Petition updateChiediamo la grazia per Alberto StasiTesto integrale della Lettera Aperta inviata al Quirinale e al Ministero della Giustizia * Incolla i
Oriano Ciamberlinijesi, Italy
Nov 12, 2025

Lettera Aperta al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia

Per un atto di equità e di umanità nel caso di Alberto Stasi

 

Roma, novembre 2025

 

Signor Presidente della Repubblica,

Signor Ministro della Giustizia,

con profondo rispetto e con sincera fiducia nelle Istituzioni, desidero richiamare la Sua attenzione su una vicenda che, da oltre quindici anni, divide l’opinione pubblica e continua a sollevare interrogativi gravi sul funzionamento della giustizia italiana: il caso di Alberto Stasi, condannato in via definitiva nel 2015 per l’omicidio di Chiara Poggi.

Sin dall’inizio, questo processo è stato segnato da Incongruenze, perizie contrastanti e un quadro probatorio incerto.

Oggi, dopo nuove analisi, approfondimenti giornalistici e valutazioni tecniche, appare ancora più evidente che la condanna si fondò su un insieme di indizi non univoci, senza che mai sia emersa una prova certa di colpevolezza.

L’articolo 27 della Costituzione italiana afferma che “l’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva" e che “le pene devono tendere alla rieducazione del condannato”.

Ma quando la condanna stessa nasce da un quadro di ragionevole dubbio, la giustizia rischia di smarrire la propria missione e di trasformarsi in sofferenza ingiusta.

Alberto Stasi ha ormai scontato quasi per intero la pena. È un uomo che ha vissuto più di un decennio da detenuto, portando su di sé il peso di un processo discusso e divisivo.

Per questo, ritengo che sia giunto il momento di un gesto alto e civile, capace di restituire fiducia ai cittadini e dignità al concetto stesso di Giustizia.

Chiedo che venga valutata la concessione della grazia ad Alberto Stasi, anche d’ufficio, come atto di equità e di umanità.

Una grazia non cancellerebbe il dolore di una famiglia, né pretenderebbe di riscrivere le sentenze, ma rappresenterebbe il riconoscimento che la giustizia umana può anche sbagliare, e che, quando i dubbi prevalgono, la clemenza è un segno di civiltà, non di debolezza.

Confido che il Presidente della Repubblica e il Ministro della Giustizia vorranno accogliere questo appello con la sensibilità e l’equilibrio che da sempre contraddistinguono le istituzioni della nostra Repubblica.

 

Con profondo rispetto,

Ciamberlini Oriano

 

Questa Lettera Aperta è stata inviata tramite Raccomandata 1 con ricevuta di ritorno al Presidente della Repubblica e al Ministro della Giustizia. Le ricevute confermano la consegna rispettivamente il 6 novembre 2025 (Quirinale) e il 10 novembre 2025 (Ministero della Giustizia).

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