

FERMIAMO IL MASSACRO ILLEGITTIMO DEGLI ALBERI!
Il problema
FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEL PATRIMONIO ARBOREO DI ROMA
SALVIAMO I PINI STORICI, LA SALUTE, L’OMBRA E LA BELLEZZA DELLA CITTÀ
Al Sindaco di Roma Capitale, alla Giunta Capitolina, al Dipartimento Tutela Ambientale, all’Assessorato all’Ambiente e agli organi di controllo competenti.
Roma ha già perso una parte enorme del proprio patrimonio arboreo. Decine di migliaia di alberi, tra cui pini maturi e secolari, paulownie e altri alberi storici ed identitari, sono stati abbattuti negli ultimi anni, con picco nel 2026, modificando profondamente il paesaggio, il microclima e l’identità stessa di numerosi quartieri e piazze.
Non si tratta quindi soltanto di impedire nuovi abbattimenti: chiediamo che Roma fermi l’ulteriore impoverimento del proprio patrimonio arboreo, ricostruisca con trasparenza ciò che è già avvenuto e renda verificabile ogni futura decisione.
1. UN PATRIMONIO GIÀ GRAVEMENTE COMPROMESSO
I pini di Roma sono parte integrante dell’immagine storica, artistica e paesaggistica della città. Insieme alle altre alberature mature costituiscono patrimonio ambientale, biologico, culturale e ornamentale e svolgono funzioni essenziali di ombreggiamento, raffrescamento, assorbimento della CO₂, regolazione delle acque, habitat per la fauna e contrasto all’isola di calore.
La perdita di un albero adulto non può essere compensata semplicemente piantando un giovane esemplare: decenni di crescita, struttura radicale, ombra, capacità ecologica e valore paesaggistico non sono immediatamente sostituibili.
A Roma sono stati abbattuti alberi che i cittadini consideravano parte integrante della città. Tra questi anche la Paulownia di fronte alla Chiesa Nuova, per la quale era stato pubblicamente comunicato che si sarebbe valutato lo spostamento: l’albero è stato invece abbattuto.
Questo tipo di episodi rende indispensabile conoscere, caso per caso, chi ha deciso, sulla base di quali valutazioni, quali alternative siano state esaminate e quanto sia costata alla collettività ogni operazione.
2. PINI E ABBATTIMENTI: SERVONO DATI E VERIFICHE
Il Pinus pinea è riconosciuto dal Regolamento del Verde di Roma Capitale come specie identitaria del paesaggio romano.
Chiediamo quindi che siano resi pubblici i dati complessivi degli alberi abbattuti negli ultimi anni, con particolare riferimento ai pini e agli alberi maturi: ubicazione, specie, dimensioni, motivazione, valutazione del rischio, tecnico incaricato, eventuali prove strumentali, impresa esecutrice, costi e destinazione dell’area dopo l’abbattimento.
Per gli alberi classificati in classe D – rischio estremo, chiediamo la documentazione completa che dimostri come tale classificazione sia stata attribuita.
Devono essere conoscibili:
- tecnico e qualifica professionale;
- metodologia utilizzata;
- data della valutazione;
- fotografie;
- prove strumentali e test eventualmente eseguiti;
- bersagli e livello di rischio individuato;
- motivazione dell’abbattimento;
- alternative alla rimozione considerate;
- eventuali interventi di riduzione del rischio valutati;
- incarico ricevuto e rapporti contrattuali con imprese coinvolte nei lavori.
Quando una valutazione viene contestata da un professionista qualificato indipendente, chiediamo una seconda valutazione realmente terza, con eventuale ripetizione delle indagini strumentali.
3. PRIMA LA CONSERVAZIONE, POI L’ABBATTIMENTO
Il Regolamento del Verde di Roma prevede specifiche condizioni per gli abbattimenti e richiede adeguata documentazione botanica e fitosanitaria.
