PETIZIONE CHIUSA

Chiediamo la fine dell'allevamento intensivo industriale!

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Chiediamo la fine dell'allevamento intensivo industriale!

Prof. Dr. Klaus Buchner MdEP (ÖDP) Monaco, Germania

Ogni anno muoiono in Europa circa 50.000 persone
per batteri resistenti agli antibiotici!

www.klaus-grausts.eu

Tagesschau TV

(Dati relativi al 2015 dell'ECDC, Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie)

Possiamo presumere che i dati sommersi siano sensibilmente ancora più elevati. Uno dei motivi essenziali per lo sviluppo di tali batteri è l'eccessiva prescrizione a titolo preventivo di antibiotici nell'ambito dell'allevamento intensivo industriale. Persino i cosiddetti antibiotici di riserva tanto importanti anche per l'uomo vengono sempre più somministrati nell'allevamento intensivo.

Lanciate subito un appello al ministro federale per l'alimentazione e l'agricoltura Julia Klöckner a riportare nel modo più rapido l'allevamento intensivo a un allevamento ecologico senza somministrazione profilattica di antibiotici.
Richiesta
Per ridurre drasticamente la somministrazione di antibiotici e proteggere l'uomo, gli animali e l'ambiente, chiediamo che per legge sia sostanzialmente ridotto il numero di capi nelle grandi stalle e migliorata l'igiene. La somministrazione a titolo profilattico di antibiotici di riserva deve essere immediatamente vietata. Sono inoltre necessari molti più controlli per verificare le necessarie prescrizioni e sanzioni più severe in caso di mancato rispetto. Nel contempo, il legislatore deve predisporre condizioni quadro sensibilmente migliori per un allevamento ecologico. A tal fine si rende per lo meno necessaria una legislazione a livello federale, ma ancora meglio a livello europeo, per salvaguardare l'equilibrio della concorrenza.
Diritti d'immagine: Fotolia Budimir Jevtic 

I fatti
Nel 2016 vivevano circa 753 milioni di capi in Germania in allevamento intensivo (senza contare i pesci in acquacoltura).
Le tre specie più allevate sono i polli (circa 628 milioni di capi), i suini (circa 58 milioni di capi), e i tacchini (circa 38 milioni di capi). La somministrazione capillare di antibiotici soprattutto a carattere profilattico è usuale per tutte queste specie.

"Si tratta di un grande problema, anche per la salute dell'uomo", dichiara Klaus Buchner, deputato dell'ÖDP (Partito ecologico democratico) all'interno del Parlamento europeo e attivista contro l'allevamento intensivo. "Se utilizziamo infatti i nostri antibiotici in modo intensivo per l'allevamento, alla lunga si formano per forza delle resistenze - dopo di che non riusciremo più a controllare se una persona si ammala per infezioni fino a quel momento non problematiche. Il problema viene inoltre acuito dal fatto che anche i cosiddetti antibiotici di riserva sono utilizzati sempre più in modo capillare nella zootecnia a titolo profilattico mentre in effetti sono necessari per i casi particolarmente gravi."

L'associazione per la protezione dell'ambiente e della natura tedeschi (BUND) ha esaminato nel 2015 carne di tacchino proveniente da vari discount di dodici città tedesche. Nel corso di questa campionatura a livello federale sono stati reperiti sull'80-90% (!) dei campioni di carne batteri MRSA resistenti agli antibiotici e batteri che producono ESBL. Analogamente, la BUND ha testato anche macelli in cui i tacchini venivano allevati in modo tradizionale o ecologico. In tal caso non sono state evidenziate infezioni da batteri resistenti agli antibiotici.

I batteri resistenti possono passare all'uomo non solo attraverso carne infetta, ma anche attraverso il contatto diretto con gli animali. Ne sono soprattutto interessati agricoltori, veterinari e macellatori che trasmettono poi ad altre persone i batteri resistenti.
L'Istituto di igiene della clinica universitaria di Münster attribuisce in una pubblicazione - tenendo conto di vari studi - i seguenti dati per i portatori del batterio multiresistente MRSA (tampone nasale): 80-90% degli allevatori di suini! Fino al 45% dei veterinari! Il resto della popolazione tedesca - che non ha un contatto regolare con gli animali o un contatto con veicoli di MRSA per motivi professionali - ne è colpita solo in percentuale inferiore al 5%. Ne consegue chiaramente che la problematica deriva in particolare dagli allevamenti intensivi.

Anche le falde acquifere vengono contaminate in quanto il liquame infetto viene sparso sui campi e quindi contamina i prodotti vegetali.
Prof. Dr. Klaus Buchner
Europa-Abgeordneter der Ökologisch-Demokratischen Partei ÖDP
www.klaus-buchner.eu



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