

AGGIORNAMENTO n. 134 (14 aprile 2025)
Oggi celebriamo un bel risultato ottenuto dalle associazioni di tutela dei diritti dei malati non autosufficienti. La Commissione bilancio del Senato ha dichiarato inammissibile l’emendamento alla legge sulle prestazioni sanitarie presentata dall’on. Cantù (Lega) che voleva:
1) cancellare la possibilità dei ricoveri socio-sanitari pagati interamente dal SSN per i malati gravissimi;
2) dividere le prestazioni sanitarie da quelle “assistenziali” nei ricoveri in Rsa, con il risultato di rendere la definizione della quota sanitaria un “terno al lotto”, modificabile in qualsiasi momento a seconda delle condizioni del malato (ma mai coperta al 100% dalla Sanità);
3) fermare tutte le cause per l’ottenimento del 100% a carico del SSN in essere.
Niente di tutto questo per ora succederà. Il dietrofront è stato imposto dalla Commissione Bilancio del Senato, dopo che il Governo, per bocca del Sottosegretario alla Sanità, Gemmato, aveva confermato che i soldi per coprire i Lea ci sono e che tali prestazioni vanno assicurate (ricordiamo che i Lea prevedono sia il 100% di copertura della retta da parte del Servizio sanitario per i casi in cui le prestazioni sanitarie e assistenziali sono inscindibili, sia il 50% di copertura della retta da parte del SSN per tutti i non autosufficienti ricoverati in Rsa).
Rimangono quindi valide anche le cause in corso per l’ottenimento del 100%.
È ora necessario continuare la battaglia e la rivendicazione del diritto, specialmente sulla copertura del 50% a carico del SSN. Infatti, in moltissimi casi, a livello regionale la quota sanitaria (il 50% della retta totale) viene negata per la condizione socio-economica dei richiedenti (Isee/possesso della casa), oppure motivando la negazione con la carenza di risorse dell’ente pubblico.
Entrambi sono pretesti non legittimi: i Livelli essenziali come la quota del 50% del ricovero pagata dal SSN, devono essere garantiti senza ulteriori “sbarramenti all’accesso”. Se le risorse sono scarse, i Lea hanno la precedenza su tutte le altre spese.
Quindi, oggi molto bene la vittoria e il mantenimento delle garanzie sanitarie. Ma l’impegno continua e anzi deve essere più intenso perché il 50% venga garantito a tutti i degenti in Rsa.
Restiamo uniti!
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