Dimissioni consigliere Ernesto Sica di Castellammare di Stabia

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La mozione di sfiducia, presentata nell'ultimo consiglio comunale da Uniti per Stabia, volta destituire il consigliere comunale Sica dal suo incarico di presidente della commissione Statuto, dimostra che la politica sia divenuta, a livello locale, una triste metafora di quella nazionale, un palcoscenico di vuoto esibizionismo. Neanche il tempo di presentarla e già la si ritira.
Ancora peggiore l'aggravante, l'assoluzione viene concessa dopo che il consigliere Sica appone la sua "firma" al progetto dell' amministrazione comunale di lanciare nelle scuole una campagna informativa sull ''antinazismo" e "qualunque forma di dittatura". Siamo al paradosso. Un grande gioco delle parti. Da un lato il sindaco che , dopo un post che è in odore di apologia del fascismo, pubblicato senza remore da un consigliere della sua maggioranza, prima prende le distanze, con moderazione, per poi lanciare nelle scuole una campagna informativa contro il nazismo, senza neanche nominare il fascismo, che fu, alla pari,una dittatura violenta e sanguinaria. Dall'altro "l'opposizione", che ieri cavalcava l 'onda del sentimento antifascista ed oggi ritira la mozione. Tutto questo sembra irridere al senso civico, e inabissare ogni logica razionale. Vorremmo sottolineare che il consigliere Sica ha avuto la possibilità, in più riprese e senza alcuna forma di cedimento, di forzare la mano proprio perché il campo è stato spianato dal clima di lassismo e permissivismo che, in varie occasioni, ha fatto chiudere entrambi gli occhi, sia a destra che a "sinistra", di fronte alle arroganti e patetiche esternazioni dello stesso consigliere, già alla ribalta della cronaca per video ed affermazioni che hanno allertato la stessa Anpi. Noi non possiamo permettere che una grave violazione della Costituzione sia abbassata al rango di una pagliacciata mediatica in cui tutti hanno avuto l'attimo di gloria. Non bastano le "scuse" e la paternalistica presa di distanza del sindaco. Si tratta di un errore politico, ma soprattutto istituzionale. Siamo di fronte ad una violazione dei principi su cui si basa la nostra Costituzione. In questo senso DeMastabiae, appurato il reiterato comportamento del consigliere comunale, altamente lesivo della libertà democratica e della Costituzione, ne chiede le dimissioni. Facendo affidamento sulla fede antifascista, che ha sempre distinto la nostra città, lanciamo online una petizione, con annessa raccolta di firme, per chiedere al consigliere di riparare all' errore con la presentazione della sue dimissioni. Dimissioni che nei luoghi della democrazia, già sarebbero state presentate.


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