Chiediamo che, prima di eliminare un albero maturo, siano sempre valutate e documentate le possibili alternative: potatura corretta, riduzione della chioma, consolidamento, messa in sicurezza, gestione del bersaglio, modifica dell’area interessata o altre soluzioni tecnicamente praticabili.
L’abbattimento deve essere l’ultima soluzione quando la conservazione è tecnicamente possibile e compatibile con la sicurezza.
4. CONFLITTI DI INTERESSE E TRASPARENZA
Chiediamo la pubblicazione dei nominativi e delle qualifiche dei tecnici che valutano gli alberi, degli incarichi ricevuti, dei compensi e dei rapporti contrattuali con soggetti che eseguono potature, abbattimenti o manutenzioni.
Devono essere verificati e resi trasparenti gli eventuali conflitti di interesse, anche indiretti, tra chi valuta il rischio e chi esegue o beneficia economicamente dell’intervento.
Non si tratta di formulare accuse preventive, ma di garantire che decisioni irreversibili sul patrimonio pubblico siano assunte attraverso valutazioni indipendenti, verificabili e trasparenti.
5. VIA DEI FORI IMPERIALI: UN SIMBOLO DELLA PERDITA DI IDENTITÀ DI ROMA
Via dei Fori Imperiali è uno degli esempi più evidenti della trasformazione del paesaggio romano. La progressiva eliminazione dei pini ha impoverito una delle immagini più riconoscibili della città, rendendo ampie porzioni dell’area più spoglie, esposte al sole e prive dell’ombra e bellezza che ne caratterizzava il paesaggio.
Nel 2026 Roma ha comunicato che, su 36 pini sottoposti a verifiche, 12 risultavano a rischio e destinati all’abbattimento, mentre altri 24 risultavano stabili o necessitavano di ulteriori verifiche.
Chiediamo la pubblicazione integrale delle valutazioni e delle prove effettuate per ciascun albero, nonché delle eventuali valutazioni tecniche divergenti.
Chiediamo inoltre di conoscere il numero complessivo degli alberi eliminati nell’area negli anni precedenti e quali interventi di compensazione siano stati effettivamente realizzati.
Anche la nuova pavimentazione di Via dei Fori Imperiali, oltre alla perdita del verde, merita una valutazione sotto il profilo della qualità urbana e della durabilità: chiediamo di conoscere costi, caratteristiche tecniche, manutenzione prevista e ragioni delle scelte progettuali, considerato lo stato già degradato della superficie.
6. ABBATTIMENTI ANCHE IN ESTATE E TUTELA DELLA FAUNA
Numerosi abbattimenti e interventi sul verde sono stati eseguiti anche durante i mesi estivi, nonostante il periodo sia particolarmente delicato per la nidificazione e la presenza della fauna.
La Direttiva 2009/147/CE tutela gli uccelli selvatici e il Regolamento del Verde di Roma contiene specifiche disposizioni per nidi, nidiacei, uccelli non volanti e piccoli mammiferi presenti nelle cavità degli alberi.
Chiediamo che prima di ogni abbattimento sia effettuato e documentato un controllo faunistico, indicando la presenza o assenza di nidi, nidiacei, fauna nelle cavità e altre situazioni protette e adottando le misure previste dalla normativa.
Le potature devono inoltre rispettare le corrette tecniche arboricolturali, i periodi fenologici e le esigenze della fauna.
7. I CITTADINI DEVONO POTER CONOSCERE E CONTROLLARE LE DECISIONI
Il patrimonio arboreo appartiene alla collettività.
Chiediamo quindi piena trasparenza e accessibilità della documentazione relativa agli abbattimenti attraverso gli strumenti di accesso previsti dalla legge, comprese:
- autorizzazioni e provvedimenti;
- relazioni botaniche e fitosanitarie;
- valutazioni del rischio e VTA eventualmente utilizzate;
- prove strumentali;
- fotografie;
- nominativi e incarichi dei tecnici;
- contratti e ordini di servizio;
- imprese esecutrici;
- costi;
- progetti di ripiantumazione e compensazione.
