Abbiamo inviato la petizione al Papa e al Nunzio in Italia

Cara firmataria, caro firmatario, grazie di cuore per aver condiviso con noi questa presa di responsabilità. Un gesto d'amore e di coscienza per Genova, e per la nuova stagione ecclesiale, sociale, civile che dovrà affrontare nei prossimi anni. Siamo soddisfatti di avere appena spedito a Papa Francesco e al Nunzio in Italia questa petizione sottoscritta da oltre 700 cittadini.
Non era per nulla scontato, in un tempo in cui dominano l'indifferenza, la sfiducia o all'opposto fenomeni di fanatismo. Sappiamo che molte persone non hanno più gli strumenti culturali ed ecclesiali per capire gli argomenti di cui la petizione tratta, o comunque di capire perché tali argomenti riguardano tutta la comunità genovese. E sui social, quanti commentatori sedicenti cattolici ci hanno scritto che siamo matti, che questo Papa è un eretico e basta? Altri ci hanno detto che non spetta a nessuno di noi laici esprimere opinioni o suggerimenti sulla nomina del nostro prossimo vescovo, che possiamo solo pregare e aspettare, e qualunque scelta sarà la più giusta per tutti.
Poi ci siete voi, che avete scelto di condividere il nostro punto di vista e sottoscriverlo, di prendervi una responsabilità in coscienza, e in molti avete accompagnato la firma con un commento, aggiungendo i vostri desideri, speranze, angosce, analisi. Grazie, perché un domani potremo dire che a noi stava a cuore tutto questo, e che abbiamo fatto la nostra parte di laici per una chiesa più inclusiva e partecipata. E comunque non si semina mai invano: quasi 10.000 persone hanno letto questa petizione e oggi sanno che ci sono ancora dei laici impegnati, pensanti, con desideri e proposte, non mossi da interessi personali, da accondiscendenza al potere o dalla certezza di avere la verità, ma dal desiderio che il Vangelo di Gesù possa ancora e sempre meglio essere annunciato e incarnarsi nel mondo di oggi, e che questo richieda continua creatività, adattamento, disponibilità ad ascoltare e ad andare missionari a servizio dell'Umanità.
Confidiamo che ciascuno di voi - e noi per primi ci impegniamo - porti avanti nel suo ambiente e in ogni occasione adatta percorsi di confronto, apertura, inclusione, azione evangelica nella società. Perché tutte queste istanze hanno voce in alto se incarnate in basso, giorno per giorno, e al di là di parole e ragionamenti, come sempre l'albero si riconosce dai frutti.
Un caro abbraccio a tutte e tutti.