attività espositiva e perseguire senza compromessi con i credi religiosi (per i quali - vivendo la nostra spiritualità per altre vie - nutriamo rispetto e sospetto) il suo ruolo naturale di spazio abitato dall’arte senza condizionamenti esterni.
Sabato 12 ci siamo incontrati senza festeggiare una vittoria; per noi non si è trattato di uno scontro, di una battaglia da vincere. Siamo stati costretti a difendere un bene pubblico che correva il rischio di essere ‘espropriato’ della propria funzione per essere destinato ad altro e ad altri.
Abbiamo fatto sentire la nostra voce nel modo più pacato e risoluto per rimarcare oggi la volontà della donatrice e per rivendicare la necessità di luoghi di libertà, di incontro, di discussione pubblica. E Villa delle Rose - grazie all’arte contemporanea – è anche questo.
È mancato il dialogo, è vero; certo non per nostra volontà. Siamo stati messi di fronte a una decisione già presa e la nostra strategia di opposizione è stata civile e non violenta, ma ferma. Ci auguriamo dunque che da questo momento si apra un dialogo vero intorno a questioni che riteniamo urgenti e necessarie per la città tutta.
Nell’occasione consegniamo le firme dei sottoscrittori della petizione.
Cordiali saluti
Gino Gianuizzi
PS Il plurale che caratterizza questa e altre comunicazioni sottolinea semplicemente la collegialità dell’iniziativa e la condivisione della soddisfazione per il risultato ottenuto