PERCHE' DICIAMO NO ALLE ARCHEOSTAZIONI 4: CHIESA NUOVA OGGI COME PIAZZA VENEZIA


SI ALLA METRO, MA NON COSI’. La Sovrintendenza capitolina, nel parere espresso il 1° agosto 2024, afferma: “l’area è gravata da vincolo monumentale diretto ai sensi dell’art.10 del D.lgs. 42/2004, censita altresì’ nella Carta per la Qualità (Elab. G1 PRG, f. a) fra gli ELEMENTI DEGLI SPAZI APERTI - Piazze e larghi con alto grado di identità’.”, inoltre, rispetto al patrimonio arboreo e culturale, continua: “in considerazione dell’abbattimento di n. 3 individui arborei di Paulownia tormentosa, fatti salvi la visuale della Chiesa e del contiguo Oratorio dei Filippini e il vincolo monumentale diretto, si chiede, anche in ottemperanza dell’Accordo di Parigi del 2015 sul clima, di verificare la possibilità di reimpianto di un ulteriore individuo arboreo, oltre a quello già in progetto, …” e “si sottolinea altresì che, nelle fasi di cantierizzazione della piazza, occorrerà tener conto delle attività che si svolgono nel complesso monumentale”, facendo riferimento implicito alle celebrazioni in memoria di San Filippo Neri, il santo della gioia, patrono di Roma, che si svolgono dal 1622, anno della canonizzazione, ogni anno il 26 maggio, giorno della sua scomparsa. https://www.vallicella.org/2026/05/08/solennita-di-san-filippo-neri-2026/ Coerentemente, del resto, la Sovrintendenza capitolina aveva fatto rimuovere, i primi di febbraio del corrente anno, qualche settimana prima dell’apertura del cantiere, una pensilina collocata davanti alla Chiesa Nuova.
Il vincolo Monumentale diretto non è però bastato a salvaguardare Piazza della Chiesa Nuova e i suoi Monumenti, ed è stata così inserita tra le Stazioni della Tratta T2 della Metro C, in uno stravolgimento della gerarchia delle fonti, prevalendo una legge ordinaria sulla tutela costituzionale dei beni culturali. Il cantiere si è aperto il 25 febbraio e il 30 aprile, sono stati montati questi Silos, per lo stoccaggio e la gestione dei fanghi bentonitici da utilizzare durante la realizzazione dei diaframmi, ovvero le pareti perimetrali sotterranee della stazione. Si tratta certamente di strutture temporanee, che avranno però una lunga durata, finalizzata, nella prima fase, alla realizzazione dello scavo archeologico di Piazza della Chiesa Nuova, a cielo aperto, dalle dimensioni abnormi di 66 m. di lunghezza e 33 m. di larghezza, per tutta l’ampiezza della Piazza e della carreggiata, profondo almeno una decina di metri, mentre i pali di sostegno e le paratie saranno profonde 42 metri da p.c. È questo il progetto di Archeo Stazione che si prefigge di valorizzare il palinsesto archeologico sottostante, mortificando il patrimonio artistico, culturale e ambientale, sovrastante, con un impatto urbanistico permanente su questo luogo iconico del Centro Storico, sito UNESCO, come anche Piazza Venezia e il Parco della Mole Adriana. (v. agg. 28/03/2026; 02/04/2026; 15/04/2026; 22/04/2026).
La tutela paesaggistica e culturale della Piazza, derivante dal vincolo diretto, gravante sull’intero complesso monumentale, dovrebbe essere dunque completa e integrale, e, in quanto sito UNESCO, anche soggetto a tutela rafforzata. Assistiamo invece, all’alterazione della Piazza, con grave nocumento dei suoi Monumenti, oggi con il cantiere, domani con la collocazione in modo incongruo e decontestualizzato - come del resto le strutture archeologiche nel Piano atrio dell’Archeo stazione (v. agg. 02/04/2026) - della fontana della Terrina e del Monumento al Metastasio, fra due ordini di scale mobili, in una funzione decorativa di un contesto funzionale al solo trasporto pubblico, non certo al paesaggio culturale e artistico, tradendo l’estensione nello spazio della forma concavo/convessa dell’Oratorio, magistralmente descritta da Paolo Portoghesi nella sua originalità e complessità, pensata dal Borromini per abbracciare chiunque entri, non certo due ordini di scale mobili!
L’Archeo Stazione, con la sua struttura “scatolare”, non tutela o valorizza pertanto, né l’archeologia sottostante, né il paesaggio ambientale e culturale sovrastante, che viene mortificato e desertificato e che in futuro risulterà contraffatto nella sua funzione urbanistica, culturale e artistica, derubricato a struttura funzionale al trasporto pubblico, anche nella stessa denominazione, non più “Piazza”, ma “Stazione”, quanto Antonio Cederna nel suo I Vandali in casa, considerava nel 1956 ipotesi impossibile, pur in epoca di attacco al patrimonio culturale quale quella degli anni cinquanta e sessanta, da lui denunciata.
Il vincolo monumentale dell’area, sottolineato dalla Sovrintendenza capitolina va dunque rispettato, preservandone l’integrità paesaggistica, culturale e artistica.
Si limitino dunque gli attuali cantieri a scavi di “archeologia preventiva”, si realizzino stazioni consone al Centro Storico di Roma, sito UNESCO, patrimonio universale dell’Umanità.
Pubblichiamo una puntata del ciclo “Dialogues, raccontare l’Arte”, di Claudio Strinati, testimonianza del valore storico-culturale racchiuso in Piazza della Chiesa Nuova (Divini devoti. I Filippini in Santa Maria della Vallicella). https://m.youtube.com/watch?v=AuBov0NQWCo&pp=ygUgUmFpIHN0b3JpYSBhcnRlIHNhbiBmaWxpcHBvIG5lcmk%3D