
La Petizione on-line presentata al Presidente della Camera dei Deputati, è stata assegnata alla I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) con numero 1584, sarebbe utile inviare via mail a questi indirizzi un sollecito /sensibilizzazione :
PENZA_P@CAMERA.IT,
BALDINO_V@CAMERA.IT,
BOSCHI_M@CAMERA.IT,
MAIORANO_L@CAMERA.IT
"Spettabile Onorevole,
con petizione del 05.02.2026, n. 1584, assegnata alla I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI), di seguito indicata, si chiede la valorizzazione delle lauree triennali ed in particolare delle lauree delle professioni sanitarie - non mediche - della Polizia di Stato.
Si sensibilizza un Suo autorevole intervento per un ritenuto legittimo riconoscimento del percorso di studio effettuato e delle aspettative del personale in questione.
Cordialità
Eccellenza Signor Presidente della Camera dei Deputati, la presente petizione intende sottoporre all’attenzione della S.V.I. l’opportunità di valutare l’avvio di un provvedimento legislativo volto a consentire, anche nel Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il legittimo riconoscimento e la valorizzazione della Carriera Direttiva del Settore Sanitario, nelle qualifiche di Vice Commissario Tecnico e Commissario Tecnico, per il personale assunto previo possesso della Laurea delle Professioni Sanitarie non mediche (ad es. Infermiere, Fisioterapista, Tecnico di laboratorio, Tecnico di radiologia), attualmente inquadrato nella Carriera di concetto degli Ispettori Tecnici. La normativa vigente già prevede uno sviluppo direttivo per i possessori di laurea triennale (art. 22 del DPR n. 337/1985 e art. 35 del DPR n. 335/1985 – Carriera a sviluppo direttivo del Ruolo Ispettori). Tuttavia, nonostante le finalità dichiarate e le previsioni del riordino delle carriere della Polizia di Stato (D.Lgs. n. 95/2017 e successive modificazioni), tali disposizioni non consentono, allo stato attuale, una piena ed effettiva valorizzazione dei laureati delle professioni sanitarie non mediche. L’ipotesi di un accesso diretto alla Carriera Direttiva per il personale assunto con laurea triennale delle professioni sanitarie, nelle qualifiche di Vice Commissario Tecnico e Commissario Tecnico (settore sanitario), non pregiudicherebbe in alcun modo la continuità gerarchica e funzionale con i Commissari Capo del Ruolo Ordinario o del Ruolo Tecnico, né con i Funzionari Medici del Ruolo Professionale Sanitario, attualmente inquadrati con la qualifica di Medico Principale e, alla luce delle recenti previsioni normative, potenzialmente ammessi con qualifica superiore di Medico Capo. Poiché le carriere dei Funzionari e Dirigenti (Ordinari, Tecnici e Medici) prevedono l’immissione in qualifiche iniziali superiori, risulterebbe pienamente garantita la sovraordinazione gerarchica rispetto alla qualifica apicale di Commissario Tecnico del settore sanitario, che costituirebbe il livello massimo raggiungibile dai laureati triennali non medici. Non si ravvisano, inoltre, profili di incoerenza o criticità operativa. A titolo esemplificativo, il concorso interno del 2018 – bandito in attuazione del medesimo riordino (D.Lgs. n. 95/2017) – ha consentito l’accesso alla Carriera Direttiva, seppur ad esaurimento, di circa 30 infermieri diplomati, inquadrati come Vice Commissari Tecnici Infermieri, con sviluppo fino alla qualifica di Commissario Capo Tecnico Infermiere, senza che ciò abbia generato discrasie di ordine gerarchico o funzionale. Si evidenzia, peraltro, che tale progressione apicale risultava persino superiore a quella qui proposta. Alla luce della chiara e univoca struttura gerarchica, nonché della comprovata compatibilità funzionale, l’ipotesi prospettata consentirebbe, oltre a una legittima gratificazione professionale, un allineamento con il resto della Pubblica Amministrazione, che inquadra i laureati triennali nelle carriere direttive sin dall’accesso (Area III del Comparto Ministeri; Fascia D del Servizio Sanitario Nazionale; Area C1 di INPS e INAIL). Il riconoscimento della coerenza tra titolo accademico e qualifica di accesso garantirebbe, inoltre, un significativo arricchimento professionale e operativo, con ricadute positive sull’efficienza dell’Amministrazione e sul già elevato standard qualitativo delle prestazioni sanitarie rese. Infine, una simile valorizzazione contribuirebbe a tutelare il valore legale dei titoli di studio, prevenendo forme di svilimento o frustrazione delle legittime aspettative personali, professionali e giuridiche dei professionisti sanitari laureati non medici, i quali quotidianamente assicurano prestazioni assistenziali, preventive, informative e formative di elevata qualità, già ampiamente riconosciute e apprezzate anche in occasione di eventi straordinari, quali l’emergenza pandemica da Covid-19. Confidando in un positivo riscontro della presente petizione, si coglie l’occasione per porgere distinti saluti."