Cittadinanza italiana al ragazzo eroe di Centocelle

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Il problema

Signor Presidente della Repubblica,

Signor Presidente del Consiglio,

il 18 settembre, in una scuola media di Centocelle, a Roma, un ragazzo di tredici anni ha fatto qualcosa che molti adulti, probabilmente, non avrebbero avuto il coraggio di fare.

Quando un suo compagno ha aggredito con un coltello la professoressa Isabella Marsilio, lui è intervenuto. È saltato sul banco, ha affrontato il ragazzo armato e ha contribuito a fermarlo, permettendo di soccorrere l'insegnante.

Quel ragazzo ha tredici anni. È originario del Congo e vive in una casa famiglia a Roma. Crediamo che, soprattutto oggi, l'Italia possa dargli qualcosa di più.

La legge italiana prevede la possibilità di concedere la cittadinanza, con decreto del Presidente della Repubblica, a chi abbia reso eminenti servizi al nostro Paese o quando ricorra un eccezionale interesse dello Stato.

Per questo chiediamo al Governo di valutare l'avvio dell'iter previsto dalla legge e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella di raccogliere questo appello.

Non come un premio per un gesto che certamente questo ragazzo non ha compiuto pensando di ricevere qualcosa in cambio, ma per ciò che quel gesto rappresenta.

A tredici anni ha visto una persona in pericolo ed è intervenuto, rischiando in prima persona per salvarne un'altra. In quei pochi, drammatici minuti ha dimostrato coraggio, responsabilità e senso della comunità. E sono proprio queste le parole che associamo più spesso, e volentieri, alla cittadinanza.

Chiediamo dunque che l'Italia valuti di riconoscere come suo cittadino il tredicenne che, in una scuola di Centocelle, si è comportato già come uno dei suoi cittadini migliori.

Firmiamo perché questo appello arrivi al Governo e al Presidente Sergio Mattarella.

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raffaella seriniPromotore della petizione

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