Blocchiamo l'acquisizione di Open Fiber da parte di TIM (Telecom Italia Spa)

Blocchiamo l'acquisizione di Open Fiber da parte di TIM (Telecom Italia Spa)

Il problema

Fermiamo lo spreco di soldi pubblici nel settore delle Telecomunicazioni

Fonti attendibili confermano l'esistenza di trattative tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e TIM per cedere le azioni di Open Fiber a TIM.

Open Fiber ha vinto il bando Infratel per l'impiego di fondi pubblici al fine della realizzazione della rete interamente in fibra ottica (FTTH) nella aree bianche (a fallimento di mercato, ovvero nelle zone in cui altri gestori, quale ad esempio TIM, non investirebbero per la realizzazione della rete dato il basso rendimento).

Open Fiber sta procedendo a ritmo serrato nella realizzazione della rete, rispettando i piani di copertura che prevedono di coprire in fibra ottica le case di tutta la penisola in pochi anni, sia nei grandi che nei piccoli comuni.

Open Fiber S.p.A. è una società composta al 50% da tra Enel Spa e al 50% da CDP Equity Spa (CDP), società del Gruppo Cassa depositi e prestiti (a sua volta controllata per circa l'83% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e per il 17% circa da diverse fondazioni bancarie).

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TIM o Telecom Italia, d'altra parte, è sempre la stessa azienda come la conosciamo da anni, con i vari problemi amministrativi, organizzativi, societari, finanziari e gestionali. Da quando è stata privatizzata non ha fatto altro che privatizzare utili e socializzare perdite grazie ad aiuti statali, quindi con i soldi dei contribuenti.

A differenza di Open Fiber, Telecom Italia copre in FTTC, quindi in Fibra misto Rame, ove la fibra arriva fino alla cabina e quindi non è in grado di offrire prestazioni neanche lontanamente simili a quella interamente in fibra ottica di Open Fiber.

La stessa AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) sta indagando TIM in merito al progetto Cassiopea che avrebbe impedito la realizzazione della rete in fibra ottica di Open Fiber e per il quale progetto rischia una multa miliardaria.

Non è corretto quindi affermare che ci sarebbe una doppia rete, poiché nella maggior parte dei comuni TIM non realizza una rete FTTH a prova di futuro, ma solamente una rete FTTC (Fibra misto Rame) che presenta vari problemi tecnici per tantissimi utenti, come diafonia e perdite di segnale, i quali non permettono di sfruttare a pieno la banda promessa.

Sappiamo benissimo che TIM, con il controllo di Open Fiber, non agirebbe nell'interesse della stessa, al fine di favorire i propri affari.

Firmiamo questa petizione per chiedere agli interessati, quindi Cassa Depositi e Prestiti, Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, Ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria, AGCOM e AGCM di interrompere o di rivedere nell'interesse pubblico nazionale la trattativa in oggetto.

Non permettiamo di vendere il 50% di Open Fiber che detiene un asset di pubblico interesse come la rete in fibra ottica per la quale sono stati già investiti miliardi di euro e ne verranno investiti altri.

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Ciro CefaloPromotore della petizione
Questa petizione aveva 173 sostenitori

Il problema

Fermiamo lo spreco di soldi pubblici nel settore delle Telecomunicazioni

Fonti attendibili confermano l'esistenza di trattative tra Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e TIM per cedere le azioni di Open Fiber a TIM.

Open Fiber ha vinto il bando Infratel per l'impiego di fondi pubblici al fine della realizzazione della rete interamente in fibra ottica (FTTH) nella aree bianche (a fallimento di mercato, ovvero nelle zone in cui altri gestori, quale ad esempio TIM, non investirebbero per la realizzazione della rete dato il basso rendimento).

Open Fiber sta procedendo a ritmo serrato nella realizzazione della rete, rispettando i piani di copertura che prevedono di coprire in fibra ottica le case di tutta la penisola in pochi anni, sia nei grandi che nei piccoli comuni.

Open Fiber S.p.A. è una società composta al 50% da tra Enel Spa e al 50% da CDP Equity Spa (CDP), società del Gruppo Cassa depositi e prestiti (a sua volta controllata per circa l'83% dal Ministero dell'Economia e delle Finanze e per il 17% circa da diverse fondazioni bancarie).

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TIM o Telecom Italia, d'altra parte, è sempre la stessa azienda come la conosciamo da anni, con i vari problemi amministrativi, organizzativi, societari, finanziari e gestionali. Da quando è stata privatizzata non ha fatto altro che privatizzare utili e socializzare perdite grazie ad aiuti statali, quindi con i soldi dei contribuenti.

A differenza di Open Fiber, Telecom Italia copre in FTTC, quindi in Fibra misto Rame, ove la fibra arriva fino alla cabina e quindi non è in grado di offrire prestazioni neanche lontanamente simili a quella interamente in fibra ottica di Open Fiber.

La stessa AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) sta indagando TIM in merito al progetto Cassiopea che avrebbe impedito la realizzazione della rete in fibra ottica di Open Fiber e per il quale progetto rischia una multa miliardaria.

Non è corretto quindi affermare che ci sarebbe una doppia rete, poiché nella maggior parte dei comuni TIM non realizza una rete FTTH a prova di futuro, ma solamente una rete FTTC (Fibra misto Rame) che presenta vari problemi tecnici per tantissimi utenti, come diafonia e perdite di segnale, i quali non permettono di sfruttare a pieno la banda promessa.

Sappiamo benissimo che TIM, con il controllo di Open Fiber, non agirebbe nell'interesse della stessa, al fine di favorire i propri affari.

Firmiamo questa petizione per chiedere agli interessati, quindi Cassa Depositi e Prestiti, Ministro dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, Ministro dell'Economia e delle Finanze Giovanni Tria, AGCOM e AGCM di interrompere o di rivedere nell'interesse pubblico nazionale la trattativa in oggetto.

Non permettiamo di vendere il 50% di Open Fiber che detiene un asset di pubblico interesse come la rete in fibra ottica per la quale sono stati già investiti miliardi di euro e ne verranno investiti altri.

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Ciro CefaloPromotore della petizione

I decisori

Luigi Di Maio
Ministro per gli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale
Ministro dell'Economia e delle Finanze (Giovanni Tria)
Ministro dell'Economia e delle Finanze (Giovanni Tria)
Cassa Depositi e Prestiti (CdP)
Cassa Depositi e Prestiti (CdP)

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Petizione creata in data 29 maggio 2019