Update petisiData center in Italia: innovazione sì, ma chi genera i costi deve sostenerli

Le istituzioni accelerano: abbiamo rafforzato la petizione

Mattia AlhadeffMilano, Italia
9 Agu 2026

Le istituzioni stanno intervenendo sui data center.

La legge n. 49/2026 ha introdotto un procedimento autorizzativo unico, con tempi definiti e ridotti anche per le valutazioni ambientali.

Il DDL S.1821, già approvato dalla Camera e ora all’esame del Senato, se approvato delegherà il Governo a definire una disciplina nazionale. Il testo prevede criteri energetici e ambientali, ma attribuisce un peso rilevante anche alla semplificazione e all’accelerazione delle autorizzazioni.

Resta quindi essenziale assicurare che procedure più rapide non significhino controlli più deboli o costi trasferiti alla collettività.

Il 24 luglio il Governo ha inoltre dichiarato di preminente interesse strategico nazionale due specifici programmi di investimento in Lombardia e Piemonte, per circa 8 miliardi di euro, prevedendo la nomina di commissari straordinari. Non significa che tutti i data center siano automaticamente di interesse nazionale, ma indica chiaramente la direzione intrapresa.

Anche i territori si stanno muovendo: la Lombardia ha approvato una legge regionale, numerosi sindaci hanno chiesto un maggiore coinvolgimento dei Comuni e il Piemonte sta preparando una propria disciplina.

Perché abbiamo aggiornato la petizione

Abbiamo aggiornato il testo senza modificarne l’obiettivo originario.

Abbiamo aggiunto:

  • regole proporzionate alle dimensioni e agli effetti dei progetti;
  • il divieto di frazionare artificialmente un grande intervento per evitare gli obblighi;
  • maggiore trasparenza sugli accordi con gli enti pubblici e sugli interventi promessi ai territori;
  • una disciplina più precisa dei costi infrastrutturali e dei pagamenti minimi, anche in caso di ritardi, ridimensionamenti o abbandono dei progetti;
  • una regia nazionale, con requisiti minimi che non possano essere aggirati mediante accordi locali.

Regioni e Comuni devono partecipare alle valutazioni. Ma le condizioni fondamentali non possono dipendere dalla trattativa isolata tra un operatore e il singolo Comune.

Non chiediamo una moratoria e non contestiamo il possibile valore strategico dei data center.

Chiediamo che semplificazione e accelerazione siano accompagnate da trasparenza, garanzie finanziarie, verifiche indipendenti e responsabilità sui costi .

Le istituzioni stanno accelerando. Le garanzie per la collettività devono procedere alla stessa velocità.

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