Guardie giurate, stipendi e problemi della categoria con salari da fame 980,00 euro.

Il problema

Indennità irrisorie, poche tutele e la condizione degli agenti, per tanto controlliamo banche, supermercati, piantonento siti sensibili, come ambasciate e tribunali. Persino «installazioni militari», come scrive il ministero della Difesa. E siamo sempre dei " vigilantes " privati quelli che si trovano agli ingressi dei Palazzi di giustizia di varie città d'Italia. Siamo dei numeri abbastanza importanti che fanno delle guardie giurate il sesto corpo di ordine pubblico italiano. I carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza sui 60 mila e la Forestale 7.600. Poi da quando il contratto prevede personale non armato nelle portinerie, il nostro numero è sceso. Il mondo della vigilanza privata sta diventando sempre più sgradevole per noi guardie giurate. Un' ambiente pieno di intrighi e di ingiustizie che ricadono sulle spalle dei lavoratori. Finché ci saranno persone capaci di chiudere gli occhi e di chinare la testa di fronte ai soprusi, esiste la speranza di poter cambiare le cose. Almeno sapete chi siamo noi? Siamo guardie Giurate detti INVISIBILI, quelli che aspettano e nessuno nota, nessuno sa chi o casa siamo realmente, nessuno che si chiede delle nostre realtà, delle nostre famiglie. Eppure sempre presenti, anche quando qualcuno di noi ci lascia, anche quando prendiamo Mille maledettissimi euro al mese per rischiare la propria vita ogni giorno, sempre li ad aspettare. Perché noi aspettiamo, se ci va bene seduti in una guardiola ad alienare il nostro sguardo, ma per fortuna seduti ed al riparo dalle intemperie, altrimenti in piedi, sole o pioggia non ha importanza, giubbotto antiproiettili e telefonino per chiedere aiuto con la speranza che “CERTA GENTE” si dimentichi di passare di là, 8 ore ad aspettare. Purtroppo noi mon siamo nulla, forse proprio perché “ SIAMO INVISIBILI”. Abbiamo regole vecchie più di 60 anni, ( stipendi da fame ), nessun vero diritto legislativo per i ruoli di responsabilità che copriamo. Migliaia di “privati cittadini” autorizzati a girare armati dopo aver sparato una manciata di colpi in un poligono come se fossero in un lunapark. A volte vorrei sapere cosa siamo, perché non riusciamo a farci vedere dagli altri? «SIAMO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro, però, non sono cambiate. Precariato, turni anche di 12 ore e stipendi irrisori restano. E pesano sulle nostre vite, spesso considerati «meno di niente». Siamo Incaricati di pubblico servizio, non siamo pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all'esclusivo controllo. Se sei in servizio in un accesso e chiedi i documenti, siamo derisi. Spesso ci mandano pure a quel Paese. E, educazione a parte, a ragione. Svolgiamo quasi gli stessi compiti delle forze dell'ordine, ma non lo siamo. Non siamo riconosciuti. Non siamo né carne né pesce. Se ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma da sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima magari facevano i cassieri nei supermercati. Non chiedono più poteri, questo deve essere chiaro: Non vogliamo essere carabinieri, né poliziotti. Esigiamo solo più sicurezza. E più tutele, come quelle delle forze dell'ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Corsi di autodifesa, visto che l'uso dell'arma è solo una extrema ratio. E maggiore stabilità contrattuale. Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni, ovvio SIAMO CONSIDERATI MENO DI ZERO!
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Paolo InterdonatoPromotore della petizione
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Il problema

Indennità irrisorie, poche tutele e la condizione degli agenti, per tanto controlliamo banche, supermercati, piantonento siti sensibili, come ambasciate e tribunali. Persino «installazioni militari», come scrive il ministero della Difesa. E siamo sempre dei " vigilantes " privati quelli che si trovano agli ingressi dei Palazzi di giustizia di varie città d'Italia. Siamo dei numeri abbastanza importanti che fanno delle guardie giurate il sesto corpo di ordine pubblico italiano. I carabinieri si aggirano sulle 105 mila unità, la polizia di Stato 100 mila, quella penitenziaria poco meno di 39 mila, la Guardia di finanza sui 60 mila e la Forestale 7.600. Poi da quando il contratto prevede personale non armato nelle portinerie, il nostro numero è sceso. Il mondo della vigilanza privata sta diventando sempre più sgradevole per noi guardie giurate. Un' ambiente pieno di intrighi e di ingiustizie che ricadono sulle spalle dei lavoratori. Finché ci saranno persone capaci di chiudere gli occhi e di chinare la testa di fronte ai soprusi, esiste la speranza di poter cambiare le cose. Almeno sapete chi siamo noi? Siamo guardie Giurate detti INVISIBILI, quelli che aspettano e nessuno nota, nessuno sa chi o casa siamo realmente, nessuno che si chiede delle nostre realtà, delle nostre famiglie. Eppure sempre presenti, anche quando qualcuno di noi ci lascia, anche quando prendiamo Mille maledettissimi euro al mese per rischiare la propria vita ogni giorno, sempre li ad aspettare. Perché noi aspettiamo, se ci va bene seduti in una guardiola ad alienare il nostro sguardo, ma per fortuna seduti ed al riparo dalle intemperie, altrimenti in piedi, sole o pioggia non ha importanza, giubbotto antiproiettili e telefonino per chiedere aiuto con la speranza che “CERTA GENTE” si dimentichi di passare di là, 8 ore ad aspettare. Purtroppo noi mon siamo nulla, forse proprio perché “ SIAMO INVISIBILI”. Abbiamo regole vecchie più di 60 anni, ( stipendi da fame ), nessun vero diritto legislativo per i ruoli di responsabilità che copriamo. Migliaia di “privati cittadini” autorizzati a girare armati dopo aver sparato una manciata di colpi in un poligono come se fossero in un lunapark. A volte vorrei sapere cosa siamo, perché non riusciamo a farci vedere dagli altri? «SIAMO CONSIDERATI MENO DI ZERO». Le condizioni di lavoro, però, non sono cambiate. Precariato, turni anche di 12 ore e stipendi irrisori restano. E pesano sulle nostre vite, spesso considerati «meno di niente». Siamo Incaricati di pubblico servizio, non siamo pubblici ufficiali. Una differenza non da poco. Visto che limita le mansioni all'esclusivo controllo. Se sei in servizio in un accesso e chiedi i documenti, siamo derisi. Spesso ci mandano pure a quel Paese. E, educazione a parte, a ragione. Svolgiamo quasi gli stessi compiti delle forze dell'ordine, ma non lo siamo. Non siamo riconosciuti. Non siamo né carne né pesce. Se ogni società di vigilanza è controllata da questure e prefetture, il loro contratto non è seguito dal Viminale, ma da sindacati, spesso coordinati da persone che non sanno nulla della professione e che prima magari facevano i cassieri nei supermercati. Non chiedono più poteri, questo deve essere chiaro: Non vogliamo essere carabinieri, né poliziotti. Esigiamo solo più sicurezza. E più tutele, come quelle delle forze dell'ordine. Per esempio, essere in servizio in due in pattuglia, mentre per contratto i vigilantes devono essere soli. Corsi di autodifesa, visto che l'uso dell'arma è solo una extrema ratio. E maggiore stabilità contrattuale. Gli stipendi sono decisi a livello provinciale e non si vedono aumenti da anni, ovvio SIAMO CONSIDERATI MENO DI ZERO!
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Paolo InterdonatoPromotore della petizione

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Petizione creata in data 22 marzo 2016