Un disco d'oro per Foto Di Gruppo di Bassi Maestro

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“Mia Maestà” è soltanto l’ultimo episodio di una delle storie più belle del rap italiano. La storia di un uomo che ha fatto dell’arte la propria vita, curandola personalmente senza mai snaturarla ma – piuttosto- difendendola a spada tratta, nonostante il tempo ed i cambiamenti che questo porta. Bassi Maestro è uno dei pochi artisti cui si può realmente attribuire lo status di leggenda del rap game italiano. Il suo è un curriculum che non ha bisogno di presentazioni per il solo fatto che una figura come la sua ha contribuito nel tempo a dare la possibilità alle generazioni successive di portare con orgoglio il vessillo del rap in un Paese come il nostro, in cui questo genere ha trovato sempre molti ostacoli lungo la sua strada.

Bassi è riuscito a vivere da protagonista la golden age del rap in Italia, rappresentandola anche oltre i confini nazionali, come le molte produzioni date a rapper americani testimoniano.  Molti, dopo quegli anni, hanno preferito intraprendere direzioni parallele alle loro carriere, alcuni virando su altri generi, come Neffa, ed altri investendo prolificamente su nuovi business, come Fritz Da Cat. Nonostante la storia del rap in Italia abbia vissuto più bassi che alti, con questi ultimi che si stanno manifestando solo ultimamente, Bassi non ha mai pensato un secondo di smettere con quella che spesso ha definito come “una benedizione”, cioè quella del rap. Piuttosto, ha continuato a sfornare dischi con una continuità disarmante e un’attenzione alla qualità che non ha fatto altro che migliorare nel corso del tempo. Bassi Maestro è un self-made ed il suo ruolo di guida all’interno della scena non è altro che la dimostrazione di come, se è vero che è il tempo a dare risposte, Busdeez abbia risposto sempre presente.

“Foto di Gruppo” ha compiuto vent’anni di vita. Molto più di un album. Questo progetto rappresenta non solo Bassi ma la mentalità collettiva impregnata di nostalgia ed instabilità che i fautori del genere respiravano. Ma c’era anche tanta coesione, dei valori importanti, delle prospettive ben definite e degli obiettivi condivisi. Di quel periodo oggi sembra esser rimasta davvero soltanto quella “foto di gruppo”, ancora oggi osannata nei live in giro per l’Italia.

Ma quel disco in realtà era già avanti sotto molti aspetti. Già vent’anni fa Bassi ed i suoi soci si chiedevano “Cosa Resterà”, come fossero già consapevoli della loro visione d’insieme. Bosca faceva viaggiare le liriche dei Poeti Maledetti su una strumentale indimenticabile in “Family & Business” e Bassi – in quanto solista – si apprestava a mettere la firma su capolavori quali “Conosci il mio steelo” o “Il tipo di persona”. 

Il punto è che un album così non va raccontato né tanto meno spiegato. Ci piacerebbe soltanto che – in occasione del suo anniversario – ogni hip hop headz che possa definirsi tale si sforzi nel porsi un obiettivo comune e condiviso, come accadeva ai tempi. Sarebbe bello se ci impegnassimo tutti allo stesso modo  nel far raggiungere un traguardo storico ad un disco come “Foto di Gruppo”.

Un disco nato lontano dall’era di internet, dei social e dell’apparire. Un disco in grado di suonare sempre attuale e che vorremmo potesse raggiungere una certificazione grazie agli streaming di ognuno di noi. Non perché questo oggi sia un simbolo di valore, perché come ben sappiamo sono ben altri i parametri con cui giudicare la musica, che forse non c’hanno proprio niente a che fare con le certificazioni. Ma questo disco lo merita, come lo merita Bassi che della sua carriera ha fatto la spina dorsale dell’Hip-Hop che oggi stiamo imparando tutti a conoscere.

[Articolo di Rapologia.it]



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