Firma per la panchina letteraria di via Santa Chiara, bene comune

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Il problema

Sabato 12 aprile 2025 siamo stati multati dalla polizia municipale per la panchina letteraria di via Santa Chiara. La storia della panchina inizia nel luglio 2020: viene installata per denunciare la progressiva mercificazione del suolo pubblico del centro storico di Napoli. La panchina letteraria, di contro, “appartiene” a chiunque voglia sedersi a riposare, chiacchierare, leggere. È stata posizionata qui per raccontare anche l’altra parte della storia: quella degli abitanti della città che hanno diritto ad usufruire di spazi pubblici liberi dalla mercificazione, in cui tessere relazioni e fare socialità in modo gratuito.
Da subito, ci siamo chiesti come farla inserire in un dispositivo amministrativo, che, ovviamente, non poteva essere quello dell’autorizzazione del suolo pubblico a fini commerciali. Per questo, negli anni, abbiamo avuto un diffuso carteggio con i vari livelli istituzionali, indirizzato a far riconoscere la panchina come bene comune e ispirato alla dichiarazione d’uso civico dei luoghi della città. Il bene comune è uno spazio abitato dalla collettività e gestito dal basso, perché ritenuto rilevante da quella comunità. L’iter, però, non è stato mai completato: l’amministrazione comunale dimostra di avere un’evidente difficoltà a riconoscere le pratiche virtuose che vengono dal basso, che accolgono in modo informale i bisogni delle persone, che rappresentano azioni di trasformazione del reale, al di fuori di logiche di profitto. Firma per aiutarci a bloccare questo iniquo provvedimento e a fare in modo che la panchina sia definitivamente autorizzata a restare in via Santa Chiara come bene comune.

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Nives MondaPromotore della petizioneSono una abitante del centro storico di Napoli e titolare de La Taverna a Santa Chiara

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