

Basta prendere soldi pubblici e lasciare il pubblico allo sfascio
Il problema
La sanità pubblica è al collasso: liste d’attesa infinite, visite rimandate, esami impossibili nei tempi giusti. Intanto chi è stato formato con soldi di tutti spesso va subito nel privato o all’estero. Basta ipocrisia: chi ha studiato grazie alla comunità deve restituire anni di servizio nel pubblico. La salute non è un lusso.
La situazione è vergognosa. I cittadini pagano per formare medici, infermieri e personale sanitario, ma poi si ritrovano con un servizio pubblico svuotato, con attese interminabili e prestazioni disponibili subito solo a pagamento.
Non è accettabile che la collettività investa per anni nella formazione sanitaria e poi debba subire la fuga di professionisti verso il privato o verso l’estero proprio mentre il pubblico crolla. Chi ha ricevuto questa formazione deve restituire alla comunità un lungo periodo di servizio nelle strutture pubbliche.
Chiediamo una legge chiara e severa che preveda:
• obbligo di servizio nel pubblico per chi si è formato con risorse pubbliche;
• limiti seri alla fuga verso il privato quando il sistema pubblico è in sofferenza;
• tempi certi per visite, esami e prestazioni;
• sanzioni per chi contribuisce a svuotare il servizio pubblico invece di sostenerlo.
La salute non si vende.
La formazione pagata da tutti deve servire tutti.
Chi prende dalla comunità deve prima restituire alla comunità.
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Il problema
La sanità pubblica è al collasso: liste d’attesa infinite, visite rimandate, esami impossibili nei tempi giusti. Intanto chi è stato formato con soldi di tutti spesso va subito nel privato o all’estero. Basta ipocrisia: chi ha studiato grazie alla comunità deve restituire anni di servizio nel pubblico. La salute non è un lusso.
La situazione è vergognosa. I cittadini pagano per formare medici, infermieri e personale sanitario, ma poi si ritrovano con un servizio pubblico svuotato, con attese interminabili e prestazioni disponibili subito solo a pagamento.
Non è accettabile che la collettività investa per anni nella formazione sanitaria e poi debba subire la fuga di professionisti verso il privato o verso l’estero proprio mentre il pubblico crolla. Chi ha ricevuto questa formazione deve restituire alla comunità un lungo periodo di servizio nelle strutture pubbliche.
Chiediamo una legge chiara e severa che preveda:
• obbligo di servizio nel pubblico per chi si è formato con risorse pubbliche;
• limiti seri alla fuga verso il privato quando il sistema pubblico è in sofferenza;
• tempi certi per visite, esami e prestazioni;
• sanzioni per chi contribuisce a svuotare il servizio pubblico invece di sostenerlo.
La salute non si vende.
La formazione pagata da tutti deve servire tutti.
Chi prende dalla comunità deve prima restituire alla comunità.
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Petizione creata in data 4 settembre 2026