
Di seguito la lettera inoltrata dal Comitato L'Acqua SiCura inerente alla situazione acqua in Val di Susa e all'incarico delle Unioni Montane al CNR per esaminare la presenza PFAS e le possibili cause dell'inquinamento.
Nell'immagine invece il frontespizio della richiesta al CNR da parte delle Unioni Montane Alta Valle Susa e Valle Susa
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A.c.a Presidenti delle UUMM Valle Susa e Alta Valle Susa e p.c. ai cittadini valsusini.
Cortesi presidenti delle Unioni Montane Valle Susa e Alta Valle di Susa, Pacifico Banchieri e Mauro Carena,
abbiamo ricevuto copia della Vostra lettera inviata a CNR-ISPRA con la richiesta di collaborazione per l'analisi dei dati sulle acque disponibili e la valutazione rispetto all'inquinamento da PFAS. L’obiettivo finale, come da voi giustamente osservato, e da mesi auspicato dal comitato, è quello di valutare possibili azioni per la protezione della salute umana e dell'ambiente.
Secondo lo scopo della nostra azione come Comitato L' Acqua SiCura, come avrete certamente saputo, noi continuiamo l’attività informativa sia rispetto ai dati di inquinamento rilevati, sia sui rischi per la salute che queste sostanze comportano.
Stiamo organizzando serate informative pubbliche per i prossimi mesi con l’intento di coinvolgere tutti i comuni valsusini, collaborando non solo con le amministrazioni ma anche con associazioni e gruppi di cittadini attenti al problema.
Avrete, infatti, notato che c’è molta attenzione sul tema. Lo dimostrano i ripetuti articoli sui giornali, le domande precise fatte a SMAT dai cittadini, le numerose interrogazioni delle minoranze e i vari comunicati che sindaci e SMAT redigono per tranquillizzare la popolazione.
Proprio in funzione di questa grande preoccupazione anche alcuni membri del Comitato si stanno impegnando a fondo per analizzare i dati esistenti ed ottenere in forma grezza quelli mancanti. A nostro avviso fare chiarezza equivale a tranquillizzare tutti.
In base alla nostra esperienza dobbiamo evidenziare che il CNR-ISPRA potrebbe incontrare delle difficoltà ad analizzare la situazione della valle a causa della scarsità di dati presenti, che hanno tempistiche di rilevamento anche di 8-18 mesi tra un'analisi e la successiva, e, soprattutto perché la maggior parte dei dati forniti dal gestore sono forniti come “somma PFAS" e non per singola molecola. Riteniamo che questo sia un aspetto importante per poter affrontare la collaborazione nel migliore e più proficuo modo. Vi invitiamo pertanto a richiedere all'ente gestore e agli altri enti di controllo che forniscono i dati, analisi puntuali dei singoli PFAS ricercati e che tali dati siano inviati in formato utilizzabile, come ad esempio il formato excel. Tutto questo è indispensabile, prima che la collaborazione con i ricercatori del CNR abbia inizio, così da accelerare i tempi di analisi.
Abbiamo rilevato dai tabulati 2023/24 in nostro possesso inquinamenti di 18 diverse sostanze in ben 27 comuni valsusini. Sono sempre pulite le acque degli altri comuni? Bella domanda. Per rispondere servirebbero le analisi che troppo spesso mancano.
In valle ben 11 comuni inquinati nel 2023 in alcuni punti acqua non hanno avuto nuove analisi sugli stessi punti acqua nei primi sei mesi del 2024. Parliamo anche di comuni dove era stato rilevato il famigerato e pericolosissimo PFOA.
Il sito “Monitoraggi delle acque” che SMAT invita i cittadini a consultare per conoscere i valori del PFAS nelle acque potabili del proprio comune, è aggiornato semestralmente. E' necessario che i cittadini abbiano la possibilità di consultare dati recenti e non risalenti al semestre precedente.
Approfittiamo perciò di questa occasione per segnalare che un incarico al CNR-ISPRA è buona cosa ma non porta a soluzioni immediate e pertanto riteniamo necessario richiedere una azione collettiva delle UUMM e dei comuni tramite i loro rappresentanti in ATO3 per ottenere al più presto un Piano di Sicurezza dell'Acqua (PSA) che garantisca analisi più capillari e cadenzate. Allo stesso modo va chiarito al gestore che i dati inviati come “somma di Pfas” sono pressoché inutili per poter tracciare i vari inquinanti e capirne la fonte. Servono dati analitici puntuali, sempre, e per tutti i comuni.
Si rende necessario quindi, in abbinamento al progetto di collaborazione con il CNR-ISPRA, che le Unioni Montane e i Comuni tutti si adoperino per sollecitare anche gli altri enti di controllo, quali ASL e ARPA, ad intensificare le analisi e il monitoraggio sul territorio ed attivare UNA LORO INDAGINE AMBIENTALE sui siti potenzialmente a rischio di inquinamento da sostanze PFAS, quali, a titolo di esempio non esaustivo: discariche illegali di rifiuti, cantieristica stradale, autostradale e ferroviaria, lavori di manutenzione straordinaria in prossimità di corsi d'acqua o aree di alimentazione della falda.
Evidenziamo inoltre, che solo aggiungendo il monitoraggio delle acque superficiali, e dunque con l’applicazione di un PSA metodico, si potrà ragionare con cognizione di causa sulle acque che percorrono la valle e riforniscono le falde superficiali da cui attingono molti pozzi comunali. Inoltre pare piuttosto preoccupante che non sia stata finora attivata una azione metodica di analisi in una zona montana come la nostra, una valle alpina che dovrebbe offrire acqua purissima, anche per promuoversi luogo turistico d’eccellenza!
Come avrete ben chiaro stiamo affrontando un problema di inquinamento complesso, che coinvolge molti territori, ma che inizia in montagna, fatto sicuramente anomalo. Si tratta di un lavoro importante quello che siete chiamati a sviluppare e siamo disponibili, come Comitato e cittadini di questa bella valle, a sostenervi e collaborare fattivamente perché si raggiunga al più presto l'obiettivo ZERO PFAS. Purtroppo il cambiamento climatico e le vicissitudini dei prossimi anni non potranno che peggiorare la situazione e vanno, pertanto, individuate senza indugio ed al più presto le cause di inquinamento. L’analisi dei dati esistenti potrebbe essere un buon inizio per capirne di più. Ma i tempi non saranno brevi. Si rende necessario agire anche su altri fronti, quali l'indagine ambientale del territorio, per risalire alle cause di inquinamento.
E diciamoci anche che non c’è davvero tempo da perdere.
Cordiali Saluti
Comitato L'Acqua SiCura