#LinfanziaCheEsisteeResiste Difendiamo tutti i bambini!

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 (English version at the bottom of the page)

  • Al Presidente della Repubblica Mattarella,
  • Al Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati,
  • Al Presidente delle Camera dei Deputati Roberto Fico,
  • Al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte,
  • Alla Commissione Parlamentare per l'infanzia e l'adolescenza,
  • All'Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali,
  • Al Dipartimento per le Pari Opportunità,
  • Al Commissario Europeo per i diritti umani Dunja Mijatović,
  • Al Comitato ONU sui diritti dell'infanzia,

I bambini e le bambine che si identificano con un genere diverso da quello assegnato alla nascita sono  bambini come tutti gli altri. Giocano, corrono, litigano, ridono, piangono. Non sono tanti, ma tanta è la pressione sociale esercitata quotidianamente su ognuno di loro. Questo li porta a nascondersi, a crescere nell’ombra di se stessi, a non riuscire a vivere un’infanzia e adolescenza serena come tutti gli altri.


Il 24 dicembre 2018 numerose famiglie, nonché la comunità scientifica che in Italia si occupa di varianza di genere nell’infanzia, tra cui l’Osservatorio Nazionale Identità di Genere (ONIG), il gruppo di ricerca della Sapienza di Roma sullo Sviluppo dell’Identità di Genere (URSIG), il Servizio Adeguamento Identità Fisica e Identità Psichica di Roma SAIFIP, la società italiana di psicoterapia per lo studio delle identità sessuali (SIPSIS), la Fondazione Genere Identità e Cultura,  gran parte delle associazioni LGBTIQ+, decine di associazioni nazionali e internazionali, e centinaia di persone si sono unite in coro all’unisono contro la pubblicazione di un articolo su Panorama (19 dic. 2018) il cui chiaro intento era offrire un’informazione sulla varianza di genere allarmista atta a screditare l’esperienza de* bambin* che non si riconoscono nel loro sesso biologico e delle loro famiglie. Lo stesso Osservatorio Nazionale Identità di Genere ha scritto al direttore del giornale per rettificare le errate informazioni date. Qui il comunicato.

Le ondate di oscurantismo e mala informazione di cui spesso siamo testimoni non solo non permettono di conoscere in maniera adeguata l’argomento in questione, ma nuocciono gravemente al benessere e alla salute di questi bambin* e delle famiglie coinvolte. Questo è ancor più vero in un Paese, come l’Italia, dove le risorse disponibili e le politiche pensate per loro sono praticamente inesistenti.

La famiglia ha un ruolo fondamentale nel garantire un ambiente sicuro e amorevole per i bambini, ma spesso non ha le risorse e il supporto necessario per poter gestire in modo positivo la varianza di genere del/la propri* figli*. Lo stesso vale per la comunità scolastica e medica che quasi sempre manca di una formazione adeguata e aggiornata che permetta di gestire nella giusta maniera e senza pregiudizi una realtà che non può più essere ignorata. Ecco perché è importante che la cattiva informazione sia contrastata da linee guida e informazioni serie e precise.

Altri Paesi in Europa già hanno preso atto delle necessità di quest* bambin* e delle loro famiglie e hanno attuato tutta una serie di misure politiche e giuridiche per farvi fronte.
L’Italia ancora no.


Partendo da questa assenza, esortiamo pertanto le istituzioni italiane a:

  • - Attuare con urgenza quelle disposizioni internazionali, raccolte nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia, ratificata dall’Italia nel 1991, focalizzandosi in particolare sui principi di uguaglianza e non discriminazione, diritto alla vita, sopravvivenza e sviluppo, migliori interessi del bambino e rispetto per le opinioni del bambino, anche e soprattutto in ambito legale (Art. 2-3-6-12).  Principio di uguaglianza e non discriminazione garantito anche dall’art. 3 della nostra Costituzione che obbliga la Repubblica Italiana a rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana (...).
  • Creare delle misure efficaci che promuovano lo sviluppo di  curricula e materiali didattici inclusivi, formazione e sostegno a insegnanti e altro personale scolastico, programmi di educazione e sostegno per i genitori e programmi di sensibilizzazione che alimentino il rispetto e la comprensione della diversità di genere.
  • Creare in ogni regione d’Italia degli spazi di ascolto sicuri e affermativi in cui i bambin* e le loro famiglie possano essere sostenuti e aiutati ad affrontare i pregiudizi e le discriminazioni che possono incontrare (tenendo ben presente che il rifiuto di cui spesso sono vittime quest* bambin* può portare, in mancanza di appoggio, a sentimenti di isolamento e depressione e quindi a atti di autolesionismo e  al suicidio)
  • Condannare qualsiasi atto o attività che porti alla violenza e alla discriminazione nei confronti di giovani trans, sia essa personale o istituzionale, come un attacco alla diversità e ai diritti umani.

