Il Consiglio di Stato rigetta il ricorso sulla gara per il depuratore.

Il 3 novembre scorso è stata pubblicata la sentenza nella quale il Consiglio di Stato rigetta il ricorso sulla gara del depuratore da parte di un concorrente.
Sinteticamente, il punto centrale è la valutazione delle varianti migliorative proposte dai concorrenti nell'ambito del progetto definitivo, rispetto al progetto preliminare. Viene stabilito che le varianti sono ammesse se migliorano la qualità, l'architettura, il paesaggio, l'ambiente o la sicurezza dell’opera senza stravolgere gli aspetti essenziali del progetto preliminare.
La sentenza esamina la legittimità delle valutazioni della commissione di gara e delle decisioni prese dall'ente appaltante, ribadendo che le modifiche proposte dal raggruppamento aggiudicatario sono in linea con le prescrizioni del bando e non alterano i vincoli essenziali del progetto preliminare, come l'elevazione degli standard qualitativi e di sicurezza. Inoltre, si sottolinea che le soluzioni tecniche proposte non comportano una modifica sostanziale del progetto, ma piuttosto un miglioramento.
Inoltre si evidenzia che l’aggiudicatario ha rispettato tutti i criteri richiesti, presentando un progetto che si allinea agli obiettivi e ai requisiti del progetto a base di gara. Viene sottolineato, infine, che non ci sono prove che la brevità dei tempi di valutazione abbia influenzato negativamente la qualità delle valutazioni.
In conclusione, la Corte ha rigettato l’appello, confermando la sentenza di primo grado; ma la sentenza decreta di fatto, anche, che senza i pareri non si può stipulare il contratto.
Continua a sostenere LA PETIZIONE per comunicare agli Enti preposti al rilascio dei pareri le ragioni della contrarietà all'opera.