

La lettera inviata dal Sindaco al Ministero dell’Ambiente per sollecitare l’attivazione del Consorzio previsto dalla Legge 11 del 24 Gennaio 2025 rappresenta un’iniziativa opportuna, che riconosce l’urgenza di intervenire per la tutela e il rilancio della Laguna di Orbetello.
Tuttavia, affinché l’azione del futuro Consorzio possa poggiare su basi solide, è necessario riconoscere anche le responsabilità gestionali pregresse. Un documento ufficiale dell’inventario dei beni trasferiti al Comune dalla Regione Toscana il 31 marzo 2015 — tra cui figurano le idrovore e le stazioni di monitoraggio — evidenzia che molti di questi beni mobili risultano vetusti e necessitano di costose manutenzioni, riparazioni o sono addirittura irreparabili.
Fino a quando non entrerà a regime il Consorzio previsto dalla Legge sul Parco, tali beni restano nella piena disponibilità dell’amministrazione comunale. Una gestione tecnica programmata e puntuale avrebbe consentito di valorizzare anche i fondi regionali già stanziati in passato, evitando situazioni di inefficienza o emergenza.
Oggi più che mai, è essenziale che la transizione verso la governance consortile non sia vissuta come un semplice passaggio formale, ma come un’opportunità concreta per colmare tempestivamente le lacune operative e ripristinare la funzionalità delle infrastrutture esistenti. Solo così sarà possibile affrontare le attuali criticità ambientali e sanitarie con efficacia, coerenza e credibilità.