Riaprire la linea ferroviaria Santhià-Arona

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RIAPRIRE LA LINEA FERROVIARIA SANTHIA’-ARONA”  COME TRATTA DI UN COLLEGAMENTO INTERNAZIONALE TRA TORINO E LA SVIZZERA.

 Nel 2012 la Regione Piemonte ha chiuso 14 linee ferroviarie, la cui gestione presentava bilanci significativamente passivi. Tra queste si annovera anche la linea Santhià-Arona, che rappresenta però una linea-cerniera per tutto il quadrante nord-orientale della regione, che risulta così privato di una essenziale relazione trasversale tra Torino e il Nord Piemonte.

Nel novembre 2016 si è costituita l'Associazione “Ferrovia Internazionale Torino-Svizzera”, che ha lo scopo di favorire la riapertura della linea ferroviaria Santhià-Arona, da intendersi come tratta locale di un collegamento internazionale tra Torino e la Svizzera.

Sinteticamente, chi firma questa petizione è d'accordo con noi sui seguenti punti:

  1. ottenere in tempi brevi il ripristino delle condizioni di esercizio della linea Santhià-Arona, previa manutenzione ordinaria e straordinaria;
  2. riassegnare alla linea la funzione per cui era stata realizzata, ovvero di essere parte di un collegamento internazionale tra Torino e la Svizzera, utilizzabile non soltanto per favorire gli spostamenti dei viaggiatori (o delle merci) verso la Valsesia, il Lago Maggiore la Svizzera, ma anche per far conoscere le bellezze di Torino e del Piemonte ai paesi d’Oltralpe;
  3. realizzare treni a media percorrenza, in modo da collegare giornalmente Torino a Domodossola (via Borgomanero e/o via Arona) in tempi contenuti, nei due sensi (con treni a trazione bimodale);
  4. realizzare treni internazionali (eventualmente periodici) coinvolgendo SBB CFF FFS / BLS, in modo da poter collegare il Mar Ligure, il Piemonte e Torino alle città svizzere, sul modello dei treni circolanti fino agli anni Cinquanta (per esempio: Nizza/Ventimiglia-Cuneo-Torino-Arona-Domodossola-Berna);
  5. realizzare treni storici da parte di Fondazione Ferrovie dello Stato sugli itinerari Torino-Domodossola e Torino-Arona;
  6. potenziare il trasporto merci sulla relazione Savona-Torino-Santhià-Borgomanero/Arona-Domodossola-Sempione, rilanciando anche il grande scalo “Domo 2”;

 Quel che vorremmo sottolineare è che non è sufficiente puntare alla riapertura della linea soltanto come collegamento locale (come negli ultimi anni di esercizio), perché non ci sono ragioni per ipotizzare oggi un maggior utilizzo della linea da parte dei viaggiatori rispetto a pochi anni fa (salvo rivedere completamente il discorso delle coincidenze nei diversi nodi attraversati, che pure va fatto). Riteniamo invece che essa debba ritornare a essere la sezione di un collegamento a medie distanze, che colleghi Torino con l’Ossola e con la Svizzera, ragione per cui la linea era stata aperta a inizio Novecento.

Quindi, se da un lato va prevista la realizzazione di collegamenti cadenzati per il servizio regionale, utilizzabili da studenti e pendolari, dall’altro serviranno anche treni con percorrenze medie, con cui valorizzare il fatto che questa linea rappresenta il collegamento più breve e veloce tra Torino e l’Alto Piemonte (per viaggiatori e merci).

Oggi Torino è città turistica e quindi perché non ripristinare collegamenti (turistici ma non solo) tra il cuore dell’Europa e il capoluogo piemontese?



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