La Commissione Bilancio del Senato, nella giornata di ieri, si è espressa su due emendamenti alla Legge di Bilancio. L'emendamento Mantero (dal nome del primo firmatario Matteo Mantero, senatore di Potere al popolo), il n.85.0.11 scritto da operai GKN insieme a un gruppo di giuristi, e l'emendamento del Governo 77.0.2000, scritto a sei mani da Orlando, Todde, e Giorgetti, con la mediazione di Draghi.
L'emendamento "Mantero", che non ha ricevuto parere favorevole da parte del Governo, è stato in ogni caso discusso e votato in quanto ripresentato come subemendamento all'emendamento del Governo dai senatori Mantero, Nugnes, La Mura e Lezzi. Tale norma che protegge effettivamente il tessuto occupazionale e produttivo dalla fuga delle imprese all'estero, e consente una politica industriale pubblica, è stata bocciata dalle seguenti forze politiche:
Pd, Leu, Fratelli d'Italia, Italia Viva, Lega-Salvini Premier, Partito Sardo D'Azione, Forza Italia – Berlusconi Presidente, UDC, Idea-Cambiamo! Europeisti, Gruppo per le Autonomie (SVP-PATT, UV).
Hanno invece votato a favore:
Barbara Lezzi del Gruppo Misto e il gruppo degli M5s Gianmauro Del'Olio, Agnese Gallicchio, Laura Bottici, Vincenzo Presutto, tranne il presidente della Commissione Daniele Pesco), Loredana De Petris del Gruppo Misto.
L'emendamento del Governo, già fortemente criticato dalla Fiom Cgil Nazionale e dal Collettivo Di Fabbrica - Lavoratori Gkn Firenze, perché paradossalmente, codificandola, rende più agevole e normalizza la delocalizzazione, è invece stato approvato da tutti i senatori e le senatrici, compresi i M5s che hanno votato a favore del subemendamento Mantero, con l'esclusione della senatrice Barbara Lezzi del Gruppo Misto, che ha votato coerentemente contro l'emendamento del Governo.
Matteo Mantero: "Va notato il silenzio di Confindustria sull'emendamento del Governo, che nei fatti accoglie tutte le sue richieste. Anche laddove l'emendamento governativo prevede un piano per la mitigazione degli effetti sociali della delocalizzazione, il non rispetto del piano comporta per l'impresa una multa ridicola di 3300 euro a lavoratore, ossia il doppio del normale ticket di licenziamento.
Con questo voto centrodestra e centrosinistra si confermano essere dalla parte di Confindustria e non di quella dei lavoratori e delle lavoratrici e dei loro sindacati. Il 5 stelle è ormai pienamente assorbito dal sistema.
Noi continueremo a lottare per l'approvazione del ddl anti-delocalizzazioni scritto dagli operai GKN e depositato da me al Senato e dalla collega Yana Ehm alla Camera. Su questo tema, che ormai è al centro del dibattito pubblico del paese, si può e si deve costruire un fronte di opposizione politica e sociale che ambisca a scalzare Confindustria e i suoi rappresentanti politici dal Governo e a impedire che il paese piombi nella desertificazione industriale verso cui ci stanno conducendo".