La partecipazione dei cittadini deve essere considerata parte integrante della gestione di un patrimonio pubblico così rilevante.
8. UN REGISTRO PUBBLICO DEGLI ALBERI ABBATTUTI
Chiediamo un registro pubblico, aggiornato e georeferenziato di tutti gli abbattimenti, contenente almeno:
ubicazione, specie, dimensioni, età stimata, classe di rischio, motivazione, tecnico responsabile, data della valutazione, prove effettuate, presenza di nidi o fauna, impresa esecutrice, costo, nuova piantumazione e compensazione prevista.
Solo dati completi e pubblici permettono ai cittadini e agli organismi di controllo di verificare l’effettiva necessità degli interventi.
9. ROMA È SEMPRE PIÙ CALDA E ARIDA
Roma affronta temperature sempre più elevate e un crescente problema di isola di calore urbana. Eliminare alberi maturi significa perdere proprio quelle infrastrutture naturali che possono contribuire a mitigare il caldo.
La situazione di Piazza Risorgimento è emblematica: nel luglio 2026 la CNN ha dedicato un servizio alla piazza nel contesto delle difficoltà delle città nell’affrontare il caldo estremo, mostrando alberi morti o compromessi, vegetazione disseccata, superfici e sedute roventi e sistemi d’acqua non funzionanti, dopo una riqualificazione costata circa 14 milioni di euro.
È il simbolo di una Roma che rischia di diventare sempre più arida, non più bella ed invivibile, proprio quando dovrebbe aumentare la propria dotazione di verde e ombra.
Ogni grande progetto urbano deve quindi essere valutato non solo per la sua capacità reale di garantire ombra, raffrescamento, permeabilità del suolo, biodiversità e sopravvivenza delle nuove alberature nel lungo periodo, ma anche per la sua capacità di preservare e valorizzare la bellezza, l’unicità, l’identità storica, artistica e paesaggistica di Roma. Roma non è una città qualsiasi: ogni intervento che ne modifica piazze, strade, parchi e alberature interviene sul patrimonio di una città unica al mondo e deve rispettarne la storia, il paesaggio e l’immagine che appartengono alla collettività.
10. PIAZZA DEI CINQUECENTO E GRANDI OPERE
Anche Piazza dei Cinquecento richiede trasparenza sul rapporto tra progetto e opera realizzata.
Lo studio IT’S, parte del gruppo vincitore, ha pubblicamente evidenziato che la piazza realizzata non corrisponde al progetto originario vincitore.
Chiediamo il confronto pubblico tra:
- progetto vincitore;
- progetto approvato;
- progetto esecutivo;
- varianti;
- opera realizzata;
- alberi e superfici permeabili previste e realizzate;
- costi iniziali e finali;
- motivazioni delle modifiche.
I cittadini devono poter verificare come cambiano i progetti, perché cambiano e quanto costano le modifiche.
11. PNRR E DENARO PUBBLICO
Per gli interventi finanziati con PNRR o altre risorse pubbliche chiediamo la massima trasparenza sull’intero ciclo della spesa: progettazione, affidamenti, imprese, professionisti, varianti, direzione lavori, collaudi, manutenzione e risultati ottenuti.
Il costo di un’opera deve comprendere anche quello necessario a sostituire alberi morti, riparare interventi deteriorati e correggere eventuali criticità progettuali.
12. RICOSTRUIRE IL VERDE PERDUTO
Dopo anni di abbattimenti, non basta piantare qualche nuovo albero per dichiarare compensato il patrimonio perduto.
Chiediamo un piano straordinario di ricostruzione del patrimonio arboreo di Roma, con alberi di specie adeguate, spazio radicale sufficiente, suolo fertile, irrigazione e manutenzione garantita.
Per gli abbattimenti inevitabili chiediamo la sostituzione con alberi adeguati alla funzione ecologica e paesaggistica perduta e, ove necessario, compensazioni ambientali equivalenti o superiori.
