Iscriviamo Andrea G. Pinketts al Famedio di Milano.

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Era, e non lo diciamo per quello che è accaduto, una persona seria e buona, capace di grandi gesti d'amore. Andrea G. Pinketts aveva mille idee in testa, qualcuna di queste finiva su carta, le altre si disperdevano come lui si disperdeva nelle serate e nelle notti milanesi. Amava Milano a volte disprezzandola, un romantico in fondo. Quando parlava di Milano sorrideva. Poi smetteva subito, dava un sorso alla birra e si riaccendeva il sigaro. Milano l’aveva reinterpreta a suo modo, così da renderla “meno bella di quella che è, più dura di quella che è, molto più pulp, decisamente meno stronza”.