

Cari concittadini,
il percorso iniziato con questa petizione, continua ad essere tortuoso.
In questi mesi abbiamo avuto modo di constatare che il nuovo sistema di raccolta differenziata porta a porta, introdotto dal Comune di Savona con il cosiddetto “Piano Contarina”, ha generato una differenziazione tra cittadini ben più ampia di quella che, come promotrice della petizione, avevo inizialmente immaginato.
L'introduzione delle isole ecologiche a tessera nel centro storico ottocentesco ha creato condizioni profondamente diverse tra una parte della città e l'altra. Nel frattempo continuano a fioccare sanzioni per situazioni che molti cittadini ritengono inevitabili: basti pensare ai mastelli individuali, che non possono essere sorvegliati per tutte le ore in cui rimangono in strada prima del ritiro. Nel centro ottocentesco chiaramente questo problema non si pone. In “periferia” Davanti a portoni, attività commerciali e abitazioni troviamo quotidianamente mastelli, sacchi e contenitori che diventano ricettacolo di sporco, cattivi odori, insetti, blatte, roditori, gabbiani e persino cinghiali. Le condizioni igieniche legate al lavaggio domestico dei mastelli sollevano non poche perplessità.
Tra un senso civico che purtroppo sembra in costante diminuzione e una raccolta che richiederebbe probabilmente un numero maggiore di operatori e passaggi più frequenti per garantire decoro e pulizia, ci troviamo a vivere in una città dove lo sporco è diventato una presenza visibile in molti luoghi, troppi.
Pensiamo anche al problema (mai realmente risolto) della plastica conferita nei sacchi gialli privi di contenitore… Gli archetti installati in alcune zone non sono utili per contenere i sacchi ma solo i bidoni condominiali, dunque questa spesa resta incomprensibile. Savona è una città di mare e sappiamo bene che la dispersione della plastica nell'ambiente può facilmente trasformarsi in un danno per l'ecosistema marino, mettendo a rischio fauna e habitat. Che dire delle attività commerciali che stanno pagando conseguenze ancora più pesanti!!
A fronte di una TARI elevata, si trovano costrette a gestire notevoli quantità di rifiuti all'interno dei locali oppure a collocarli davanti alle proprie attività, con evidenti ripercussioni sul decoro e sulla fruibilità degli spazi. Pensiamo ai ristoranti, ai negozi di ortofrutta, ai bar e alle attività alimentari in generale… Pensiamo alle giornate di maltempo dello scorso inverno e al polistirolo visto volare per le strade.
A tutto questo si aggiungono le numerose segnalazioni di mancati ritiri ripetuti, denunciate da centinaia di cittadini che si sono trovati a convivere con rifiuti lasciati in strada ben oltre i tempi previsti.
Non ci siamo!!!
In questi giorni è arrivato l'avviso di pagamento della TARI per l'anno 2026. Tutti noi vogliamo continuare a contribuire regolarmente ai servizi della città e pagare quanto dovuto, ma abbiamo anche il diritto di chiedere che il servizio reso sia equo, efficiente, decoroso e rispettoso delle esigenze di tutti i cittadini.
Dopo mesi di disagi, in molti riteniamo che il sistema attuale non risponda alle caratteristiche della nostra città, che presenta una delle età medie più elevate d'Italia e una conformazione urbana che rende particolarmente complessa l'applicazione di un modello di raccolta di questo tipo.
Per questo motivo, chi ritiene di aver subito disagi, disparità di trattamento o un servizio non adeguato può valutare, con il supporto delle associazioni di tutela, di un professionista o del proprio legale di fiducia, la presentazione di un ricorso alla Corte di Giustizia Tributaria. Nell'ambito del ricorso può essere richiesta anche la sospensione cautelare dell'atto impugnato, affinché il giudice valuti la temporanea sospensione dei suoi effetti fino alla decisione della controversia, nei casi previsti dalla legge.
Ogni cittadino potrà rappresentare nel proprio ricorso le specifiche problematiche subite: mancati ritiri reiterati, difficoltà logistiche, problematiche igienico-sanitarie, limitazioni all'utilizzo degli immobili, impatti sulle attività economiche, disparità rispetto ad altre zone della città ed ogni altra circostanza documentabile che ritenga rilevante.
L'obiettivo non è soltanto una questione economica. È soprattutto quello di dare un segnale forte e concreto alle istituzioni sul disagio che questo sistema ha causato nella vita quotidiana di migliaia di cittadini, famiglie, lavoratori e attività economiche.
Un pensiero speciale anche per gli operatori ecologici: Sollevare manualmente migliaia di mastelli, sacchi e contenitori durante ogni turno rappresenta un'attività impegnativa e ripetitiva che, nel lungo periodo, può comportare rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. Anche questo aspetto merita attenzione e rispetto.
Per informazioni e approfondimenti potete rivolgervi all'Associazione Diritti, Cultura e Sviluppo, all'Unione Piccoli Proprietari Immobiliari di Savona, alle associazioni di tutela dei consumatori o al vostro legale di fiducia.
Per ulteriori informazioni sul l’impugnazione è possibile scrivere a Catia al numero 333 6013511, risponderemo quanto prima.
L’unione fa la forza !