Petition updateFERMIAMO la costruzione del nuovo Ospedale nella città di CremonaMilano ha scelto di riqualificare. Cremona ha scelto di demolire. Perché?
movimento per la riqualificazione dell'Ospedale di CremonaItaly
Feb 24, 2026

Negli ultimi anni Regione Lombardia si è trovata davanti a un problema comune: ospedali costruiti negli anni ’60, organizzati come monoblocchi multipiano, oggi bisognosi di importanti adeguamenti normativi, impiantistici e funzionali.

Due casi emblematici sono l’Ospedale San Paolo di Milano e l’Ospedale di Cremona. Entrambi edifici della stessa epoca, con struttura verticale e criticità analoghe.

Eppure le scelte adottate sono state radicalmente diverse.

Il progetto milanese da 400–500 milioni poi accantonato

Tra il 2017 e il 2020 Regione Lombardia aveva ipotizzato la realizzazione di un nuovo grande ospedale unico per sostituire il San Paolo e il San Carlo di Milano, con un investimento stimato tra 400 e 500 milioni di euro.

Il progetto prevedeva una nuova localizzazione, l’accorpamento delle funzioni e l’abbandono delle strutture esistenti.

 Nel 2021 il Comune di Milano ha espresso una posizione pubblica contro l’idea di concentrare San Paolo e San Carlo in un’unica nuova struttura, parlando di criticità tecniche e della necessità di preservare i due presidi esistenti.

 In diversi confronti pubblici, rappresentanti sindacali, operatori sanitari e comitati di cittadini contrari all’unificazione hanno sollevato dubbi sulla proposta, soprattutto pensando a future pandemie e in termini di servizi ai cittadini e continuità assistenziale.               

Alla luce anche di complessità tecniche, urbanistiche e finanziarie emerse, la Regione ha abbandonato l’ipotesi del nuovo ospedale unico.

La scelta è ricaduta sulla riqualificazione profonda dell’esistente.

Il nuovo San Paolo: riqualificazione integrale

I lavori di ristrutturazione sono previsti all’inizio del 2026 per una durata di 5 anni.                            Si lavorerà per blocchi cielo-terra, la redistribuzione verticale dei reparti, l’adeguamento completo alle normative antincendio, la razionalizzazione dei flussi, l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale.

I numeri dichiarati sono significativi:

468 posti letto riqualificati
122 nuovi ambulatori
97 moduli MAC (Macro Attività ambulatoriale Complessa) e Day Hospital
nuove sale operatorie ed endoscopiche
L’investimento complessivo è di circa 100–110 milioni di euro.

Un monoblocco degli anni ’60 non è stato considerato irrecuperabile: viene trasformato e adeguato alla medicina contemporanea, senza demolizione integrale.

link al progetto di riqualificazione del San Paolo: https://www.youtube.com/watch?v=x816yv5s-v0

Il caso Cremona: investimento oltre 600 milioni

A Cremona la decisione assunta nel 2021 è stata diversa: costruzione di un nuovo ospedale e demolizione dell’attuale monoblocco e degli edifici circostanti.

La programmazione iniziale prevedeva 300 milioni per la costruzione e 30 milioni per la demolizione.

Nel 2025 l’investimento è stato aggiornato a:

438,20 milioni per il nuovo monoblocco ospedaliero
68,50 milioni per demolizioni, trasferimenti e sistemazioni esterne
100 milioni per funzioni sanitarie complementari e accessorie
Il totale supera i 600 milioni di euro.

E’ solo una questione di metodo?

Nel caso milanese è stata valutata l’ipotesi del nuovo, ne è stato stimato il costo, e successivamente si è optato per la riqualificazione, presentando un progetto tecnico dettagliato.

Nel caso cremonese è stata scelta la costruzione ex novo, ma non risultano pubblicamente disponibili documenti che illustrino una comparazione tecnica approfondita tra la riqualificazione radicale dell’esistente e la demolizione con nuova edificazione.

La domanda è semplice e legittima:

Perché a Milano la riqualificazione è stata ritenuta tecnicamente ed economicamente sostenibile, mentre a Cremona la demolizione è stata considerata l’unica soluzione?

Non si tratta di sostenere che la riqualificazione sia sempre preferibile.
Si tratta di chiedere che le alternative vengano analizzate in modo comparativo, documentato e trasparente.

Una decisione da oltre 600 milioni di euro merita un confronto aperto e fondato su dati verificabili.

Milano dimostra che la riqualificazione integrale di un monoblocco degli anni ’60 è tecnicamente possibile.

 Movimento per la Riqualificazione dell’Ospedale di Cremona                    21/02/2026

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