CHIEDIAMO
1. La sospensione degli abbattimenti controversi fino alla verifica indipendente della documentazione.
2. Una seconda valutazione indipendente per gli alberi la cui classificazione di rischio sia contestata.
3. La completa pubblicazione delle valutazioni alla base delle classificazioni in classe D.
4. La verifica degli eventuali conflitti di interesse tra tecnici, amministrazioni e imprese.
5. Controlli documentati su nidi, uccelli e fauna prima degli interventi.
6. Una tutela rafforzata per pini, paulownie e alberi maturi di particolare valore storico, paesaggistico e ambientale.
7. La valutazione documentata delle alternative all’abbattimento.
8. La pubblicazione del numero complessivo degli alberi abbattuti a Roma negli ultimi anni e della relativa documentazione.
9. Un registro pubblico e georeferenziato degli abbattimenti.
10. La verifica indipendente dei grandi progetti di riqualificazione urbana, confrontando progetto, varianti, opera realizzata, alberature e costi.
11. La piena trasparenza sull’utilizzo di PNRR e denaro pubblico.
12. Un piano straordinario per conservare gli alberi maturi rimasti e ricostruire il patrimonio arboreo già perduto.
Roma ha già perso una parte enorme del suo verde storico. Non possiamo permettere che ciò che resta venga ulteriormente impoverito senza verifiche rigorose, trasparenza e responsabilità.
Il patrimonio arboreo di Roma non è un ostacolo ai lavori pubblici: è parte della città, della sua storia, della sua arte, della sua bellezza, della sua salute e della sua capacità di resistere al caldo e allo smog.
Chiediamo che ogni decisione futura sia fondata su documentazione verificabile e che, per quanto già accaduto, venga resa disponibile tutta la documentazione necessaria a ricostruire quanti alberi sono stati abbattuti, perché, da chi, con quali valutazioni, con quali costi e con quali compensazioni.
Roma deve tornare a essere una città che protegge i propri alberi, non una città che li perde uno dopo l’altro.
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Il problema
FERMIAMO LA DISTRUZIONE DEL PATRIMONIO ARBOREO DI ROMA
SALVIAMO I PINI STORICI, LA SALUTE, L’OMBRA E LA BELLEZZA DELLA CITTÀ
Al Sindaco di Roma Capitale, alla Giunta Capitolina, al Dipartimento Tutela Ambientale, all’Assessorato all’Ambiente e agli organi di controllo competenti.
Roma ha già perso una parte enorme del proprio patrimonio arboreo. Decine di migliaia di alberi, tra cui pini maturi e secolari, paulownie e altri alberi storici ed identitari, sono stati abbattuti negli ultimi anni, con picco nel 2026, modificando profondamente il paesaggio, il microclima e l’identità stessa di numerosi quartieri e piazze.
Non si tratta quindi soltanto di impedire nuovi abbattimenti: chiediamo che Roma fermi l’ulteriore impoverimento del proprio patrimonio arboreo, ricostruisca con trasparenza ciò che è già avvenuto e renda verificabile ogni futura decisione.
1. UN PATRIMONIO GIÀ GRAVEMENTE COMPROMESSO
I pini di Roma sono parte integrante dell’immagine storica, artistica e paesaggistica della città. Insieme alle altre alberature mature costituiscono patrimonio ambientale, biologico, culturale e ornamentale e svolgono funzioni essenziali di ombreggiamento, raffrescamento, assorbimento della CO₂, regolazione delle acque, habitat per la fauna e contrasto all’isola di calore.
La perdita di un albero adulto non può essere compensata semplicemente piantando un giovane esemplare: decenni di crescita, struttura radicale, ombra, capacità ecologica e valore paesaggistico non sono immediatamente sostituibili.
A Roma sono stati abbattuti alberi che i cittadini consideravano parte integrante della città. Tra questi anche la Paulownia di fronte alla Chiesa Nuova, per la quale era stato pubblicamente comunicato che si sarebbe valutato lo spostamento: l’albero è stato invece abbattuto.
