

Diritto all'aggiornamento accessibile per le guide turistiche: chiediamo corsi gratuiti
Il problema
La professione di guida turistica rappresenta un presidio fondamentale per la tutela, la narrazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale italiano. Per svolgere questo ruolo con competenza e al passo con i tempi, l'aggiornamento professionale continuo è essenziale.
Tuttavia, le modalità con cui oggi vengono imposti i corsi di aggiornamento per la nostra categoria presentano forti criticità e ingiuste disparità rispetto ad altre professioni intellettuali.
Le criticità attuali
Costi interamente a carico dei professionisti e ridotta scelta degli argomenti su cui aggiornarsi: a differenza di quanto avviene per altre categorie (come giornalisti, avvocati, medici, ingegneri, docenti), per le guide turistiche tutti i corsi di aggiornamento sono a pagamento, e la scelta dei temi è limitata perché limitato è il numero di Enti Accreditati. Questo trasforma un dovere formativo in un onere economico gravoso, pesantemente penalizzante in un settore caratterizzato da forte stagionalità e discontinuità dei redditi. Inoltre costringe le guide a pagare per corsi ai quali sono meno interessate, vista la scarsa scelta. E numerosi corsi di approfondimento, realmente interessanti, non vengono riconosciuti perché non organizzati da Enti accreditati.
Rigidità negli obblighi di frequenza (soglia minima all'80%): l'imposizione di percentuali di presenza così elevate in orari e date rigidi rende estremamente difficile, se non impossibile, conciliare la formazione con l'attività lavorativa sul campo, soprattutto durante i periodi di alta stagione.
Assenza di flessibilità digitale: nel panorama formativo moderno, l'esclusione di modalità fruibili on-demand o attraverso piattaforme e-learning certificate mortifica la gestione autonoma del tempo del professionista, ignorando gli standard tecnologici ormai diffusi in ogni altro settore lavorativo.
Le nostre richieste
Chiediamo con forza al Ministero del Turismo e agli enti accreditati:
L'istituzione di percorsi di aggiornamento gratuiti accanto a quelli a pagamento, e di corsi a prezzi calmierati, ampliando così la scelta e garantendo anche una formazione senza esborsi economici a tutti i professionisti, inclusi coloro che affrontano una forte discontinuità di reddito o volumi di lavoro ridotti.
La flessibilità totale nelle modalità di fruizione, introducendo stabilmente la possibilità di seguire i corsi in modalità on-demand, per permettere a ciascuno di studiare nei momenti di minor carico lavorativo.
La revisione dei criteri di obbligatorietà e frequenza, adattandoli alla realtà dinamica e stagionale della professione di guida turistica.
Aggiornarsi è un valore e una garanzia di qualità per i visitatori, non un privilegio economico o un ostacolo burocratico. L'accesso anche a corsi gratuiti e in modalità flessibile è già una realtà consolidata per quasi tutti gli altri ordini e collegi professionali in Italia. Mantenere queste condizioni penalizzanti solo per le guide turistiche significa creare un'ingiustificata disparità di trattamento che sminuisce la nostra categoria e svantaggia chi lavora sul campo ogni giorno.
Chiediamo parità di diritti e di opportunità formative: firma e condividi questa petizione per cancellare questa disparità, difendere la dignità della nostra professione e tutelare il futuro di tutte le guide turistiche italiane!

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Il problema
La professione di guida turistica rappresenta un presidio fondamentale per la tutela, la narrazione e la valorizzazione del patrimonio storico, artistico e culturale italiano. Per svolgere questo ruolo con competenza e al passo con i tempi, l'aggiornamento professionale continuo è essenziale.
Tuttavia, le modalità con cui oggi vengono imposti i corsi di aggiornamento per la nostra categoria presentano forti criticità e ingiuste disparità rispetto ad altre professioni intellettuali.
Le criticità attuali
Costi interamente a carico dei professionisti e ridotta scelta degli argomenti su cui aggiornarsi: a differenza di quanto avviene per altre categorie (come giornalisti, avvocati, medici, ingegneri, docenti), per le guide turistiche tutti i corsi di aggiornamento sono a pagamento, e la scelta dei temi è limitata perché limitato è il numero di Enti Accreditati. Questo trasforma un dovere formativo in un onere economico gravoso, pesantemente penalizzante in un settore caratterizzato da forte stagionalità e discontinuità dei redditi. Inoltre costringe le guide a pagare per corsi ai quali sono meno interessate, vista la scarsa scelta. E numerosi corsi di approfondimento, realmente interessanti, non vengono riconosciuti perché non organizzati da Enti accreditati.
Rigidità negli obblighi di frequenza (soglia minima all'80%): l'imposizione di percentuali di presenza così elevate in orari e date rigidi rende estremamente difficile, se non impossibile, conciliare la formazione con l'attività lavorativa sul campo, soprattutto durante i periodi di alta stagione.
Assenza di flessibilità digitale: nel panorama formativo moderno, l'esclusione di modalità fruibili on-demand o attraverso piattaforme e-learning certificate mortifica la gestione autonoma del tempo del professionista, ignorando gli standard tecnologici ormai diffusi in ogni altro settore lavorativo.
Le nostre richieste
Chiediamo con forza al Ministero del Turismo e agli enti accreditati:
L'istituzione di percorsi di aggiornamento gratuiti accanto a quelli a pagamento, e di corsi a prezzi calmierati, ampliando così la scelta e garantendo anche una formazione senza esborsi economici a tutti i professionisti, inclusi coloro che affrontano una forte discontinuità di reddito o volumi di lavoro ridotti.
La flessibilità totale nelle modalità di fruizione, introducendo stabilmente la possibilità di seguire i corsi in modalità on-demand, per permettere a ciascuno di studiare nei momenti di minor carico lavorativo.
La revisione dei criteri di obbligatorietà e frequenza, adattandoli alla realtà dinamica e stagionale della professione di guida turistica.
Aggiornarsi è un valore e una garanzia di qualità per i visitatori, non un privilegio economico o un ostacolo burocratico. L'accesso anche a corsi gratuiti e in modalità flessibile è già una realtà consolidata per quasi tutti gli altri ordini e collegi professionali in Italia. Mantenere queste condizioni penalizzanti solo per le guide turistiche significa creare un'ingiustificata disparità di trattamento che sminuisce la nostra categoria e svantaggia chi lavora sul campo ogni giorno.
Chiediamo parità di diritti e di opportunità formative: firma e condividi questa petizione per cancellare questa disparità, difendere la dignità della nostra professione e tutelare il futuro di tutte le guide turistiche italiane!

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Petizione creata in data 17 ottobre 2026