Esortiamo altresì il Consiglio d’Europa a

  • - Vigilare l’operato dell’Italia e assicurarsi che i diritti di tutti i bambini vengano salvaguardati

 

E` ora che si smetta di usare i bambini che esprimono una varianza di genere col solo scopo di alimentare sterili polemiche propagandistiche e di fare invece politica vera, quella che ha a cuore l’interesse dei cittadini, bambin* compresi.  Ognuno di loro ha l’inalienabile diritto di vivere la propria vita giocando, andando a scuola, facendo sport, e crescendo in armonia con se stess*. 

Come dichiarò Mandela:

“Non c’è nulla in grado di dimostrare quale sia la vera anima di una società se non il modo in cui i bambini vengono trattati”.

Chiediamo all’Italia che ci mostri la sua anima migliore.

Progetto Genderlens

www.genderlens.org

contributi video

Michela Mariotto al Parks

Camilla Vivian Tedx Vicenza

 

 

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English versions

Children who identify with a gender other than the one assigned at birth are children like any other kid. They play, they run, they fight, they laugh and they cry. They are not many, but the social pressure on each of them is huge. This leads them to hiding, to growing in the shadow of themselves, to lacking the childhood and adolescence they deserve.

On December 24, 2018, numerous families, as well as the scientific community that in Italy deals with gender variance in childhood, including the National Observatory of Gender Identity (ONIG), the Sapienza University research group in Rome on  Development of Gender Identity (URSIG), the Italian society of psychotherapy for the study of sexual identities (SIPSIS),  many  LGBTIQ + associations, and hundreds of single citizens, joined together against the publication of an article on the magazine Panorama (December 19, 2018) whose clear intent was to provide alarmist and incorrect information on gender variance in order to discredit the experience of such children and their families.

The waves of obscurantism and wrong information we  often witness not only do not allow us to get to know gender variance properly, but seriously damage the well-being and health of the children and  families involved. This is even truer in a country,  Italy, where  resources are not available nor are there policies to protect these kids and their families.

Families play a key role in ensuring a safe and caring environment for gender variant children, but often do not have the resources and support needed to be able to positively manage their kids' gender variance. The same is true for schools and for the health system. Both  lack adequate and updated training about a reality that can no longer be ignored. This is why it is important to create guidelines and give real information.

Other countries in Europe have already taken note of the needs of these children and their families and have implemented a series of political and legal measures in order to protect them.


Italy does not have any.


We therefore urge the Italian institutions to:

 

  • Implement urgently those international provisions, gathered in the UN Convention on the Rights of the Child, ratified by Italy in 1991, focusing in particular on the principles of equality and non-discrimination, the right to life, survival and development, the child's best interests and respect for the opinions of the child, also and above all in the legal field (Article 2-3-6-12). The same principle of equality and non-discrimination is also guaranteed by art. 3 of our Constitution that obliges the Italian Republic to remove any economic and social obstacle that  limits the freedom and equality of citizens and does not allow the full development of the human person (...).
  • Create effective measures that promote the development of curricula and inclusive teaching materials, training and support for teachers and other school staff, education and support programs for parents and awareness programs that foster respect and understanding of gender diversity.
  • To create safe and affirmative support centers in every region of Italy where children and their families can be welcomed and helped to face the prejudices and discriminations they may encounter (bearing in mind that the rejection  these children are often victims can lead, in the absence of support, to feelings of isolation and depression and therefore to acts of self-harm and suicide) 
  • Condemn any act or activity that leads to violence and discrimination against trans people, be it personal or institutional, as an attack on diversity and human rights.

We also urge the Council of Europe to:

  • Watch over the work of Italy and ensure that the rights of all children are safeguarded.


It is time that people stop using gender variant children for creating sterile and untruthful propaganda. It is time to  create real policies that aim to protect citizens’ interests and especially to safeguard children’s wellbeing. Each of our kids has the inalienable right to live his/her life like any other child: playing, going to school, doing sports, and growing in harmony with themselves. We, as adults, have the duty to defend it.


As Mandela declared:

“There can be no keener revelation of a society’s soul than the way in which it treats its children”

We demand Italy to show us its best soul.


Genderlens Project

www.genderlens.org

 

 

 

 

 

 

 



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