Questo tipo di episodi rende indispensabile conoscere, caso per caso, chi ha deciso, sulla base di quali valutazioni, quali alternative siano state esaminate e quanto sia costata alla collettività ogni operazione.
2. PINI E ABBATTIMENTI: SERVONO DATI E VERIFICHE
Il Pinus pinea è riconosciuto dal Regolamento del Verde di Roma Capitale come specie identitaria del paesaggio romano.
Chiediamo quindi che siano resi pubblici i dati complessivi degli alberi abbattuti negli ultimi anni, con particolare riferimento ai pini e agli alberi maturi: ubicazione, specie, dimensioni, motivazione, valutazione del rischio, tecnico incaricato, eventuali prove strumentali, impresa esecutrice, costi e destinazione dell’area dopo l’abbattimento.
Per gli alberi classificati in classe D – rischio estremo, chiediamo la documentazione completa che dimostri come tale classificazione sia stata attribuita.
Devono essere conoscibili:
- tecnico e qualifica professionale;
- metodologia utilizzata;
- data della valutazione;
- fotografie;
- prove strumentali e test eventualmente eseguiti;
- bersagli e livello di rischio individuato;
- motivazione dell’abbattimento;
- alternative alla rimozione considerate;
- eventuali interventi di riduzione del rischio valutati;
- incarico ricevuto e rapporti contrattuali con imprese coinvolte nei lavori.
Quando una valutazione viene contestata da un professionista qualificato indipendente, chiediamo una seconda valutazione realmente terza, con eventuale ripetizione delle indagini strumentali.
3. PRIMA LA CONSERVAZIONE, POI L’ABBATTIMENTO
Il Regolamento del Verde di Roma prevede specifiche condizioni per gli abbattimenti e richiede adeguata documentazione botanica e fitosanitaria.
Chiediamo che, prima di eliminare un albero maturo, siano sempre valutate e documentate le possibili alternative: potatura corretta, riduzione della chioma, consolidamento, messa in sicurezza, gestione del bersaglio, modifica dell’area interessata o altre soluzioni tecnicamente praticabili.
L’abbattimento deve essere l’ultima soluzione quando la conservazione è tecnicamente possibile e compatibile con la sicurezza.
4. CONFLITTI DI INTERESSE E TRASPARENZA
Chiediamo la pubblicazione dei nominativi e delle qualifiche dei tecnici che valutano gli alberi, degli incarichi ricevuti, dei compensi e dei rapporti contrattuali con soggetti che eseguono potature, abbattimenti o manutenzioni.
Devono essere verificati e resi trasparenti gli eventuali conflitti di interesse, anche indiretti, tra chi valuta il rischio e chi esegue o beneficia economicamente dell’intervento.
Non si tratta di formulare accuse preventive, ma di garantire che decisioni irreversibili sul patrimonio pubblico siano assunte attraverso valutazioni indipendenti, verificabili e trasparenti.
5. VIA DEI FORI IMPERIALI: UN SIMBOLO DELLA PERDITA DI IDENTITÀ DI ROMA
Via dei Fori Imperiali è uno degli esempi più evidenti della trasformazione del paesaggio romano. La progressiva eliminazione dei pini ha impoverito una delle immagini più riconoscibili della città, rendendo ampie porzioni dell’area più spoglie, esposte al sole e prive dell’ombra e bellezza che ne caratterizzava il paesaggio.
Nel 2026 Roma ha comunicato che, su 36 pini sottoposti a verifiche, 12 risultavano a rischio e destinati all’abbattimento, mentre altri 24 risultavano stabili o necessitavano di ulteriori verifiche.
Chiediamo la pubblicazione integrale delle valutazioni e delle prove effettuate per ciascun albero, nonché delle eventuali valutazioni tecniche divergenti.
Chiediamo inoltre di conoscere il numero complessivo degli alberi eliminati nell’area negli anni precedenti e quali interventi di compensazione siano stati effettivamente realizzati.
