
Alla Segreteria di Stato di Sua Santità
Palazzo Apostolico
00120 – Città del Vaticano
e, per conoscenza,
Alle Autorità competenti
All’Opinione pubblica
LETTERA APERTA
Con la presente desideriamo sottoporre all’attenzione della Segreteria di Stato una voce che riteniamo non possa essere ignorata.
In pochi giorni, oltre 2.000 persone, provenienti da ogni parte del mondo, hanno sottoscritto una petizione a sostegno di Casa Sollievo della Sofferenza.
Non si tratta di una protesta né di una presa di posizione ideologica, ma di una manifestazione di attenzione, responsabilità e cura verso un’opera che appartiene non solo a un territorio, ma all’umanità intera.
Accogliamo con rispetto la recente tregua relativa alla non applicazione del contratto privato.
La consideriamo un segnale importante.
Proprio per questo, tuttavia, riteniamo doveroso affermare che non può essere abbassata la guardia rispetto alle scelte che riguardano il futuro e l’identità di questa Istituzione.
Vi è inoltre un dato che riteniamo significativo e che non può essere liquidato come una semplice coincidenza.
Le sottoscrizioni hanno raggiunto quota 2025.
Un numero che richiama l’anno appena trascorso, un anno che per molti ha segnato in modo profondo la storia di questa Casa.
Non intendiamo attribuire a tale dato un valore suggestivo o simbolico fine a sé stesso, ma lo leggiamo come un segnale da non sottovalutare: quando un’opera nata dal carisma di Padre Pio attraversa un tempo complesso, le coscienze si attivano e le persone sentono il bisogno di custodirla.
Casa Sollievo della Sofferenza non è nata come un’azienda.
È nata come luogo di sollievo, di dignità, di servizio ai più fragili.
Ogni scelta che la riguarda dovrebbe essere coerente con questa identità originaria, poiché snaturarla significherebbe trasformare un’opera di misericordia in un luogo di ulteriore sofferenza.
Le firme raccolte non chiedono privilegi.
Chiedono vigilanza, trasparenza e fedeltà alla missione.
Chiedono che chi è chiamato a governare questa Istituzione lo faccia ricordando che, in essa, la persona viene prima dei numeri, la cura prima dell’efficienza, la dignità prima di ogni altra logica.
Per tali ragioni riteniamo doveroso testimoniare questa attenzione anche alla Segreteria di Stato della Santa Sede, come atto di responsabilità morale e civile, e non come atto di contrapposizione.
Ringraziamo profondamente tutte le persone che hanno scelto di partecipare con rispetto e consapevolezza, sottoscrivendo e sostenendo questa iniziativa.
Tali firme non rappresentano un traguardo, ma un impegno.
Continueremo a vigilare con rispetto e fermezza, nella consapevolezza che Casa Sollievo della Sofferenza è un patrimonio dell’umanità e come tale va custodita.
Con osservanza,
I sottoscrittori della petizione
(segue elenco firme)