Aggiornamento sulla petizioneFATE I NIDIA RISCHIO 100 MILA POSTI DEL PIANO
sarah malnerichTorino, Italia
6 lug 2023

In questi giorni grazie al vostro impegno la petizione ha raggiunto quasi 14 mila firme.
Grazie alla vostra attivazione e all’ingente numero di firme abbiamo potuto scuotere gli organi istituzionali, oltre alle segnalazioni sugli organi di stampa. La petizione che avete sostenuto e diffuso ha avuto 
 ⁃ un articolo su IODonna del Corriere della Sera (dovete scorrerlo perché il pezzo sulla petizione è nell'ultima parte)
- Uno spazio all’interno di Zapping di RadioRai1.


Questo, insieme alla rassegna che vi abbiamo mandato precedentemente e che potete recuperare tra gli aggiornamenti sul sito della petizione, ha condotto a ciò che volevamo, ovvero l’attenzione della politica: il Governo italiano sta trattando con l’Europa per avere una proroga di 3 o 6 mesi per il raggiungimento degli obiettivi. Inoltre le opposizioni hanno presentato in Parlamento un ordine del giorno per chiedere informazioni sullo stato di attuazione del piano e per chiedere che venga attuato interamente.
Ma l’ordine del giorno è stato bocciato. Forse perché è dell’opposizione? A questo punto non ci interessa chi lo presenti, ma l’obiettivo troppo a lungo ignorato, rimandato, mancato sulla nostra pelle: ci interessano i 264.480 bambini dei nuovi posti per nidi e scuole dell’infanzia e le loro rispettive famiglie. Perché ci si voltano le spalle in questo modo?


-Negli ultimi giorni sono uscite notizie di “concertazione” in sede europea sul #PNRR per i nidi, incentrate sulla richiesta di chiarimento sul tipo di investimenti: non appare chiaro alla commissione se siano progetti di nuova realizzazione o di riqualificazione, il che non fa quantificare bene i posti "nuovi" attivati. Questa fumosa incomprensione  rischia di farci perdere i finanziamenti comunitari per circa 100mila posti nido sui 264.480 totali, con i quali raggiungeremmo l’offerta di 33 posti ogni 100 bambine/i. Neanche  il 100%.
Siamo comunque sotto al minimo sindacale.

 


Questo ci richiede di non abbassare l’attenzione, anzi pretendere ora più che mai che gli obiettivi vengano raggiunti interamente. 
Fate firmare ancora, e ancora e ancora. Se necessario andremo in piazza, perché dal governo non arriva NESSUNA RISPOSTA UFFICIALE, né alle opposizioni in Parlamento, né ai cittadini e alle cittadine, cioè noi.

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