Anche la nuova pavimentazione di Via dei Fori Imperiali, oltre alla perdita del verde, merita una valutazione sotto il profilo della qualità urbana e della durabilità: chiediamo di conoscere costi, caratteristiche tecniche, manutenzione prevista e ragioni delle scelte progettuali, considerato lo stato già degradato della superficie.
6. ABBATTIMENTI ANCHE IN ESTATE E TUTELA DELLA FAUNA
Numerosi abbattimenti e interventi sul verde sono stati eseguiti anche durante i mesi estivi, nonostante il periodo sia particolarmente delicato per la nidificazione e la presenza della fauna.
La Direttiva 2009/147/CE tutela gli uccelli selvatici e il Regolamento del Verde di Roma contiene specifiche disposizioni per nidi, nidiacei, uccelli non volanti e piccoli mammiferi presenti nelle cavità degli alberi.
Chiediamo che prima di ogni abbattimento sia effettuato e documentato un controllo faunistico, indicando la presenza o assenza di nidi, nidiacei, fauna nelle cavità e altre situazioni protette e adottando le misure previste dalla normativa.
Le potature devono inoltre rispettare le corrette tecniche arboricolturali, i periodi fenologici e le esigenze della fauna.
7. I CITTADINI DEVONO POTER CONOSCERE E CONTROLLARE LE DECISIONI
Il patrimonio arboreo appartiene alla collettività.
Chiediamo quindi piena trasparenza e accessibilità della documentazione relativa agli abbattimenti attraverso gli strumenti di accesso previsti dalla legge, comprese:
- autorizzazioni e provvedimenti;
- relazioni botaniche e fitosanitarie;
- valutazioni del rischio e VTA eventualmente utilizzate;
- prove strumentali;
- fotografie;
- nominativi e incarichi dei tecnici;
- contratti e ordini di servizio;
- imprese esecutrici;
- costi;
- progetti di ripiantumazione e compensazione.
La partecipazione dei cittadini deve essere considerata parte integrante della gestione di un patrimonio pubblico così rilevante.
8. UN REGISTRO PUBBLICO DEGLI ALBERI ABBATTUTI
Chiediamo un registro pubblico, aggiornato e georeferenziato di tutti gli abbattimenti, contenente almeno:
ubicazione, specie, dimensioni, età stimata, classe di rischio, motivazione, tecnico responsabile, data della valutazione, prove effettuate, presenza di nidi o fauna, impresa esecutrice, costo, nuova piantumazione e compensazione prevista.
Solo dati completi e pubblici permettono ai cittadini e agli organismi di controllo di verificare l’effettiva necessità degli interventi.
9. ROMA È SEMPRE PIÙ CALDA E ARIDA
Roma affronta temperature sempre più elevate e un crescente problema di isola di calore urbana. Eliminare alberi maturi significa perdere proprio quelle infrastrutture naturali che possono contribuire a mitigare il caldo.
La situazione di Piazza Risorgimento è emblematica: nel luglio 2026 la CNN ha dedicato un servizio alla piazza nel contesto delle difficoltà delle città nell’affrontare il caldo estremo, mostrando alberi morti o compromessi, vegetazione disseccata, superfici e sedute roventi e sistemi d’acqua non funzionanti, dopo una riqualificazione costata circa 14 milioni di euro.
È il simbolo di una Roma che rischia di diventare sempre più arida, non più bella ed invivibile, proprio quando dovrebbe aumentare la propria dotazione di verde e ombra.
Ogni grande progetto urbano deve quindi essere valutato non solo per la sua capacità reale di garantire ombra, raffrescamento, permeabilità del suolo, biodiversità e sopravvivenza delle nuove alberature nel lungo periodo, ma anche per la sua capacità di preservare e valorizzare la bellezza, l’unicità, l’identità storica, artistica e paesaggistica di Roma. Roma non è una città qualsiasi: ogni intervento che ne modifica piazze, strade, parchi e alberature interviene sul patrimonio di una città unica al mondo e deve rispettarne la storia, il paesaggio e l’immagine che appartengono alla collettività.
