
Bardonecchia, 9 Aprile 2024
Oggi non abbiamo solo sentito il compitino ben fatto per quanto tedioso. Non abbiamo ascoltato soltanto la predica sacerdotale sui falsi allarmismi, sul fatto che i timori dei cittadini sono sostanzialmente infondati, sul fatto che le istituzioni rassicurano, ma "rassicurare" non è la parola opportuna dicono, perché alla fine rassicurare non serve dato che tutto va come deve andare.
Se c'è qualcosa fuori posto, sono effetti collaterali, anomalie fisiologiche. D'altronde è un sistema che si poggia sulla crescita economica continua, sulla crescita demografica continua (uguale crescita di consumatori), sulla crescita del livello di benessere (materiale e apparente), sulla crescita della "gestione" sociale, sanitaria e tecnologica, sullo scientismo sfrenato. Questo sistema deve pur contemplare degli effetti collaterali altrimenti non sarebbe fautore di uno sviluppo "sostenibile" (sostenibilità, cioè accettazione degli effetti collaterali). La popolazione, noi, non possiamo aspettarci solo vantaggi. Sarebbe pretendere tutto, troppo esigente. Chi se lo aspetta è il classico che non si accontenta mai. Così funziona e non può funzionare altrimenti. Facciamocelo andar bene. Punto.
Ma oggi a Bardonecchia abbiamo anche assistito a un grande DISPIEGAMENTO DI APPARATO: presenti tutti i sistemi sanitari, di controllo ambientale, l'istituto superiore della sanità, dottori e tecnici di ogni sorta con relazioni tecniche chilometriche da lasciarci tramortiti, politici, vice sindaco città metropolitana, sindaco di Bardonecchia in testa fra i sindaci, carabinieri, polizia, digos in quantità, più anche un bel po' di pubblico che faceva da claque...
Addirittura! Non avremo sperato in qualcosa di così grandioso...
Un dispiegamento del genere fa pensare al traballare di sedie e di ruoli, alla copertura di responsabilità, al fatto che gli interessi economici e industriali in campo non hanno intenzione di concedere alcunché... un sistema lobbistico che si chiude a riccio su se stesso per continuare senza frenate.
I PFAS sono ovunque, anche nell'aria che respiriamo dicono, dunque perché andarne a cercare la causa? Ci stupiamo? Perché indagare su quali siano le fonti di inquinamento? Non serve, non li freniamo così.
In sordina sul finale, ci hanno pure detto (dandoci ragione?) che i PFAS sono da mettere al bando totalmente, per sostituirli con sostanze non inquinanti e non nocive. Ma il processo per arrivare al PFAS zero impiegherà diversi anni e comunque quelli che sono già stati sparsi nell'ambiente in passato, resteranno siccome sono indistruttibili.
Insomma la loro sintesi è: con i PFAS, anche quelli cancerogeni, dobbiamo imparare a conviverci. Sono parte del nostro sistema di vita attuale. Magari (ma molto magari) un domani li togliamo dalla circolazione. Ma non c'è tutta questa urgenza. Con tutti gli effetti collaterali che scateniamo nel pianeta, non vogliamo mica drammatizzare questo?
Conclusione: il dispiegamento di apparato è stato congegnato in modo MALDESTRO.
Un'operazione di marketing per lavare i panni sporchi, una presentazione in grande stile. Ma da dilettanti facendo un mare di errori. Oltre a non saper gestire la sicurezza e la qualità della vita di noi tutti e dell'ambiente, non sono nemmeno capaci a tenerci buoni. Pensano di convincere con la più classica delle "messe in scena".
Quando dal pubblico è stato chiesto di far salire sul palco una mamma di Chiomonte preoccupata per i suoi figli, per leggere una dichiarazione dell'Associazione Acqua SiCura, sono arrivate addirittura le forze dell'ordine a bloccarla. Eppure l'intervento era stato concordato con la regia degli organizzatori. Alla fine è salita lo stesso a parlare. Certamente poco applaudita e con l'imbarazzo dei signori dietro al tavolo degli oratori.
Hanno concluso con questa frase del signor Romano, direttore di SMAT: "il problema è sotto controllo, ci siamo resi disponibili a spiegarvelo pubblicamente, ma d'altronde si sa che in Val di Susa ci si oppone a tutto, la valle è ben nota per questo".
Forse al signor Romano e ai suoi colleghi dovrebbero far fare un corso di comunicazione e di "team building", per usare il gergo che a loro piace.
Resta la domanda delle domande, sulla quale ci concentreremo bene nel prossimo futuro, che lo sappiano. Visto che da queste parti siamo bambini oppositivi.
In una valle dove in questi giorni i carabinieri del ROS e del comando provinciale di Torino, stanno scoperchiando un bel po' di interessi malavitosi e della n'drangheta piemontese dentro alle società Sitaf, Telt e collegate, a nessuno di questi signori del Convegno viene in mente di andare a controllare gli innumerevoli cantieri di questi benefattori della società, le loro discariche, il traffico di rifiuti, e le altre loro opere benemerite?
Così, tanto per togliere di mezzo il sospetto di una fonte primaria, dato che come ci insegnano dalle loro cattedre, i PFAS sono da per tutto.