Contro la Repressione, per il Terra Rossa e il Diritto di Resistenza

Il problema

IL 5 Maggio, dopo appena 55 giorni di attività, le forze dell’ordine, su mandato del sindaco di Lecce, hanno sgomberato il centro Sociale TERRA ROSSA nato sulle ceneri di un ex-asilo nido comunale lasciato da anni in stato di abbandono e degrado.

Malgrado gli alti livelli di consenso sociale che tale esperienza aveva raggiunto, l’amministrazione comunale, anche di fronte all’opposizione esplicita di fette importanti della società civile, ha voluto bruscamente interrompere questa esperienza di mutualismo e rigenerazione urbana, rea di aver messo in evidenza le contraddizioni della politica istituzionale rispetto alla cura delle periferie e alla gestione degli spazi sociali e di aver rivendicato una diversa modalità di organizzazione autonoma dalle logiche dei poteri dominanti.

Ma lo sgombero non è stato sufficiente: su pressioni del sindaco e dei suoi assessori è stata avviata una indagine penale per occupazione abusiva a carico di tre compagni del Collettivo Terra Rossa colpevoli solo di aver preso parte a un progetto che ha coinvolto moltissimi cittadini.

Questi provvedimenti si aggiungono alle decine di denunce che nelle ultime settimane sono state notificate ad attiviste e attivisti dei movimenti in difesa del territorio e contro le speculazioni dei grandi capitali (Popolo degli Ulivi, No Tap, ecc.), così come alla tendenza a reprimere con sgomberi e denunce le tante esperienze di autogestione attive in tutto il territorio nazionale.

Noi chiediamo l’archiviazione di queste denunce, rivendicando la legittimità di tutte le esperienze di mutualismo e autogestione anche attraverso pratiche di conflitto che puntino a produrre trasformazioni sociali in senso progressivo.

Noi vogliamo che il Terra Rossa prosegua le sue attività di mutualismo solidale, ma soprattutto chiediamo il riconoscimento degli spazi di autogestione e autogoverno come esempi di impegno civico da sostenere, non criminalizzare.

Questo si lega alla più ampia battaglia nazionale per l’inserimento in Costituzione del diritto e dovere di resistenza quando i pubblici poteri violino i diritti dei cittadini e quando essa miri all’estensione delle condizioni democratiche attraverso le pratiche di conflitto e di partecipazione popolare alla vita pubblica.

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Fabio De NardisPromotore della petizione
Questa petizione aveva 120 sostenitori

Il problema

IL 5 Maggio, dopo appena 55 giorni di attività, le forze dell’ordine, su mandato del sindaco di Lecce, hanno sgomberato il centro Sociale TERRA ROSSA nato sulle ceneri di un ex-asilo nido comunale lasciato da anni in stato di abbandono e degrado.

Malgrado gli alti livelli di consenso sociale che tale esperienza aveva raggiunto, l’amministrazione comunale, anche di fronte all’opposizione esplicita di fette importanti della società civile, ha voluto bruscamente interrompere questa esperienza di mutualismo e rigenerazione urbana, rea di aver messo in evidenza le contraddizioni della politica istituzionale rispetto alla cura delle periferie e alla gestione degli spazi sociali e di aver rivendicato una diversa modalità di organizzazione autonoma dalle logiche dei poteri dominanti.

Ma lo sgombero non è stato sufficiente: su pressioni del sindaco e dei suoi assessori è stata avviata una indagine penale per occupazione abusiva a carico di tre compagni del Collettivo Terra Rossa colpevoli solo di aver preso parte a un progetto che ha coinvolto moltissimi cittadini.

Questi provvedimenti si aggiungono alle decine di denunce che nelle ultime settimane sono state notificate ad attiviste e attivisti dei movimenti in difesa del territorio e contro le speculazioni dei grandi capitali (Popolo degli Ulivi, No Tap, ecc.), così come alla tendenza a reprimere con sgomberi e denunce le tante esperienze di autogestione attive in tutto il territorio nazionale.

Noi chiediamo l’archiviazione di queste denunce, rivendicando la legittimità di tutte le esperienze di mutualismo e autogestione anche attraverso pratiche di conflitto che puntino a produrre trasformazioni sociali in senso progressivo.

Noi vogliamo che il Terra Rossa prosegua le sue attività di mutualismo solidale, ma soprattutto chiediamo il riconoscimento degli spazi di autogestione e autogoverno come esempi di impegno civico da sostenere, non criminalizzare.

Questo si lega alla più ampia battaglia nazionale per l’inserimento in Costituzione del diritto e dovere di resistenza quando i pubblici poteri violino i diritti dei cittadini e quando essa miri all’estensione delle condizioni democratiche attraverso le pratiche di conflitto e di partecipazione popolare alla vita pubblica.

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Fabio De NardisPromotore della petizione

I decisori

CSOA Terra Rossa
CSOA Terra Rossa

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Petizione creata in data 24 maggio 2016