10. PIAZZA DEI CINQUECENTO E GRANDI OPERE
Anche Piazza dei Cinquecento richiede trasparenza sul rapporto tra progetto e opera realizzata.
Lo studio IT’S, parte del gruppo vincitore, ha pubblicamente evidenziato che la piazza realizzata non corrisponde al progetto originario vincitore.
Chiediamo il confronto pubblico tra:
- progetto vincitore;
- progetto approvato;
- progetto esecutivo;
- varianti;
- opera realizzata;
- alberi e superfici permeabili previste e realizzate;
- costi iniziali e finali;
- motivazioni delle modifiche.
I cittadini devono poter verificare come cambiano i progetti, perché cambiano e quanto costano le modifiche.
11. PNRR E DENARO PUBBLICO
Per gli interventi finanziati con PNRR o altre risorse pubbliche chiediamo la massima trasparenza sull’intero ciclo della spesa: progettazione, affidamenti, imprese, professionisti, varianti, direzione lavori, collaudi, manutenzione e risultati ottenuti.
Il costo di un’opera deve comprendere anche quello necessario a sostituire alberi morti, riparare interventi deteriorati e correggere eventuali criticità progettuali.
12. RICOSTRUIRE IL VERDE PERDUTO
Dopo anni di abbattimenti, non basta piantare qualche nuovo albero per dichiarare compensato il patrimonio perduto.
Chiediamo un piano straordinario di ricostruzione del patrimonio arboreo di Roma, con alberi di specie adeguate, spazio radicale sufficiente, suolo fertile, irrigazione e manutenzione garantita.
Per gli abbattimenti inevitabili chiediamo la sostituzione con alberi adeguati alla funzione ecologica e paesaggistica perduta e, ove necessario, compensazioni ambientali equivalenti o superiori.
CHIEDIAMO
1. La sospensione degli abbattimenti controversi fino alla verifica indipendente della documentazione.
2. Una seconda valutazione indipendente per gli alberi la cui classificazione di rischio sia contestata.
3. La completa pubblicazione delle valutazioni alla base delle classificazioni in classe D.
4. La verifica degli eventuali conflitti di interesse tra tecnici, amministrazioni e imprese.
5. Controlli documentati su nidi, uccelli e fauna prima degli interventi.
6. Una tutela rafforzata per pini, paulownie e alberi maturi di particolare valore storico, paesaggistico e ambientale.
7. La valutazione documentata delle alternative all’abbattimento.
8. La pubblicazione del numero complessivo degli alberi abbattuti a Roma negli ultimi anni e della relativa documentazione.
9. Un registro pubblico e georeferenziato degli abbattimenti.
10. La verifica indipendente dei grandi progetti di riqualificazione urbana, confrontando progetto, varianti, opera realizzata, alberature e costi.
11. La piena trasparenza sull’utilizzo di PNRR e denaro pubblico.
12. Un piano straordinario per conservare gli alberi maturi rimasti e ricostruire il patrimonio arboreo già perduto.
Roma ha già perso una parte enorme del suo verde storico. Non possiamo permettere che ciò che resta venga ulteriormente impoverito senza verifiche rigorose, trasparenza e responsabilità.
Il patrimonio arboreo di Roma non è un ostacolo ai lavori pubblici: è parte della città, della sua storia, della sua arte, della sua bellezza, della sua salute e della sua capacità di resistere al caldo e allo smog.
Chiediamo che ogni decisione futura sia fondata su documentazione verificabile e che, per quanto già accaduto, venga resa disponibile tutta la documentazione necessaria a ricostruire quanti alberi sono stati abbattuti, perché, da chi, con quali valutazioni, con quali costi e con quali compensazioni.
Roma deve tornare a essere una città che protegge i propri alberi, non una città che li perde uno dopo l’altro.
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Petizione creata in data 6 febbraio 2026