

AGGIORNAMENTO n. 75 (6 marzo 2024)
Sulla Legge 33/2023 è fondamentale distaccarsi dalle attuali "semplificazioni "mediatiche e dalle attribuzioni di responsabilità unilaterali (si legga ad es. quanto riportato qui). Difatti appare improprio attribuire l'inefficacia della legge esclusivamente all'attuale Governo, considerando il complesso iter legislativo che ha portato alla sua adozione e le successive implementazioni
Il percorso legislativo della Legge n. 33 del 2023 rivela che essa è stata inizialmente approvata il 10 ottobre 2022, durante l'ultimo Consiglio dei Ministri del Governo Draghi, nonostante il governo fosse dimissionario e operasse in regime di affari correnti dal 20 luglio 2022.
La successiva approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, sotto la guida di Meloni, è avvenuta il 19 gennaio 2023.
L'iter si è completato con l'approvazione, con emendamenti, da parte del Senato l'8 marzo 2023 e l'approvazione definitiva, senza modifiche, dalla Camera dei Deputati il 21 marzo 2023, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale il 30 marzo 2023.
Nonostante le fasi di emendamento abbiano introdotto miglioramenti al testo, la struttura della legge presenta sue proprie criticità.
Il Prof. Giovanni Maria Flick, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, ha sottolineato che: 'Uscire dal terreno sicuro del sanitario e del socio-sanitario, come prospettato dalla Legge 33/2023, equivale a una sottrazione di tutele per i malati cronici non autosufficienti, che invece devono essere mantenuti nella dimensione di tutela sanitaria per tutte le loro esigenze' (Roma, 17 maggio 2023).
La Legge 33/2023 lede, dunque, i diritti fondamentali delle persone anziane malate e non autosufficienti, indipendentemente dall'attuale schema di decreto.
Restiamo uniti!