Basta rifiuti abbandonati in Sardegna: chiediamo interventi concreti

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Il problema

La Sardegna ha un problema che non possiamo più considerare normale: l'abbandono dei rifiuti.

E non parliamo soltanto delle discariche abusive di mobili, materassi, elettrodomestici, materiali edili e altri rifiuti ingombranti.

Parliamo anche dei sacchi di rifiuti domestici – umido, indifferenziato, plastica e altri materiali – abbandonati ai bordi delle strade, nelle campagne, nelle periferie e nelle aree naturali.

Parliamo di bottiglie e lattine lanciate dai finestrini delle auto, cartacce, confezioni, mozziconi e altri piccoli rifiuti lasciati lungo le strade, sulle spiagge, nei sentieri, nelle campagne e negli spazi pubblici.

Sono comportamenti diversi per dimensioni e gravità, ma hanno una conseguenza comune: il progressivo degrado del nostro territorio e la normalizzazione di comportamenti che non dovrebbero essere normali.

Il problema riguarda città e paesi, campagne, coste, aree interne, strade statali, provinciali e comunali. E riguarda prima di tutto noi che in Sardegna viviamo.

Non è soltanto una questione di decoro o di immagine. È una questione ambientale, sociale ed economica.

Ogni intervento di pulizia e bonifica ha un costo che ricade sulla collettività. E continuare a ripulire gli stessi luoghi, per poi ritrovarli nuovamente pieni di rifiuti dopo poche settimane o pochi mesi, non può essere considerato una soluzione.

Chiediamo un intervento strutturale

Con questa raccolta firme chiediamo alla Regione Autonoma della Sardegna, agli enti locali, alle amministrazioni e a tutti gli organismi pubblici competenti di affrontare il problema dell'abbandono dei rifiuti attraverso una strategia coordinata, continuativa e verificabile.

Non chiediamo semplicemente di raccogliere più velocemente ciò che viene abbandonato. Chiediamo di intervenire affinché quei rifiuti non vengano abbandonati in primo luogo.

Chiediamo:

  • servizi di raccolta efficienti, accessibili e adeguati alle esigenze dei diversi territori, compresi il ritiro degli ingombranti e la disponibilità di centri di raccolta facilmente utilizzabili dai cittadini;
  • interventi tempestivi per la rimozione dei rifiuti e la bonifica delle aree degradate;
    un monitoraggio sistematico delle zone nelle quali l'abbandono dei rifiuti è ricorrente;
  • un utilizzo più esteso ed efficace della videosorveglianza e degli altri strumenti di controllo consentiti dalla normativa;
  • maggiori controlli sul territorio e un migliore coordinamento tra Regione, Comuni, Corpo Forestale, polizie locali e gli altri soggetti competenti;
  • l'applicazione effettiva e rigorosa delle sanzioni previste nei confronti di chi abbandona illegalmente i rifiuti;
  • la valutazione di norme e strumenti più stringenti laddove quelli attualmente disponibili si dimostrino insufficienti;
  • sistemi semplici ed efficaci attraverso i quali i cittadini possano segnalare rifiuti abbandonati, discariche abusive e situazioni ricorrenti di degrado;
  • maggiore trasparenza sul seguito dato alle segnalazioni dei cittadini;
  • campagne continuative di educazione e sensibilizzazione, nelle scuole ma anche rivolte alla popolazione adulta;
  • la pubblicazione periodica di dati sugli interventi effettuati, sulle aree bonificate, sui controlli eseguiti, sulle segnalazioni ricevute e sulle sanzioni applicate.

Chiediamo inoltre che gli interventi siano calibrati sui diversi fenomeni.

Una discarica abusiva di rifiuti ingombranti, l'abbandono sistematico di sacchi di rifiuti domestici e il lancio di una lattina o di una bottiglia dal finestrino non sono la stessa cosa e richiedono strumenti di prevenzione e contrasto differenti.

Chiediamo di poter partecipare

C'è poi una richiesta che consideriamo fondamentale.

Chiediamo la costituzione di un tavolo permanente di confronto e coordinamento contro l'abbandono dei rifiuti in Sardegna.

Vogliamo che a questo tavolo partecipino la Regione, gli enti locali, le amministrazioni e gli organismi pubblici competenti, insieme a rappresentanti dei cittadini, delle associazioni e delle realtà che operano sul territorio.

Perché non vogliamo limitarci a segnalare il problema.

Vogliamo essere ascoltati. Vogliamo poter partecipare. Vogliamo contribuire alla ricerca delle soluzioni.

Chi vive quotidianamente il territorio conosce le strade dove compaiono continuamente nuovi sacchi di immondizia, le campagne trasformate periodicamente in discariche, le piazzole che vengono ripulite e subito sporcate di nuovo.

I cittadini possono segnalare criticità, individuare fenomeni ricorrenti, proporre soluzioni e contribuire a capire quali interventi funzionano e quali invece non producono risultati.

Per questo chiediamo un luogo di confronto reale e continuativo nel quale istituzioni e cittadini possano condividere informazioni, individuare le priorità, proporre interventi e verificarne i risultati.

Il tavolo dovrà avere obiettivi chiari, riunirsi con regolarità e garantire trasparenza sul lavoro svolto, sulle proposte avanzate, sulle decisioni adottate e sui risultati ottenuti.

Non chiediamo soltanto di essere informati sulle decisioni prese. Chiediamo di poter contribuire al processo che porta a quelle decisioni.

La responsabilità è di tutti, ma le istituzioni devono fare la loro parte

Chi abbandona un materasso in campagna, lascia un sacco di rifiuti sul ciglio di una strada o getta una lattina dal finestrino compie una scelta precisa e deve assumersene la responsabilità.

Ma la responsabilità individuale non può diventare una giustificazione per rinunciare a intervenire.

Le istituzioni hanno il compito di garantire servizi adeguati, prevenzione, controlli, monitoraggio e applicazione delle regole. I cittadini, da parte loro, devono rispettare il territorio e possono contribuire a proteggerlo.

Le due responsabilità devono procedere insieme.

La Sardegna non può continuare a spendere risorse pubbliche per ripulire ripetutamente gli stessi luoghi senza affrontare in maniera strutturale le cause del problema.

E non possiamo rassegnarci all'idea che trovare sacchi di immondizia lungo una strada, una lavatrice in campagna o lattine e bottiglie sul ciglio della strada faccia ormai parte del paesaggio.

Non è normale. E non deve diventarlo.

Perché firmiamo

Firmiamo per chiedere un cambiamento concreto.

Firmiamo per chiedere servizi adeguati, prevenzione, controlli, sanzioni, educazione e trasparenza.

Firmiamo perché vogliamo che le diverse istituzioni coinvolte lavorino insieme invece di affrontare il problema in maniera frammentaria.

Firmiamo perché vogliamo che i cittadini abbiano finalmente un luogo nel quale essere ascoltati e possano partecipare alla ricerca delle soluzioni.

Firmiamo perché proteggere il territorio della Sardegna è una responsabilità collettiva, e perché vogliamo che il contrasto all'abbandono dei rifiuti diventi una priorità concreta, coordinata e permanente.

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Claudia TavaniPromotore della petizione

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