Nassar resti agricolo!

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Chiediamo al Comune di Verona di attivarsi con la Regione Veneto per una “variante verde” al Piano d’Area Quadrante Europa, ed eliminare ogni previsione di edificare al Nassar mettendo tutta l’area, parzialmente esondabile, sotto tutela ambientale e paesaggistica.
 
Uno dei pochi polmoni verdi agricoli ancora rimasti nel Comune di Verona, che confina con il territorio verde protetto del Parco dell’Adige, e che è classificato SIC (Sito di Interesse Comunitario) è a rischio cementificazione: incombe infatti l’iter per la mega lottizzazione di 11 palazzine di 11 metri di altezza in area parzialmente esondabile (solo momentaneamente bloccato dal Comune con la revoca del permesso di costruire per le opere di urbanizzazione).
 
Il risultato? Altro cemento, e altro traffico, che finirebbe nell’imbuto di Parona e poi su via Ca’di Cozzi, al limite del soffocamento per le interminabili code che ogni giorno si formano per entrare e uscire dalla città. E il rischio ancor più grave che parte dell’area venga parzialmente sommersa in caso di piene dell’Adige.
 
C’è però la possibilità di fermare qualsiasi lottizzazione, e riconoscere che si tratta di un'area naturale da tutelare, come già previsto per il contiguo Parco dell'Adige. Come? Spingendo affinché il Comune chieda alla Regione Veneto una “variante verde” al Piano d’Area Quadrante Europa (PAQE) per eliminare ogni previsione di edificare al Nassar, mettendo tutta l’area sotto tutela ambientale e paesaggistica.
 
Aiutami a far sapere in Comune e in Regione che gli abitanti di Verona, e di Parona in particolare, non vogliono altro cemento al Nassar, ma un'area a destinazione agricola che possa essere valorizzata.



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