

Discussione online propedeutica alla assemblea deliberante


Discussione online propedeutica alla assemblea deliberante
Il problema
Ciascuno di noi è in grado di proporre e di avvertire i propri diritti politici, e avere diritto politico vuol dire anche proporre e non limitarsi a votare quanto viene elaborato dall’alto. Proporre positivamente significa concretare in atti politici e quindi in atti di governo ciò che sentiamo più urgente ed importante per noi stessi e per la Società, ma per farlo dobbiamo valerci della funzione istituzionale dei Partiti, che è quella di tradurre le nostre istanze, mediate dalla discussione propositiva, in atti di governo.
Ricordiamo il diritto principe a partecipare alla iniziativa politica, attraverso la discussione propositiva, che oggi è di fatto negato agli anziani, ai minus validi, a chi, banalmente, preso da impegni totalizzanti di lavoro, di famiglia, di assistenza, resta escluso dalle assemblee come sono oggi gestite a suo danno, e quindi dall’essere parte politica attiva nella tutela dei propri interessi e delle proprie idee: E questo fondamentale diritto resta volutamente negato finché diventi prassi normale la discussione propositiva on line propedeutica a riunioni deliberanti brevi e leggere, così come, preso atto delle opportunità offerte dalla tecnologia informatica elementare, dovrebbe essere sancito dagli Statuti dei Partiti. E la discussione permette l’emersione dei talenti nascosti, e quindi della formazione di una classe dirigente che non abbia fondamento nella manovalanza politica e nella dedizione a un clan o a un potentato, -
CHIEDIAMO CON FORZA CHE SIA RICONOSCIUTO NELLO STATUTO DI TUTTI I PARTITI, IL DIRITTO EFFETTIVO DI FARE DELLE PROPRIE IDEE E DEI PROPRI INTERESSI LEGITTIMI ATTI POLITICI E QUINDI DI GOVERNO, ATTRAVERSO LA DISCUSSIONE PROPOSITIVA ON LINE, PROPEDEUTICA A QUELLA DELIBERANTE.
Basta quindi con le pseudo assemblee di altri tempi, pilotate e catacombali, nelle quali si scontrano i clan ma non idee, assemblee dirette di impero dalla nomenklatura, ed alle quali, oltretutto, non abbiamo modo di partecipare, semmai partecipare servisse, perché ci manca il tempo, oppressi dal lavoro e dagli impegni familiari e di assistenza, o perché anziani o minus validi, ma sempre portatori dei diritti essenziali dell’uomo, come li postula l’Art. 3 della Costituzione Repubblicana. La nostra esclusione è odiosa e fuori tempo, perché ben potremmo proporre e discutere online, nel web, la Agorà dei nostri giorni, per poi deliberare, esaurita la fase propositiva, in riunioni gestite con onestà intellettuale, brevi, rispettose del nostro tempo e della nostra dignità. Il PD sta modificando il proprio statuto: che lo faccia riconoscendo con effettività a tutti e non solo ad una minoranza in declino, il diritto a fare buona politica propositiva, discutendo online. E che lo facciano tutti i Partiti italiani e che analoghe decisioni siano fatte proprie dalle associazioni e dai condomini.

Il problema
Ciascuno di noi è in grado di proporre e di avvertire i propri diritti politici, e avere diritto politico vuol dire anche proporre e non limitarsi a votare quanto viene elaborato dall’alto. Proporre positivamente significa concretare in atti politici e quindi in atti di governo ciò che sentiamo più urgente ed importante per noi stessi e per la Società, ma per farlo dobbiamo valerci della funzione istituzionale dei Partiti, che è quella di tradurre le nostre istanze, mediate dalla discussione propositiva, in atti di governo.
Ricordiamo il diritto principe a partecipare alla iniziativa politica, attraverso la discussione propositiva, che oggi è di fatto negato agli anziani, ai minus validi, a chi, banalmente, preso da impegni totalizzanti di lavoro, di famiglia, di assistenza, resta escluso dalle assemblee come sono oggi gestite a suo danno, e quindi dall’essere parte politica attiva nella tutela dei propri interessi e delle proprie idee: E questo fondamentale diritto resta volutamente negato finché diventi prassi normale la discussione propositiva on line propedeutica a riunioni deliberanti brevi e leggere, così come, preso atto delle opportunità offerte dalla tecnologia informatica elementare, dovrebbe essere sancito dagli Statuti dei Partiti. E la discussione permette l’emersione dei talenti nascosti, e quindi della formazione di una classe dirigente che non abbia fondamento nella manovalanza politica e nella dedizione a un clan o a un potentato, -
CHIEDIAMO CON FORZA CHE SIA RICONOSCIUTO NELLO STATUTO DI TUTTI I PARTITI, IL DIRITTO EFFETTIVO DI FARE DELLE PROPRIE IDEE E DEI PROPRI INTERESSI LEGITTIMI ATTI POLITICI E QUINDI DI GOVERNO, ATTRAVERSO LA DISCUSSIONE PROPOSITIVA ON LINE, PROPEDEUTICA A QUELLA DELIBERANTE.
Basta quindi con le pseudo assemblee di altri tempi, pilotate e catacombali, nelle quali si scontrano i clan ma non idee, assemblee dirette di impero dalla nomenklatura, ed alle quali, oltretutto, non abbiamo modo di partecipare, semmai partecipare servisse, perché ci manca il tempo, oppressi dal lavoro e dagli impegni familiari e di assistenza, o perché anziani o minus validi, ma sempre portatori dei diritti essenziali dell’uomo, come li postula l’Art. 3 della Costituzione Repubblicana. La nostra esclusione è odiosa e fuori tempo, perché ben potremmo proporre e discutere online, nel web, la Agorà dei nostri giorni, per poi deliberare, esaurita la fase propositiva, in riunioni gestite con onestà intellettuale, brevi, rispettose del nostro tempo e della nostra dignità. Il PD sta modificando il proprio statuto: che lo faccia riconoscendo con effettività a tutti e non solo ad una minoranza in declino, il diritto a fare buona politica propositiva, discutendo online. E che lo facciano tutti i Partiti italiani e che analoghe decisioni siano fatte proprie dalle associazioni e dai condomini.

PETIZIONE CHIUSA
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Petizione creata in data 26 giugno 2015