Portiamo Pechino Express nella Repubblica Popolare Democratica di Corea

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Pechino Express è un reality show molto apprezzato in Italia, soprattutto perché, diversamente dagli altri reality show, permette di vedere i monumenti più significativi e la Storia di altri Paesi, conoscere altre culture e tradizioni e conoscere altre lingue. È un programma che mostra quali sono le reali condizioni di vita in determinati Stati, e ci consente di conoscere quale sia la vita quotidiana di queste persone. Contro ogni pregiudizio e contro ogni ipocrisia occidentale o filoamericana, Pechino Express è stato spesso ambientato in Paesi "scomodi" per l'Occidente e per l'imperialismo statunitense, prima tra tutti la stessa Cina, ma poi anche il Nepal, appena liberatosi dalla monarchia, l'India, da anni in guerra contro i ribelli maoisti Naxaliti, il cui governo è sempre più odiato dai cittadini, il Vietnam, la Cambogia ed il Laos, ingiustamente considerati delle "dittature comuniste" (anche se il termine in sé è un ossimoro), la Birmania, l'Ecuador di Rafael Correa ed il Brasile di Dilma Rousseff. 

Nel corso del 2017, gli Stati Uniti, la Corea del Sud ed il Giappone hanno aumentato le sanzioni contro la Corea del Nord ed hanno incominciato delle pericolose esercitazioni miliatari sul confine tra le due Coree. Nell'aprile, c'è stata una simulazione di un attacco a Pyongyang, come avviene ormai da anni (almeno dal 1994, ossia da quando salì al potere Kim Jong-il), e la Corea del Nord ha dovuto rispondere coi test missilistici, mentre in Occidente veniva preparato un attacco mediatico contro di essa volto a screditarla e ad indignare la gente (quello che il giornalista di PandoraTv Roberto Quaglia chiama "avanspettacolo di guerra"). Il popolo deve comprendere che il problema non è costituito dal regime nordcoreano, bensì dalle truppe statunitensi ancora stanziate in Corea del Sud. La stessa Corea del Sud, peraltro, non può essere definita un Paese libero, perché esiste tuttora la "Legge di Sicurezza Nazionale", la cosiddetta "Legge anticomunista", che condanna i comunisti ed i sostenitori della Repubblica Democratica Popolare di Corea a scontare dodici anni di galera, e oltre la metà della popolazione vorrebbe che le truppe americane si ritirassero dal Paese, fatto che ha dato origine ad enormi proteste, che in passato sono state represse nel sangue. 

Il Presidente sudcoreano Moon Jae-in si è dichiarato disposto al dialogo, ha richiesto la ritirata delle truppe statunitensi dalla penisola, ed ha promosso delle iniziative a favore della pace tra le due Coree, soprattutto gare sportive, ma anche manifestazioni, aree industriali e persino i Giochi Olimpici, riprendendo la "Sunshine policy" di Kim Dae-jung e Roh Moo-hyun. 

In questo momento è fondamentale promuovere un messaggio di pace e di unità attraverso il riavvicinamento tra le due Coree in funzione antiamericana. È importante andare oltre ogni pregiudizio e mostrare la realtà dei fatti, non la propaganda americana che ritrae la Corea del Nord come una terribile dittatura. Pertanto, chiediamo al conduttore di Pechino Express Costantino della Gherardesca e al Presidente della Rai Monica Maggioni di accettare questa iniziativa di pace portando Pechino Express in entrambe le Coree, e ai Presidenti Kim Jong-un e Moon Jae-in di consentire le riprese. Forse sembrerà un'idiozia, ma, come ci ha insegnato la diplomazia del ping pong tra Cina e Stati Uniti, anche lo sport, il gioco, le manifestazioni ed i programmi televisivi possono essere all'origine di un'iniziativa di pace, e magari un giorno i dieci punti per la Riunificazione Coreana di Kim Il-sung potranno essere attuati. Lo chiediamo per una Corea unita, libera dall'imperialismo americano e socialista, ma soprattutto per avere un'informazione libera.



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