

APPELLO per i Governi e gli Enti Locali per la situazione nel Saharawi
Il problema
La Guera, campi profughi, 31 marzo 2016
[English version]
Siamo volontari e cooperanti di differenti associazioni, organizzazioni e nazionalità in visita ai campi profughi saharawi nel deserto algerino.
Dopo tanti anni di attività svolta nella difesa del diritto all’autodeterminazione e indipendenza del popolo saharawi e nella raccolta fondi a scopo umanitario a loro favore, abbiamo toccato con mano l’eventualitá di un possibile ritorno alle armi.
Molti sono i giovani che, stanchi di non vedere e non avere possibilità di futuro, in assenza di risposta da parte della diplomazia internazionale, premono affinchè la Repubblica Saharawi consideri concluso il dialogo político per l’attuazione del referendum.
Le azioni intraprese dal Marocco durante la visita del Segretario delle Nazioni Unite Ban ki Moon quali: detenzioni per reati di opinioni, uccisione arbitraria nei territorio liberati, la grave esplulsione della componente civile e amministrativa della missione Onu Minurso dai territori occupati, l’incremento delle truppe lungo il muro, stanno provacando un’escalation che, se non arrestata, rendono assai probabile il ritorno al conflitto.
Riteniamo quindi essenziale che il Consiglio di Sicurezza dopo le dichiarazioni dei primi di marzo del suo Segretario, arrivi a proporre nei prossimi giorni soluzioni concrete per l’attuazione del referendum così come da accordi di pace del 1991.
E’ necessario evitare le drammatiche conseguenze per i Popoli di tutta la Regione oltrechè non creare un’ulteriore focolaio di destabilizzazione dell’area mediterranea giá pesantemente colpita dalle attuali situazioni di crisi, guerre e terrorismo.
Chiediamo:
1) Il rispetto del diritto all’autodeterminazione del Popolo saharawi attraverso il referendum da svolgersi entro il corrente anno
2) L’intervento per ottenere il ritorno della missione Minurso con tutte le sue componenti nei territori occupati e l’estensione del suo mandato al monitoraggio sul rispetto dei diritti umani che sono costantemente violati come più volte rilevato dai dossier di Amnesty International e Fondazione R. Kennedy.
3) La liberazione inmediata dei tredici prigionieri saharawi di Gdem Izik in sciopero della fame per i diritti negati a tutti i prigionieri politici saharawi.
Primi firmatari:
Nadia Conti, Massimiliano Caligara, Francesca Materozzi, Paolo Mazzinghi, Eugenio Mastrogiacomo, Giovanni Militello, Elena Bonvissuto, Grazia Pinna, Matteo Corona, Franco Naldi, Barbara Stivanello

Il problema
La Guera, campi profughi, 31 marzo 2016
[English version]
Siamo volontari e cooperanti di differenti associazioni, organizzazioni e nazionalità in visita ai campi profughi saharawi nel deserto algerino.
Dopo tanti anni di attività svolta nella difesa del diritto all’autodeterminazione e indipendenza del popolo saharawi e nella raccolta fondi a scopo umanitario a loro favore, abbiamo toccato con mano l’eventualitá di un possibile ritorno alle armi.
Molti sono i giovani che, stanchi di non vedere e non avere possibilità di futuro, in assenza di risposta da parte della diplomazia internazionale, premono affinchè la Repubblica Saharawi consideri concluso il dialogo político per l’attuazione del referendum.
Le azioni intraprese dal Marocco durante la visita del Segretario delle Nazioni Unite Ban ki Moon quali: detenzioni per reati di opinioni, uccisione arbitraria nei territorio liberati, la grave esplulsione della componente civile e amministrativa della missione Onu Minurso dai territori occupati, l’incremento delle truppe lungo il muro, stanno provacando un’escalation che, se non arrestata, rendono assai probabile il ritorno al conflitto.
Riteniamo quindi essenziale che il Consiglio di Sicurezza dopo le dichiarazioni dei primi di marzo del suo Segretario, arrivi a proporre nei prossimi giorni soluzioni concrete per l’attuazione del referendum così come da accordi di pace del 1991.
E’ necessario evitare le drammatiche conseguenze per i Popoli di tutta la Regione oltrechè non creare un’ulteriore focolaio di destabilizzazione dell’area mediterranea giá pesantemente colpita dalle attuali situazioni di crisi, guerre e terrorismo.
Chiediamo:
1) Il rispetto del diritto all’autodeterminazione del Popolo saharawi attraverso il referendum da svolgersi entro il corrente anno
2) L’intervento per ottenere il ritorno della missione Minurso con tutte le sue componenti nei territori occupati e l’estensione del suo mandato al monitoraggio sul rispetto dei diritti umani che sono costantemente violati come più volte rilevato dai dossier di Amnesty International e Fondazione R. Kennedy.
3) La liberazione inmediata dei tredici prigionieri saharawi di Gdem Izik in sciopero della fame per i diritti negati a tutti i prigionieri politici saharawi.
Primi firmatari:
Nadia Conti, Massimiliano Caligara, Francesca Materozzi, Paolo Mazzinghi, Eugenio Mastrogiacomo, Giovanni Militello, Elena Bonvissuto, Grazia Pinna, Matteo Corona, Franco Naldi, Barbara Stivanello

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Petizione creata in data 7 aprile 2016